sabato 31 agosto 2013
Milionesimo "giorno zero"
C'è differenza anche nelle lacrime, le riconosci ormai....
Oggi "piove" a grandi gocce cariche di nostalgia, di rabbia verso me stessa, di dolori, (dolori sì, perchè sono decisamente troppi adesso) di ricordi che non se ne andranno ma saranno chiusi in un angolino ben nascosti per non farli sbiadire al tempo e per tenerli lontani quanto basta a non sentirne il silenzio assordante... gocce cariche dei "te l'avevo detto" vecchi di anni, di denti stretti a difendere contro tutti qualcosa in cui credevo fermamente ma che adesso DEVO lasciar andare, di stanchezza...tanta stanchezza....
Oggi un "nuovo" giorno zero a cui dovrò abituarmi e ci vorrà tempo, troppo forse, ma non ho troppi impegni in agenda pare, quindi potrò aspettare tutto il tempo che sarà necessario, dovesse essere l'unico "per sempre" della vita.
Depressa? No.
Lucida, consapevole, realista...come forse non sono mai stata. E la cosa triste è che ho voluto io arrivare ad esserlo, per "star bene" mi dicevo... bene un corno! Vivere nella realtà, consapevoli di ciò che ti accade intorno...no, non è "star bene"; è avere testa e piedi per terra, questo si, ma davvero si vive meglio?
Ma ormai ho iniziato e in qualche modo finirò questa "trasformazione", dopodichè deciderò liberamente se accettarla o piuttosto tornare a vivere di sogni e utopie senza basi, senza fondamenti stabili... tanto si soffre lo stesso, ma almeno, se hai un mondo "tuo" puoi rifugiartici e sentirti a casa. al sicuro da tutte le brutture di questo mondo maledettamente reale.
E appena smetterà (ma smetterà mai?) di piovere dovrò prendere delle decisioni rimandate da troppo...
Ho 31 anni e nessuna vita "mia", ciò che lo era se n'è andato o l'ho perso o me lo stanno portando via.
Sono veramente stanca...sono stanca e sorrido.....
MA perchè hanno chiuso i manicomi? quella forse era davvero casa mia....
Oggi "piove" a grandi gocce cariche di nostalgia, di rabbia verso me stessa, di dolori, (dolori sì, perchè sono decisamente troppi adesso) di ricordi che non se ne andranno ma saranno chiusi in un angolino ben nascosti per non farli sbiadire al tempo e per tenerli lontani quanto basta a non sentirne il silenzio assordante... gocce cariche dei "te l'avevo detto" vecchi di anni, di denti stretti a difendere contro tutti qualcosa in cui credevo fermamente ma che adesso DEVO lasciar andare, di stanchezza...tanta stanchezza....
Oggi un "nuovo" giorno zero a cui dovrò abituarmi e ci vorrà tempo, troppo forse, ma non ho troppi impegni in agenda pare, quindi potrò aspettare tutto il tempo che sarà necessario, dovesse essere l'unico "per sempre" della vita.
Depressa? No.
Lucida, consapevole, realista...come forse non sono mai stata. E la cosa triste è che ho voluto io arrivare ad esserlo, per "star bene" mi dicevo... bene un corno! Vivere nella realtà, consapevoli di ciò che ti accade intorno...no, non è "star bene"; è avere testa e piedi per terra, questo si, ma davvero si vive meglio?
Ma ormai ho iniziato e in qualche modo finirò questa "trasformazione", dopodichè deciderò liberamente se accettarla o piuttosto tornare a vivere di sogni e utopie senza basi, senza fondamenti stabili... tanto si soffre lo stesso, ma almeno, se hai un mondo "tuo" puoi rifugiartici e sentirti a casa. al sicuro da tutte le brutture di questo mondo maledettamente reale.
E appena smetterà (ma smetterà mai?) di piovere dovrò prendere delle decisioni rimandate da troppo...
Ho 31 anni e nessuna vita "mia", ciò che lo era se n'è andato o l'ho perso o me lo stanno portando via.
Sono veramente stanca...sono stanca e sorrido.....
MA perchè hanno chiuso i manicomi? quella forse era davvero casa mia....
domenica 18 agosto 2013
solitudine: ok
Quella stupida mania di pensare, di sperare di essere ancora nei pensieri di qualcuno, seppur lontanamente; la vaga idea di "vendetta" nell'idea che pur essendo ormai solo un ricordo passato, la tua ombra possa ancora "infestare" i sogni di qualcuno.
Pensieri misti, legati a vari ricordi di passati non troppo e fin troppo recenti.
Tutto solo un ricordo.
La mia realtà adesso è che se supero questa, potrò realmente pensare di affrontare la mia vita da sola.
Oh si, l'amore bussa e busserà, ci proverà quando meno me lo aspetto e probabilmente ci penserò, mi tenterà con le sue lusinghe. Ma la volontà stavolta potrebbe vincere ed io non voglio più ricominciare da capo, non voglio più mettere a nudo le mie debolezze, i miei errori, il mio passato.... ha fatto troppo male, troppi danni, continuo a "pagarne" care le conseguenze e ne sono veramente stanca. Non darò più a nessuno la possibilità di entrarmi talmente dentro da arrivarmi a toccare l'anima e il cuore, non voglio più e non posso più permettere a nessuno di arrivarmi così vicino e di potermi far male. Ma non voglio neanche fingere o dovermi "accontentare", non sarei io e non ce la farei a reggere. Pertanto la soluzione è solo una: bastare a me stessa.
In questi giorni va così e ne sono sempre più convinta.
Non sarò mai più una seconda scelta o un rimpiazzo o un passante passeggero nella vita di qualcuno.
Mi dicono che parlo così solo per il momento che sto vivendo, ma sbagliano: ora più che mai avrei bisogno di avere accanto qualcuno con cui condividere, qualcuno con cui poter stare in silenzio o piangere per poi addormentarmi esausta abbracciata. Ma non c'è. Ci sono solo io. E la paura che abita i ricordi fin troppo vividi di questi ultimi 4 anni di vita/non vita.
Passo le giornate col mio cucciolo ormai cresciuto e niente potrebbe darmi di più, mi aiuta a dimenticare almeno per qualche ora la paura, insieme siamo forti e uccideremo la scimmia....
Pensieri misti, legati a vari ricordi di passati non troppo e fin troppo recenti.
Tutto solo un ricordo.
La mia realtà adesso è che se supero questa, potrò realmente pensare di affrontare la mia vita da sola.
Oh si, l'amore bussa e busserà, ci proverà quando meno me lo aspetto e probabilmente ci penserò, mi tenterà con le sue lusinghe. Ma la volontà stavolta potrebbe vincere ed io non voglio più ricominciare da capo, non voglio più mettere a nudo le mie debolezze, i miei errori, il mio passato.... ha fatto troppo male, troppi danni, continuo a "pagarne" care le conseguenze e ne sono veramente stanca. Non darò più a nessuno la possibilità di entrarmi talmente dentro da arrivarmi a toccare l'anima e il cuore, non voglio più e non posso più permettere a nessuno di arrivarmi così vicino e di potermi far male. Ma non voglio neanche fingere o dovermi "accontentare", non sarei io e non ce la farei a reggere. Pertanto la soluzione è solo una: bastare a me stessa.
In questi giorni va così e ne sono sempre più convinta.
Non sarò mai più una seconda scelta o un rimpiazzo o un passante passeggero nella vita di qualcuno.
Mi dicono che parlo così solo per il momento che sto vivendo, ma sbagliano: ora più che mai avrei bisogno di avere accanto qualcuno con cui condividere, qualcuno con cui poter stare in silenzio o piangere per poi addormentarmi esausta abbracciata. Ma non c'è. Ci sono solo io. E la paura che abita i ricordi fin troppo vividi di questi ultimi 4 anni di vita/non vita.
Passo le giornate col mio cucciolo ormai cresciuto e niente potrebbe darmi di più, mi aiuta a dimenticare almeno per qualche ora la paura, insieme siamo forti e uccideremo la scimmia....
domenica 11 agosto 2013
Stelle cadenti....
Stasera è arrivato un nuovo ospite nel "regno di Op", il piccolo Davide ha solo 8 mesi. Catapultati all'improvviso con lui in questo "nuovo" mondo i genitori e i nonni...e l'unica cosa che puoi fare è donargli un sorriso, non puoi dirgli che va tutto bene, ma che non sono soli si.
Il reparto è mezzo vuoto in questi giorni, solo per coincidenza, e così da una parte ti senti ancor più alieno mentre dall'altra puoi tentar di renderlo più a misura umana, anche se non è così facile...ognuno tende a stare confinato in quella stanza che adesso è il suo piccolo mondo, la sua "casa"... qualcuno ci confina persino i sentimenti dietro quelle porte.
Il rischio è lasciarsi abitare dal regno di op, mentre l'unico modo per non lasciarsi morire è abitarlo.
Una parola, un sorriso, un saluto, un abbraccio...là hanno un valore completamente diverso, così come le lacrime, il dolore, la rabbia....
Se riesci ad abitarlo cominici piano piano a capirlo, a capirne i meccanismi, a riconoscere i piccoli gesti, ti rendi conto che persino i medici e gli infermieri sono esseri umani e non i cattivi che ti tengono prigioniero contro la tua volontà, perchè non è nemmeno la loro averti lì...
Sì, lentamente non puoi che imparare a viverci, ed è un duro insegnante, perchè ti insegna (se vuoi ascoltarlo) che non c'è gioia senza dolore ma nemmeno dolore senza gioia, che il filo che separa la vita dalla morte è sottile e fragile ma al tempo stesso fortissimo ed imprevedibile, impari a conoscere e riconoscere le persone, perchè davanti al dolore o alla malattia o alla morte tirano fuori il meglio di sè (nel bene e nel male), impari a conoscere te stesso e a ridare il giusto valore alle cose, a tutte le cose....
Vorrei liberare altri pensieri, ma non ce la faccio, forse troppa stanchezza o piuttosto troppo difficile poi vederli nero su bianco senza più poter far finta che non siano reali.
No, per stasera è meglio dormire....
Il reparto è mezzo vuoto in questi giorni, solo per coincidenza, e così da una parte ti senti ancor più alieno mentre dall'altra puoi tentar di renderlo più a misura umana, anche se non è così facile...ognuno tende a stare confinato in quella stanza che adesso è il suo piccolo mondo, la sua "casa"... qualcuno ci confina persino i sentimenti dietro quelle porte.
Il rischio è lasciarsi abitare dal regno di op, mentre l'unico modo per non lasciarsi morire è abitarlo.
Una parola, un sorriso, un saluto, un abbraccio...là hanno un valore completamente diverso, così come le lacrime, il dolore, la rabbia....
Se riesci ad abitarlo cominici piano piano a capirlo, a capirne i meccanismi, a riconoscere i piccoli gesti, ti rendi conto che persino i medici e gli infermieri sono esseri umani e non i cattivi che ti tengono prigioniero contro la tua volontà, perchè non è nemmeno la loro averti lì...
Sì, lentamente non puoi che imparare a viverci, ed è un duro insegnante, perchè ti insegna (se vuoi ascoltarlo) che non c'è gioia senza dolore ma nemmeno dolore senza gioia, che il filo che separa la vita dalla morte è sottile e fragile ma al tempo stesso fortissimo ed imprevedibile, impari a conoscere e riconoscere le persone, perchè davanti al dolore o alla malattia o alla morte tirano fuori il meglio di sè (nel bene e nel male), impari a conoscere te stesso e a ridare il giusto valore alle cose, a tutte le cose....
Vorrei liberare altri pensieri, ma non ce la faccio, forse troppa stanchezza o piuttosto troppo difficile poi vederli nero su bianco senza più poter far finta che non siano reali.
No, per stasera è meglio dormire....
mercoledì 7 agosto 2013
punto e a capo?
Devo ripartire...non so nè come nè da dove, so solo che devo farlo, me lo chiede il mio corpo (che ormai non riconosco più nè sento più mio, e sta soffrendo) e me lo chiede il mio cuore, la mia testa.....la mia anima sempre più frammentata. Rimboccarsi le maniche e salire, rimboccarsi le maniche ed affrontare ogni nuovo colpo a testa alta, mantenendo il giusto (apparente) distacco.
Niente è facile, mai.
Ancora un'estate d'inferno, ancora un'estate a fare i conti con me stessa e col futuro, sì, ma anche e continuamente col passato. Gli sbagli non si cancellano nè si dimenticano, ogni scelta perde di significato e di valore, tutto dentro un calderone di emozioni, sensazioni, piccole gioie e decisamente troppi dolori, illusioni (troppe), speranze...e quello stupido "andrà tutto bene, vedrai, prima o poi finirà" che dici a te stesso sperando di convincertene, come un mantra ripetuto nei momenti di maggior debolezza, un mantra che assomiglia tanto alle notti passate pregando in attesa di qualcosa che poi non arriverà. Solo l'apparente serenità del cuore, l'apparente calma che segue l'accettazione, perchè a volte puoi solo accettare, giorno per giorno, ciò che verrà, affrontandolo senza troppe pretese da te stesso.
Fredda, cinica, distaccata, questo sto velocemente diventando o forse tornando ad essere; parti di me che cercano nuovamente di prendere il sopravvento, per sopravvivere... ci convivo, ho imparato ad accettarle ed entro i limiti del possibile, ad amarle, sono io, sono comunque e sempre io. Col tempo forse imparerò a gestirle meglio, a dosarle in modo da non far male nè a me stessa nè a chi mi sta intorno, con l'unica condizione di non avvicinare mai realmente nessuno. Il nero che ho dentro solo io sono in grado di accettarlo, non di amarlo e forse nemmeno di perdonarlo, ma capirlo si.
Non vedrò più il mio riflesso negli occhi di qualcuno.
E questo vuol dire proteggere me stessa o proteggere gli altri?
Non lo so, ma credo che il confine sia realmente sottile, tanto sottile da essere spesso inscindibile e facilmente confondibile.
Ho ancora un lungo, lungo lavoro da fare su me stessa e francamente non so dove ne troverò le forze; questo bagno dir ealtà così totale e improvviso mi ha fatto "scattare" qualcosa di apparentemente invisibile che solo io e il mio specchio vediamo: io lo intuisco, lei forse lo vede chiaramente ma non può dirmelo, devo arrivarci da sola ed in questo momento la solitudine è l'unica cosa che davvero temo di più.
Devo ripartire......
Niente è facile, mai.
Ancora un'estate d'inferno, ancora un'estate a fare i conti con me stessa e col futuro, sì, ma anche e continuamente col passato. Gli sbagli non si cancellano nè si dimenticano, ogni scelta perde di significato e di valore, tutto dentro un calderone di emozioni, sensazioni, piccole gioie e decisamente troppi dolori, illusioni (troppe), speranze...e quello stupido "andrà tutto bene, vedrai, prima o poi finirà" che dici a te stesso sperando di convincertene, come un mantra ripetuto nei momenti di maggior debolezza, un mantra che assomiglia tanto alle notti passate pregando in attesa di qualcosa che poi non arriverà. Solo l'apparente serenità del cuore, l'apparente calma che segue l'accettazione, perchè a volte puoi solo accettare, giorno per giorno, ciò che verrà, affrontandolo senza troppe pretese da te stesso.
Fredda, cinica, distaccata, questo sto velocemente diventando o forse tornando ad essere; parti di me che cercano nuovamente di prendere il sopravvento, per sopravvivere... ci convivo, ho imparato ad accettarle ed entro i limiti del possibile, ad amarle, sono io, sono comunque e sempre io. Col tempo forse imparerò a gestirle meglio, a dosarle in modo da non far male nè a me stessa nè a chi mi sta intorno, con l'unica condizione di non avvicinare mai realmente nessuno. Il nero che ho dentro solo io sono in grado di accettarlo, non di amarlo e forse nemmeno di perdonarlo, ma capirlo si.
Non vedrò più il mio riflesso negli occhi di qualcuno.
E questo vuol dire proteggere me stessa o proteggere gli altri?
Non lo so, ma credo che il confine sia realmente sottile, tanto sottile da essere spesso inscindibile e facilmente confondibile.
Ho ancora un lungo, lungo lavoro da fare su me stessa e francamente non so dove ne troverò le forze; questo bagno dir ealtà così totale e improvviso mi ha fatto "scattare" qualcosa di apparentemente invisibile che solo io e il mio specchio vediamo: io lo intuisco, lei forse lo vede chiaramente ma non può dirmelo, devo arrivarci da sola ed in questo momento la solitudine è l'unica cosa che davvero temo di più.
Devo ripartire......
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