mercoledì 21 dicembre 2016
Desideri e serenità
Ed è ormai piuttosto evidente che questo 2016 si terrà proprio tutto ciò che avevo.....e fa piuttosto male, male dentro, ma al tempo stesso una strana serenità ormai accoglie queste perdite e mi fa soffrire guardando però avanti.
Vorrei solo sapere con certezza come recidere i fili emotivi che ancora mi tengono legata ad alcune persone. E anche la consapevolezza di questo desiderio, che si fa di giorno in giorno più forte, fa un pò male.
In questi giorni ho ricevuto un dono decisamente inaspettato.
Credo cercherò di concentrarmi su questo e di trarne l'energia necessaria per affrontare quello che sarà un domani pieno di incognite.
Ringrazio, sorrido e, finalmente, vado avanti.
L'Amore resterà comunque radicato in me insieme a coloro che Amo.
lunedì 12 dicembre 2016
In costante salita
Ieri ho provato un accenno di spirito natalizio, ma talmente flebile che sembrava più un ricordo che altro....
Non so se ne sento davvero la mancanza, forse è più nostalgia per ciò che rappresentava per me e che col tempo, con le perdite e con le delusioni, ormai ha quasi perso ogni significato....
Un giorno forse tornerà, forse lo so o forse lo spero e basta.
Lo ammetto: era bello il clima di "calore" che aleggiava in casa, il profumo di noci, miele, arance, mandorle....il desiderio di fare dei doni che in qualche modo comunicassero l'Amore o il pensiero "fatto apposta per te" e non "l'obbligo" del dover ricambiare.
Oggi un vago pensiero di regali mi ha aleggiato in testa per qualche minuto, per un attimo ho persino desiderato farli io come quando ero bambina. Ed è stato buffo pensare che il primo a cui ho pensato era sempre il regalo più difficile da trovare e ormai dall'anno scorso non dovrò più pensarlo....
Parole che mi sembrano confuse come i pensieri e le emozioni di questi giorni.
Sto lasciando veramente tanto in questo 2016 e forse la paura è di doverci lasciare ancora qualcosa che non sono realmente pronta a "perdere"... devo ancora capirlo.
Ritrovare emozioni, sensazioni, ricordi, desideri......non sempre è così positivo e soddisfacente. Per adesso è ancora troppo forte il contrasto tra la forza di queste sensazioni e la realtà delle esperienze vissute in questi anni senza Sero.
Adesso devo solo pensare a stabilizzarla, anche se sembra essere un percorso più lento e complicato di quel che sperassi, in costante salita.
E ancora quest'anno vorrei solo spegnermi e svegliarmi dopo l'epifania.......
domenica 13 novembre 2016
Bentornata Sero
Circa due mesi che scrivo solo nella mia testa, due mesi impegnativi e intensi sotto tutti i punti di vista.
Tutto sta continuando a cambiare (se in meglio o in peggio solo il tempo potrà dirlo...).
È buffo, ho sempre tante parole dentro, ma quello che sto provando in questi giorni trova difficilmente parole per esprimersi.
Sto evolvendo così velocemente che quasi non riesco a star dietro a me stessa e spesso stento a riconoscermi.
Finalmente ho trovato il giusto caricabatterie e la mia energia vitale sta tornando, non che tutto sia rose e fiori eh, ma decisamente si affronta meglio tutto. Mi rendo conto che adesso situazioni anche minime che solo un mesetto fa mi avrebbero mandato in crisi, bhè, mi causano solo un pò di stanchezza ma nessun crollo psicofisico. Finalmente! Credevo non avrei più provato tante sensazioni....mi sto risvegliando sotto tutti i punti di vista e fa un'effetto strano ma piacevole.
E sono orgogliosa di me: non ho mollato, mai, nemmeno quando tutto stava andando irrimediabilmente a rotoli.
Non so cosa della vecchia My rimarrà, cosa della vecchia Vita, ma so che quello che sarà posso in gran parte sceglierlo, o quantomeno provarci. Non sempre si perde perdendo o si vince vincendo..... è una dura lezione che ho ben impressa dentro.
Adesso devo aver ancora pazienza, chè la strada della risalita è ancora lunga e sicuramente maledettamente scoscesa, ripida, e chi più ne ha più ne metta. Ma sto ritrovato il mio nucleo e lo sto ritrovando forte e pulsante come nemmeno io ricordavo.
Aver pazienza non sarà sempre facile....ma tutto sta cambiando ed io non rimarrò certo indietro.
domenica 18 settembre 2016
Il primo treno che passa
Alla fine non ho mai avuto una particolar predilezione per le "sere": il venerdì e il sabato per lo più.
Solo una sera come le altre, ma con il bisogno di scrivere, di mettere almeno qualche parola su un foglio virtuale, che forse terró, forse no.
Stasera vorrei essere ovunque tranne che qui, tanto nemmeno riesco a dormire la notte. Dovrei avere più coraggio e uscire, vagabondare, in fondo la notte mi piace, il mondo dorme ed è più silenzioso, c'è più spazio per i pensieri, per notare le piccole cose. La notte tutto sembra diverso, le ombre creano figure fantastiche.
In verità il giorno che fa male è domani.
Perché domani è domenica.
Perché domani è il suo giorno libero.
Perchè domani io sarò qui, a 250km di distanza, e lui a casa, mezzo malato, con la sua vita in cui sta "tranquillo", dopo 20 anni di vita da solo e solo uno "insieme" a me.
Magari è solo un attacco dei "miei", solo una concatenazione di pensieri bastardi dati da una causa fisiologica che per nessuno sembra esistere, tranne che per me, nella mia testa, e per le mie analisi del sague.
Ma non cambia il fatto che io sono qui. Sola. Con storie, pensieri e parole che nemmeno io voglio, ma che in nessun modo riesco a spegnere, nemmeno per qualche ora, nemmeno con qualche goccia o qualche pasticca. Loro restano con me. E sta solo alla mia capacità di analisi riuscire a tenerli al guinzaglio prima che mi portino fuori per "prendere" il primo treno che passa.
Il primo treno che passa.
Qui posso "urlare", tanto nessuno leggerà e, tantomeno, comprenderà.
Fuori piove.
Mi piace il rumore della pioggia.
sabato 10 settembre 2016
Luce pomeridiana
Sono giorni pensanti pesanti, non sempre avrei voglia di scrivere, ma poter liberare un minimo di pensieri mi aiuta a renderli più chiari e leggibili anche a me stessa.
Ieri ho calcato la mano e l'ho fatto volontariamente....ed almeno parzialmente ho finalmente ottenuto un minimo di sincerità: "Ero deciso sulla "fine" della coppia, ma il tuo aprirti e raccontarmi tutto e più mi ha messo dubbi(...)"; questo il succo del discorso, su quali siano i dubbi preferisco sorvolare, soprattutto per rispetto a me stessa....
Oh si, di parole ne avrei tante da dire, sussurrare, urlare, trattenere......ma credo di essere arrivata la punto che son quasi superflue. Non so più cosa sperare, cosa desiderare. Voglio solo che questo dolore e quest'ennessimo e continuo periodo di merda finiscano. Da qualche parte dovrà pur esserci una crepa da cui filtrerà un pò di luce..... e se non c'è, il tempo di riprendermi, e poi sarò a procurarla, come ogni dannatissima volta.
Solo che stavolta poi non so molto bene da dove ricominciare.....
Avevo il mio incentivo x ripartire, ma è preso dal cercar di districare i suoi dubbi causati dalle mie parole.
Sono confusa.
E stanca, tanto stanca.
Maledetto Amore, un giorno vinceró io e non mi avrai più. Sgrunt!
Ma per adesso lui mi manca....
mercoledì 7 settembre 2016
Mancamento musicale
Eppure ho ancora troppo rumore in testa per riuscire ad ascoltare la mia musica serenamente.
Ascoltarla vorrebbe dire inevitabilmente mettere in moto un turbinio di emozioni e ricordi che al momento non sono in grado di sostenere, ne ho già troppe in cerca di collocazione, e fintanto che non gli avrò trovato un posto posso solo aspettare.
Però è interessante notare come alcune canzoni sopravvivano più di altre nel corso di una vita, credo siano quelle che alla fine andranno a comporre la colonna sonora della propria Vita.
Quelle ho con me fino ad adesso mi piacciono, mi ci riconosco sempre a prescindere dai ricordi e dalle persone che portano con sé.
Poi mi accorgo che invece ho canzoni che ricerco solo in momenti particolari della mia vita: rabbia, dolore e paura per lo più, ma anche bisogno di tranquillità, di carica, e, qualche volta, bisogno di ricordare cose belle della vita, emozioni/sensazioni che a prescindere da tutto non possono cambiare.
Anche in questo periodo ho la mia canzone, è "nuova" però, non arriva dal mio "passato". Credo sia questo a rendere la Musica Vita: in qualche parte del mondo sai che qualcuno, con le sue parole, è riuscito a dar voce a quello che senti e che non riesci ad esprimere; e quelle parole ti calzano a pennello, ti entrano dentro sino a fondersi con gli angoli più bui della tua anima e diventano parte di te, perchè sono te.
"Nessun grado di separazione"
(Francesca Michielin)
È la prima volta che mi capita
Prima mi chiudevo in una scatola
Sempre un po’ distante dalle cose della vita
Perché così profondamente non l’avevo mai sentita
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce
E non sentire più tensione solo vita dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione
Tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Non c’è nessun grado di separazione
Davo meno spazio al cuore e più alla mente
Sempre un passo indietro
E l’anima in allerta
E guardavo il mondo da una porta
Mai completamente aperta
E non da vicino
E no non c’è alcuna esitazione
Finalmente dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione
Tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Nessun grado di separazione
Nessuna divisione
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione
Tra di noi, nessuna esitazione
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce"
martedì 6 settembre 2016
The last one
Oggi ho visto la Vita che scorre, inesorabile va avanti a prescindere da noi. Se noi restiamo indietro lei semplicemente se ne fotte.
Così ho guardato ed ho visto volti cresciuti, dolori accantonati, no, non superati, perché certi dolori per superarli, una vita non basta. Nuovi amori, nuovi sorrisi.
Una Vita che gira e vibra ad un ritmo spesso difficile da tenere.
Il mio ritmo forse l'ho perso, devo tendere meglio l'orecchio per recuperarlo.
So solo che non è più qui. Qui ormai è cambiato tutto e niente potrà mai tornare come prima, soprattutto dentro me.
Quando qualcosa si incrina lo si può aggiustare, ma non sarà più l'oggetto che era, ormai ha vita nuova.
Fa male crescere, troppe fratture scomposte da sistemare.
Ma per quanto cado e mi fratturo, mi sento più forte di prima, dolorosamente arricchita da ciò che anche a questo giro ho perso.
"The last one", poi cambio.
domenica 4 settembre 2016
A volte ritornano...
Oggi, dopo tanto, torno anche ad "urlare".
Mi sono rintanata in me per mesi, sicuramente troppi, e soprattutto con tutti: ho sbarrato porte e finestre (virtuali e non) del mio IO. Era veramente una vita che non lo facevo, anche se non è stato del tutto volontario.
Sono di nuovo comodamente seduta sul fondo del mio barile, piuttosto simile a quello in cui mi trovavo quando ho aperto questo blog. Il fondo è già abbondantemente grattato ed obbiettivamente stavolta non sono messa così male come allora (ad onor del vero manca solo l'esaurimento nervoso per completare l'opera, ma, ahimè, pare ch'io non sia più nelle condizioni di subirlo..... peccato, era stato una dieta fantastica!), ma sempre seduta sul fondo del mio barile sono.
E sono STANCA. Essenzialmente direi che la definizione più corretta è che sono fisicamente esausta; la testa funziona sin troppo bene! Damn!
E naturalmente si è tutto nuovamente capovolto e stravolto (come se il mio Mondo non fosse stato già abbondantemente sciaguattato come una palla di neve.....):
-lavoro: si riparte da zero! E devo pure ridecidere come......! L'unico strumento valido che avevo per lavorare, e che sapevo usare, le mie mani, sono piuttosto difettose da un pò di mesi ad oggi....e non andranno migliorando. Ringraziamo in coro Miss Cervicale per questo =^.^= (l'autoironia, grazie a Dio, sembra esser rimasta comunque intatta nonostante gli innumerevoli sciaguattamenti)
-famiglia: unica esclamazione possibile..... "SI SALVI CHI PUÒ!!!!!" Ma è la mia e me la tengo, posso solo affrontarla al meglio (e almeno sto imparando a farmi VEDERE , così li subisco vagamente meno....)
-amici: uhm......mi sa che quest'anno bisesto ha datto una bella sforbiciata al "nutrito" mazzetto di Amici (con la A) che avevo....faremo un bilancio a fine anno e chissà...
-salute: AAAAAAAARRRRRGGGGGHHHHHHHHH!!!!!! (ritengo sia sufficiente per il momento.....)
Ed infine..... -ammmmmore: qui mi avvalgo di un "non lo so" come risposta (ogni riferimento a persone e fatti realmente esistenti è impuramente casuale....)
La nota positiva è che in qualche modo sto smaltendo almeno la stanchezza mentale, per quella fisica ci vorrà un bel pò pare, ma infondo.... mica è essenziale esser arzilli e scattanti a 34 anni, no?!? -.-'
(Ed anche il mio lato acido/cinico direi che è decentemente sopravvissuto alla trasferta e allo sciaguattamento. LOL)
E sì, devo ammetterlo: cazzo quanto mi è mancato scrivere così!!!!
Perché è differente scrivere su carta, scrivere per svuotar la testa dai pensieri, scrivere per se stessi, scrivere per/a qualcuno, scrivere messaggi...e scrivere per il puro gusto di scrivere. E questo è.
Devo ricordarmene più spesso =^.^=
martedì 29 marzo 2016
2016
Di cose ne son cambiate fin troppe; esternamente di sicuro...dentro di me non lo so.... So che ho più consapevolezza di cosa sono... il CHI sono sembra ancora un miraggio in lontananza.
Adesso ho un compagno, non vive vicino a me e non so ancora se questo sia un bene o un male... la strada, come in tutte le relazioni, è in salita, e per me è pure parecchio ripida e cosparsa di buche... sono un disastro. Sicuramente siamo caratterialmente molto diversi, ma non riesco ad aprirmi come vorrei e soprattutto a "comunicarmi" comprensibilmente per lui... con risultati non molto gradevoli il più delle volte....
Avevo scelto di restare sola, ma forse in parte nelle mie anomalie lo sono tutt'ora.... eppure continuerò a tentare ancora un po' di far davvero funzionare le cose, credo ne valga la pena.
Intanto almeno ho dei nomi per i miei demoni, anche se non aiuta realmente ad affrontarli meglio.
In quei momenti sono sola con me stessa e solo così può essere.
Riuscire realmente ad accogliermi sarebbe il primo vero passo verso un qualcosa che potrebbe almeno vagamente somigliare allo star bene. Ma la verità è che d'istinto continuo a combattere, a combattermi, con il solo risultato che mi sfianco, mi esaurisco senza poi saper come recuperare il minimo indispensabile per affrontare tutto quel che c'è là fuori.
Probabilmente è già una vittoria il riuscire a "vedermi" e il riconoscere i miei limiti...ma ogni volta è un pugno nello stomaco, ogni volta che vedo un particolare in più è un altro pezzettino del mio (ex) Mondo che si sgretola.
Ho scoperto che non sono sola là fuori, che altri "soffrono" come me...eppure trovo ancora difficile cercarli realmente per confrontarmi...al momento non riesco a "reggere", ho bisogno di silenzio, di non dover per forza stare in Ascolto, di essere Ascoltata ma non per forza di parlare.... e tutto sembra troppo complicato per me figuriamoci per chi mi circonda.... infatti il mio Orso non sa come comportarsi, esulo da tutti i suoi schemi credo, lui che per semplicità vive tutto in una sorta di schema trovando così semplici risposte razionali ad ogni (apparente) semplice problema, razionale o non... e questo è il problema: io non sono semplice, non sono schematizzabile (o meglio...nella mia follia si lo sono) e non sono semplificabile.... così lo inibisco, lo blocco in qualche modo. Eppure sembra non mollarmi, e non riesco a capire il perchè....
Ormai di vitale mi sembra mi sia rimasto ben poco, di quel miele che dicevano attirava così tanto gli orsi onestamente non vedo ormai molte tracce.
Persino la malattia di suo padre sembra già esser schematizzata e inserita in un suo posto nello schedario della Razionalità.
Spesso sento il richiamo a scrivere e ancor più spesso lo ricaccio via per pigrizia, o forse più per paura, perchè scrivendo è un po' come parlare con il mio Specchio: vedo anche ciò che non vorrei vedere, e vederlo scritto fa un effetto ancor più diverso dal sentirlo pronunciare.
A dire il vero anche i primi paragrafi di questo post sono stati scritti già da un po'... credo sia passato almeno un mese o due e infatti nel frattempo altro è cambiato e molto altro si è accumulato nella mia Bolla tanto da portarmi quasi ad un nuovo scoppio....così mi sono un po' rintanata in me stessa, cercando di recuperare almeno il minimo equilibrio indispensabile per andare avanti decentemente.
Devo svuotare completamente quello che è stato il mio Lab: primo trasloco.
Svuotare il garage e sistemare casa per poterci portare le cose del lab: secondo trasloco.
Sistemare e organizzare Casa per poterci portare le cose da casa e parte di tutto ciò che mi serve per lavorare: terzo trasloco.
(casa è questa a Firenze, Casa è quella dell'Orso dove in teoria dovrei andar a stare con lui...)
Non ho mai fatto un vero trasloco in tutta la mia vita. E questi sono tre, ognuno dei quali per me ha un profondo significato. E dovrei farli nel più breve tempo possibile dato che devo lasciar libero l'ex Lab e riorganizzarmi in qualche modo il lavoro...
A scriverle mi sembra quasi da una parte che siano solo parole, niente di complicato o difficile da fare, dall'altra di non riuscire a mettere nelle parole il giusto peso emotivo che questi "traslochi" realmente hanno per me.



