venerdì 4 luglio 2014

"Che se l'hai fatto tu non è cosa brutta davvero"

Ci metterò la mani e un genio da inventore
Ci metterò un dolore che so io
Ci metterò l'asfalto e il sogno di un attore
Che appoggia il manoscritto sul leggio
E tirerò il cemento come un muratore sa non è possibile
E tesserò una tela che sarà una vela grande e irrestringibile
E tergerò la fronte con la mano aperta per il gran sudore
E accorderò strumenti con il tocco esperto che ha un suonatore
Mi metterò seduto li a impagliare sedie per sedermi insieme
Mi stupirò di non averlo fatto mai e di averlo fatto bene
Perché c'è sangue, c'è fatica, c'è la vita
Anche se a volte ci si spezza il cuore
In questa assurda specie di mestiere 

Benedetto tu sia per quel ciuffo di pelo nero
Che se l'hai fatto tu non è cosa brutta davvero
E per le storie eterne dei cartoni animati
Per quei pazzi o quei saggi che li han disegnati
E per quel che si mangia si respira e si beve
Per il disegno allegro della pipì sulla neve
E per le cose tonde e per le cose quadre
Per le carezze di mio padre e di mia madre
Per il futuro da leggere invano girando i tarocchi
Per le linee della mano diventate rughe sotto gli occhi
Perché tutto è sbagliato ed è così perfetto
Per ciò che vinco e ciò che perdo se scommetto
Tu sia benedetto
Benedetto tu sia
Per avermi fatto e messo al mondo
E per quel che ho detto prima ti perdono
Di non avermi fatto alto e biondo
Ma così stupido e così vero
Con l'eterna paura dell'uomo nero
E del viso bianco come calce
Di quella sua signora con la falce
Che come tutti prima o poi mi aspetto
E per cui altri ti han benedetto
Ma io no
Mi dispiace ma sono solo un uomo e non ne son capace
Ma c'è una cosa che ti chiedo ed è un favore
In cambio del bisogno del dottore
Mentre decidi ogni premio e ogni castigo
Mentre decidi se son buono o son cattivo
Fa che la morte mi trovi vivo
E se questo avverrà io ti prometto
Che mille e mille volte ti avrò benedetto
E se per caso non ci sei come non detto 

E avrò davanti agli occhi la mia mano aperta per il troppo sole
E andrò verso la notte con il passo calmo del seminatore
Aspetterò seduto lì per dare un nome all'ombra di qualcuno
Che per un poco sembrerà sia tutti e non sarà nessuno
Perché c'è sangue, c'è fatica, c'è la vita
Anche se a volte ci si spezza il cuore
In questa assurda specie di mestiere
Che è l'amore

giovedì 29 maggio 2014

Scrivere sul blog = urlare in piena notte nel granCanyon

Scrivere sul blog = urlare in piena notte nel granCanyon

A volte è davvero questo che ci vuole: urlare.
Non necessariamente perchè tutto vada male, ma per sfogarsi, per ricordarsi che siamo vivi e in quanto tali provare emozioni è naturale e soprattuttto VITALE.
Le emozioni ti prendono e ti strapazzano, ti strofinano, ti accartoccciano finchè non rimane un solo punto liscio del cuore ormai straziato.... ogni ferita, ogni pezzo perso in più arricchiscono l'anima.
L'unico modo di sopravvivere e Vivere è trovare l'Amore nell'Assurdo della Vita e camminare, ogni giorno andando avanti a testa alta, senza paura di mostrar le lacrime o la rabbia, che solo il sorriso son bravi tutti a mostrarlo...
Canta e cammina, col sorriso nel cuore e nell'anima, nonostante tutto

venerdì 16 maggio 2014

ancora pensieri allo stato brado...

Troppo tempo che non scrivo...dovrei farlo più spesso.

Tante cose sono e stanno cambiando.

Sono circa 6 mesi che non scrivo qui e a dire il vero nemmeno da altre parti...un vano tentativo di spegnere il cervello o quantomeno di lasciarlo un po' in stand by in attesa che si liberino tutte le linee: sono intasata di pensieri, ricordi, parole.....
Ho iniziato nuove attività, conosciuto nuove persone, lasciato inevitabilmente indietro ciò che ero, sì, perchè è davvero impossibile ed inevitabile non cambiare dopo che l'uragano vita ha letteralmente raso al suolo anche le poche e traballanti fondamenta su cui stavo fondando la mia vita....
Nessun rimpianto e nessun rimorso, solo tanta, troppa cruda consapevolezza di ciò che era, che è stato... Più passa il tempo e più nitidi diventano i contorni di quella che era realtà e che per Grazia ricevuta ho vissuto consapevolmente quel tanto che serviva, ma a pieno delle mie capacità quel tanto che è bastato a rendergli il tempo rimasto uno sprazzo di vita INDELEBILE.
Di pari passo è inevitabile anche il delinearsi sempre più forte dell'assenza, del vuoto lasciato e che non potrà mai essere colmato da niente e nessuno, e non per volontà, ma perchè è davvero impensabile.

Troppi pensieri che si rincorrono, la forza vitale che scorre fregandosene di ciò che vorresti o meno....
Non mi resta che tentar di tenere il passo, continuando il cammino che ormai ho intrapreso e che spero mi porti presto ad avere un'unica identità ben amalgamata dentro me stessa.
Voglio potermi chiamare per nome ed associare a quel nome dei tratti distintivi ben precisi, unici ed inequivocabili.
Non voglio preoccuparmi dei mie desideri, di sbagliare, di perdere ancora, perchè diciamocelo, oggettivamente...cos'ho ormai ancora da perdere?
I miei punti cardinali hanno più o meno volontariamente lasciato il loro posto lasciandomi quaggiù con la sola certezza che sono forte, che davvero le mie debolezze sono i miei punti forza su cui far cardine al momento del bisogno. In questo non mi sento più indefinita.....
Sono consapevole dei miei limiti e delle mie potenzialità senza più aver timore di essere troppo o troppo poco.
Ma ne avrei fatto a meno visto il prezzo pagato....

Pensieri allo stato brado come sempre, che pigiando quel bottone si perderanno nel mare della rete come un urlo in una discoteca.

Domani è un altro giorno, spero solo di mantenere un po' più salda la sensazione di "stabile" instabilità che provo adesso, perchè è l'unico carburante con cui potrò ancora andare avanti fintanto che non troverò la vera strada