lunedì 25 novembre 2013

"Benvenuto Gomez"

"...Ogni giorno il suo obbiettivo, ogni giorno i suoi piccoli traguardi da raggiungere.
E così mi sento un'aliena, sì, a sorridere a quei bebè-bimbi-adolescenti indipendentemente dai capelli rasati a zero, dai trepiedi che si portano dietro, dai genitori visibilmente stanchi e spaventati.... a sorridere alla Vita che pulsa lì più che mai, perchè là dove ogni giorno si combatte l'alternarsi tra la Vita e la Morte, sì, proprio là è più forte la Vita, la voglia di viverla pienamente e la gioia nel godere delle piccole cose spesso (troppo spesso) conquistate con fatica e dolore, perchè no...tutto è fuorchè facile, una Guerra in piena regola.
E allora prendiamo il nostro fucile caricato a sogni e speranze, calchiamo bene l'elmetto sulla testa e via, verso un'altra giornata in trincea, certi che prima o poi anche per noi la guerrà finirà."
...e anche la nostra Guerra è finita...ma chi abbia realmente vinto ancora non lo so.....
 
Ormai quasi un mese fa la scimmia ha vinto e si è portata via Filippo....chi ha vinto e chi ha perso francamente non lo so... so che ha lottato sino all'ultimo contro la paura, contro la malattia, contro la morte e contro l'ottusità e l'ignoranza del mondo che continua a far finta che questi piccoli grandi supereroi non esistono.
Ora Filippo vola alto come l'aquila che voleva essere e la sua voce è più forte che mai e arriverà ovunque ci sarà qualcuno che saprà ascoltare.



Dalle lettere di Filippo:
“…Beh, non nascondo che ci sono
stati dei periodi in cui ho dubitato
dell’ aiuto del Signore e mi sono
posto molte domande…Non
riuscivo a trovare risposta, ma
grazie alle preghiere e alle persone
che mi stavano vicino ho capito che
l’ amore di Dio si manifesta nelle
persone che ti stanno accanto…
Riguardo alla domanda che mi
sono posto sul “male” io ho trovato
la mia risposta: ciò che ci accade,
nel bene o nel male, sono tutte
“sfide” che Dio ci pone e, a seconda
del modo in cui le affrontiamo, Egli
prepara la nostra ricompensa.
Ognuno deve ora trovare la
propria risposta.”
“Ecco: io vi ringrazio di nuovo per
le preghiere che ricevo perché le
sento vicino e vorrei che anche
quelli che stanno peggio avvertano
questa sensazione. La mia richiesta
per voi sarebbe di aggiungere,
magari, una preghiera anche per
loro quando pregate per me.”
Grazie mille , Filippo

venerdì 1 novembre 2013

sabato 19 ottobre 2013

12 Ottobre h 13.15

Una settimana oggi......e manchi da impazzire!!!

Ti voglio bene babbino mio


venerdì 4 ottobre 2013

"l'ansia è una brutta cosa..."

E di nuovo mi trovo a scrivere da una stanza di ospedale, qui il panorama intorno sarebbe spettacolare se solo ci fosse la libertà di cuore per goderne...
Tutto sembra precipitare, sono sempre più immersa in un'acqua gelida che mi sta lentamente bloccando tutti i sensi.
Da un lato la ghigliottina che ci pende sul capo, appesa al sottilissimo filo della speranza "possiamo riprendere le cure/non possiamo riprendere le cure; abbiamo ancora margini di riuscita/non ci sono più margini per poter fare qualcosa; la situazione è sotto controllo/la situazione è ormai totalmente fuori controllo". Fine.
Da un altro lato sempre problemi di salute in famiglia: un'operazione (di routine dicono) in arrivo e il peggiorare di un'altra "salute" già compromessa da tanto tempo....con il contorno delle varie problematiche annesse. Io e i miei adorati edemi di circa 5kg ciascuno che ancora non si sa di chi son "figli" e quindi rimangono lì irrisolti e orfani a comprimere su tutto il resto.
Il lavoro che non c'è.
I progetti e le possibilità che ci sarebbero ma che non sono al momento perseguibili (ci vorrebbe testa e decisamente non c'è).
Il vuoto che ho dentro ormai definitivo da quest'estate...perché quando qualcuno d'importante se ne va il vuoto non si colma...mai.
Presenze che vanno e vengono, ma per lo più vanno, perché quando vivi al limite tra la vita e la morte la gente magicamente tende prima a esagerare con la troppa "presenza" e poi a sparire....il "male" un po' si sopporta, poi si preferisce guardare altrove e se possibile dimenticare....
E' una reazione umana, la conosco fin troppo bene dopo averla provata...ma in questo momento è stancante e desolante perchè ti mostra la realtà in cui vivi senza troppi rigirii di parole, nuda e cruda com'è.
Che non mi piace la mia realtà lo sapevo già prima, figuriamoci adesso.



mercoledì 2 ottobre 2013

optimism

Tutto sta nuovamente crollando, frantumandosi in mille pezzi.
ogni volta mi convinco che non posso sentire più dolore di così, ma la verità è che va sempre peggio.


"Tornare bambina, anzi embrione, nel grembo di mia madre dove tutto era attutito dal liquido amniotico, filtrato da lei, dal suo corpo che faceva barriera (nel senso di protezione), ma mi collegava con l'esterno, sentivo tutto, rumori e voci, carezze a abbracci, ma era il cuore, il suo cuore a dare la cadenza alle mie giornate, era il ritmo del conforto e del benessere, da quando sono uscita da lei lo sto cercando"
(Manuela Berardinelli)

domenica 29 settembre 2013

Domenica 51

Mi guardo la mano e mi rendo conto che c'è qualcosa che forse dovrei togliere...e automaticamente mi rendo tristemente conto di come ci si "adegua" facilmente a certe situazioni pur di sopravvivere....
I pensieri sono tanti, troppi....così è facile buttare in un angolino quelli più dolorosi, quelli che ormai non hanno possibilità di cambiare.
Di solito arrivano la sera mentre rientro a casa dall'ospedale: un profumo nell'aria, un'immagine, un particolare insignificante che però riporta tutto al presente

-non sarò sempre in grado di ricacciarli indietro-

Le difficoltà stanno aumentando e insieme le paure.
Non vengono nominate ad alta voce ma si leggono negli occhi, nei sorrisi tirati o troppo vivaci.
Domani un nuovo cambiamento...e speriamo porti qualcosa di buono in questa tempesta senza fine....

-vorrei prendere il suo posto...perchè non è possibile?????-

Dovrei riprendere il mio percorso...ma più mi guardo da vicino e più mi scopro svanita, come una medicina effervescente che se sta troppo lì nell'acqua perde tutto e diventa inutile, inconsistente, insapore.
Cerco di prendermi un minimo cura di me per non diventare un peso, il mio corpo parla chiaro, non ne puole più e di conseguanza arrivano mille altri pensieri o semplici constatazioni.
E sento il peso di tanto tempo perso dietro sogni irrealizzabili dal profumo di utopie.
Sento il peso del freddo che mi torna dentro....e dell'aver perso/lasciato andare chi riusciva a scacciarlo con un semplice abbraccio... un passato "prossimo" che sembra invece così "remoto". e fa male.

Sto tornando ad allontanarmi dalla realtà, o meglio, ci sono immersa fino al collo e l'unica reazione che trovo per sopravvivere è una sorta di galleggiamento.
Guardo il mondo esterno da quella finestra d'ospedale e davvero la sensazione è di due realtà ben distinte benchè separate solo da un vetro; la sensazione di essere soli chiusi in una campana di vetro carica di dolore e di speranza, soli...perchè quando si avvicina il dolore, quello vero, tutti scappano se non sono toccati in primissima persona, TUTTI.
Anch'io in dei momenti vorrei scappare, perchè il carico di dolore è immane e sembra quasi umanamente insopportabile soprattutto quando ti fa sentire completamente inutile, e scappare non serve proprio a niente e a nessuno....

Fuori sta diluviando e
....e basta. tutto il resto è solo utopia. inutile rincorrere e sognare qualcosa che non esiste.



-51 anni di matrimonio....dvvero possono esistere? -


mercoledì 18 settembre 2013

Giornate così....

E le giornate cominciate con un incubo non possono che proseguire così, in un crescendo di pizzicotti nella speranza di essere ancora a letto a "sognare".
Eppure non funziona così purtroppo.
Sei costretto a renderti conto che sei sveglio, sei costretto a renderti conto che quello che hai intorno è maledetta realtà, l'unica che non avresti mai voluto vivere.
Ormai è già domani per l'orologio, la stanchezza c'è e tanta....ma è tanta anche la paura di dormire, la paura di sognare ancora per poi doversi svegliare e realizzare che la realtà è peggio dell'incubo...e stasera è tanta la paura che domani arrivi troppo presto e che non porti buone nuove ma solo una spinta in più per sprofondare in questa realtà di merda.
Toni duri e parole forti.
Sto cercando di recuperare la rabbia, perchè pare mi abbia abbandonato anche lei... adesso non ho più il mio carbuante e non ho nemmeno la voglia o la forza di trovarne di diverso.
Vorrei solo poterci essere io in quel maledetto letto d'ospedale e dall'altra parte vorrei poter essere appallottolata dietro quelle spalle che credevo di conoscere così bene. Invece non mi è dato essere nè dall'una nè dall'altra parte....sono qui, da sola in compagnia dei miei demoni, delle mie paure, dei miei errori....e nell'incapacità dolorosa di saper immaginare il futuro che sta per arrivare.....


martedì 17 settembre 2013

Tempesta in arrivo....

Non ce la faccio!
Stamani proprio non va....
Tanta, troppa stanchezza arretrata, troppo sonno-non sonno che appesantisce tutto di più...notti insonni accompagnate da un sonno privo di riposo. Stanotte il primo "sonno" lungo dopo tanto, un sonno agitato e irrequeto che ha trovato il suo culmine in un mezzo incubo talmente realistico da farmi credere che quella fosse la realtà; poi il lento risveglio con piccoli flash di raffrinto tra l'incubo e la reale realtà. E scoprire che il vero incubo è a occhi aperti,il vero incubo è quello che ho vissuto e sto vivendo...e che non riesco ad accettare.
Stavolta ho perso troppo.
Poteva andare diversamente? non lo so....forse avrebbe potuto essere più indolore, ma alla fine nessun distacco è realmente indolore.
Non aiuta rendersi conto che non sono pazza, ma solo totalmente immersa in dolori troppo forti da poterne uscire anche solo per una boccata d'aria. Non trovo tregua perchè tregua non c'è in un'escalation di situazioni e realtà che massacrano il cuore, incapace di accettarle, e la mente, incapace di capirle.
L'unica verità è chenon siamo mai pronti ad alcun tipo di taglio: i sottili fili che ci legano alle altre persone alle volte si consumano, altre volte si allungano fino a perderne le tracce tanto son diventati sottili nell'allungarsi, altre volte si rompono senza un perchè oppure si strappano. Ti massacri quando ti rendi conto di essere la causa del taglio o dello strappo; ti massacri qundo ti senti completamente impotente di fronte a una volontà che non è nè di Dio nè degli uomini.
Il mio cuore suddiviso in gran parte tra due Amori li sta perdendo entrambi e non ce la fa a reggere.....
Possibile morire d'amore? SI
ed è una morte lenta e inesorabile difficile da accettare anche quando sei pienamente consapevole della sua esistenza, del suo percorso...anche quando l'avevi sentita lentamente arrivare.
Non si è mai pronti.


mercoledì 11 settembre 2013

Freddo

Tremo, ho troppo freddo e non riesco a placarlo.
Le lacrime continuano a scendere copiose, cariche di tutti i ricordi, le sensazioni, le emozioni mai espresse.
La gente continua a pensare ch'io soffra solo per il mio cucciolo...viene mai in mente a nessuno che sono un essere umano e che potrei forse avere una vita anch'io?!?
Cerco rifugio nell'abbraccio del mio Michelino, ma è troppo piccolo per contenermi tutta; mi "calma" però il contatto con il suo pelo, mel'ha sempre fatto insieme ai ricordi che custodisce.
Non riesco a placarmi, il freddo che ho addosso è troppo profondo...e  dire che avevo trovato chi riusciva a scacciarlo (alla faccia di chi mi disse che nessuno poteva farlo).
Vorrei una spugna per cancellare gli ultimi 14 anni della mia vita.
A dire il vero non tutti, ma se fosse possibile me lo prenderei il rischio di perdere il "poco" che ho avuto per cancellare tutto il resto?
Onestamente non lo so....forse lo farei solo perchè ho la certezza che alcuni incontri erano comunque previsti, programmati, e la speranza di poterli rivivere senza tutti i miei sbagli, senza la ghigliottina del passato che continuava a penzolarmi sul capo...bhè, sì, sarebbe allettante e forse rischierei.

Ho tanto freddo


Rabbia...latitante

Sprazzi di ricordi che ti fan svegliare di soprassalto, emozioni che hai cercato con ogni mezzo di cacciare via perchè facevano e fanno troppo male.
Fu un solo attimo: rabbia.
Rabbia pura, dura, forte come mai avevo provato, una rabbia guidata dal dolore cieco di sentimenti sanguinanti.
In quell'attimo ho distrutto tutto, ho scaraventato a terra le cose a me più preziose, le ho scaraventate contro la persona per me più preziosa...per allontanarla, per cacciarla via.... e ci sono riuscita.
Ma le lacrime rigano ancora il viso al solo ricordo e il dolore è acuto come lo era quel maledetto giorno: dovevo ascoltare il cuore e non l'ho fatto. E adesso la rabbia è solo contro me stessa, contro la mia stoltezza di voler fare la "cosa giusta", ma giusta per CHI, cazzo!!!!!
Ho ancora frammenti custoditi gelosamente e frammenti che mi sono penetrati dentro, in profondità, e non se ne andranno mai.....
Le parole che gli avevo scritto, i doni che gli avevo fatto, i ricordi..... ho perso tutto per un attimo di rabbia cieca, di dolore, di paure.

Adesso ci sono solo io, io con i miei frammenti rotti; fossero frammenti materiali sarebbe forse più facile, ma i frammenti dell'anima non si possono raccogliere e buttare nel cassonetto della spazzatura.

Non volevo rompere niente e invece ho rotto tutto; non volevo tirarglieli contro e invece l'ho fatto colpendolo in pieno; volevo corrergli dietro, fermarlo, chiedere scusa, arrendermi a ciò che sentivo...e non l'ho fatto; volevo recuperare tutto ciò che avevo appena buttato e non ho avuto il coraggio di infilarmi in un cassonetto per farlo..... Eccoli i miei rimpianti, eccola la mia rabbia: indescrivibile, incomprensibile per chiunque perchè era "giusta" per tutti, era "comprensibile" per tutti...per tutti tranne che per me che infatti sono ancora qui a piangere lacrime amare per aver seguito la paura e la ragione anzichè quel cuore bastardo che mi faceva soffrire da tanto.
Ho cancellato tante cose, tante altre sono sbiadite col tempo, ho chiesto scusa, ho scusato...ma non sono capace di perdonare me stessa, non sono capace di cancellare queste emozioni che mi si sono stampate dentro come un marchio a fuoco e che tornano a bruciare ancora dopo tanto tempo.
A parole non è possibile descriverle, a colori potrei solo usare colori forti: nero, rosso sangue.... Rabbia e dolore...che non se ne vanno




PERDONAMI

domenica 8 settembre 2013

Day by day

Una domenica pomeriggio qualunque, fuori il tempo è nuvoloso, chissà, magari tra un pó piove. Tv accesa sulla F1 (non che me ne freghi molto a me, ma loro la guardano ed è comunque una vaga sensazione di pseudo "normalità" in questa vita che di normale non ha davvero più niente ormai). Ieri ho letto ad alta voce come non credo di aver mai fatto: abbiamo (sì, perchè ero solo il mezzo per far leggere il mio cucciolo disteso sul letto) letto "Oscar e la dama in rosa. Dovevo farlo, dovevo condividerlo con lui, per lui. Oscar è un bambino di soli 10 anni, Oscar ha il cancro e, anche se nessuno ha il coraggio di dirlo ad alta voce, lui sa che sta morendo. Nonna Rosa lo accompagnia in questo breve quanto durissimo viaggio, ascoltandolo, dicendogli quello che nessuno ha il coraggio di dirgli, accompagnandolo nella scoperta di quella vita che non avrebbe mai potuto realmente conoscere altrimenti. Ho letto fino ad aver la gola secca. Noi non sappiamo ancora cosa troveremo in cima alla salita: strada piana o strapiombo? Non lo sappiamo. E cosí affrontiamo giorno per giorno paure, rabbia, dubbi, speranze.... Ogni giorno diverso dall'altro, ogni giorno del tempo in piú insieme, ogni giorno un ricordo, perchè nel bene e nel male questi un giorno saranno solo ricordi...  

sabato 7 settembre 2013

Mi manchi

Almeno non sono depressa.....solo spezzata in due da troppi dolori... che culo......
"...
Lo nasconderò
questo grande amore
perchè il mondo non veda
perchè tu non ci creda
quando ti dirò che ti amo ancora

...che ti amo ancora...
e che mi manchi...
...quando ti dirò che ti amo ancora
e che mi manchi...

Mi manchi
come tela ad un pittore
come adesso le parole
come a me manca il tuo amore"

venerdì 6 settembre 2013

Vittimismo? No, realtà.

Dieci e trenta di mattina, la sveglia è suonata da più di un'ora eppure sono ancora qui.
Alla fine la mattina è il momento peggiore: la sera in qualche modo mi stordisco fino a crollare, ma la mattina, bhè, la mattina inizia da quel dormiveglia in cui la consapevolezza della realtà comincia ad affacciarsi alla mente, i ricordi riprendono pian piano forma fino a delineare che no, non era un sogno, è la realtà. E da lì il crescendo di ricordi di momenti in cui avresti voluto aver la forza e la capacità di reagire diversamente, perchè per quanto tu stessa cerchi delle attenuanti, sapevi perfettamente che stavi sbagliando, che non era quello ciò che volevi dire o fare, sapevi bene che stavi "perdendo".
Ieri per una frazione troppo piccola di tempo mi sono ritrovata a Casa in un abbraccio, lo stesso che mi ha accolto e protetta più volte in questi anni, lo stesso che mi è mancato nei momenti più bui di questi anni.
I due lati della medaglia, perchè se da una parte sarebbe stupido e banale dire che era tutto perfetto, tutto stupendo e meraviglioso, dall'altra lo sarebbe negare i momenti meravigliosi dove bastava veramente un niente per star BENE, nonostante tutto e tutti, soprattutto nonostante me stessa e la mia maledettissima indole a volerlo "aiutare" a far la cosa giusta....che poi giusta per chi...
Si sa, col senno di poi tutto è più facile... Avrei dovuto lottare, egoisticamente lottare per tenerlo con me, per diventargli indispensabile, per mancargli da morire non appena si fosse allontanato da me...invece ero già riuscita ad allontanarlo: non serve a niente il desiderio di essere accettati in toto con il nostro pesante bagaglio di "vita", non serve a niente mettere a nudo l'anima per il desiderio di poter essere visti e amati per ciò che realmente si è... certi errori, certi passati non vengono nè capiti nè accettati, mai. E tu a quel punto diventi una maledizione, un demone dal quale non si riesce a liberarsi e che lentamente ti avvelena l'anima, e l'amore troppo spesso non basta per quanto forte possa essere..... E va così finchè non fai qualcosa di più "grande" che supera di gran lunga e alleggerisce tutto d'un botto il pesante fardello del passato. Allora sì! Il passato non conta più, non è più quello il problema, adesso lo è il presente, l'ieri appena trascorso. E sbagli di nuovo credendo che la sincerità possa in qualche modo essere la cosa migliore, sbagli sperando disperatamente che lui può capirti perchè ti conosce come nessun'altro. Sbagli e continui a sbagliare qualsiasi cosa dici o fai, perchè non conta più ciò che sei, ma l'idea che eri diventata.
Adesso i ruoli si sono letteralmente invertiti, ma io ho comunque perso: non posso fare ciò che vorrei, non posso e non devo...e non perchè me lo dice lui, ma per lui... lui ha qualcosa per cui vivere, qualcosa da proteggere....io ho solo me stessa, un guscio vuoto pieno di fratture più o meno scomposte e irrecuperabili.
Vittimismo? No, realtà.
Non ho un lavoro che mi permetta di essere un minimo indipendente, non un compagno nè tantomeno dei figli da proteggere e a cui "aggrapparmi" per non colare a picco e non ho nemmeno realmente me stessa, perchè in quasi 4 anni di lavoro col mio specchio non sono ancora riuscita a trovarmi in mezzo a tutta la melma in cui è immersa la mia vita, e la melma aumenta, non c'è tregua.
Qualcuno dice che sono forte.
Forte un corno!
E' istinto di sopravvivenza, è il sentirsi piccoli piccoli e rendersi conto di fronte a un cucciolo che lotta per la sua vita, che nemmeno sparire dalla faccia della terra è una soluzione reale.
Ma sono senza obbiettivi, senza qualcosa che dia senso al tutto.
Ho sempre vissuto attraverso e per gli altri, una scelta non del tutto conscia dopo il primo scontro con il mio egoismo (allora lo vidi così, non potevo vedere e capire, non ero pronta... e anche adesso che riesco a vedere dietro il velo continuo a tratti a cercar di nascondermi, solo che ormai è impossibile.).
Non ho fiducia in me stessa, non riesco a fidarmi di me nè di quello che faccio. Col tempo un po' sono migliorata, ma sono ancora lontana dalla mèta e non so nemmeno se voglio raggiungerla realmente.
Sono di nuovo nel mare in tempesta e stavolta il mio faro se n'è andato.

Sono esausta.....

martedì 3 settembre 2013

Caduta libera

"Sono le persone i veri luoghi nei quali fermarsi.
Patrie da difendere e case da abitare."

Io non ne sono stata capace.
Ho ceduto sotto il bombardamento emotivo di troppe cose ed ho "perso" questa guerra. 4-0, non male come punteggio....
Non è solo aver perso una persona, ma tutto ciò che era e che rappresentava nella mia vita.
Non ho mai parlato di lui qui, non così direttamente, e forse anche in questo ho sbagliato. Non l'ho mai fatto per una sorta di scaramanzia, di pudore...come mi disse una volta ci sono alcune cose che sono talmente belle e preziose che con le parole si possono solo sminuire, "perdere", sciupare.....
Ho scritto di altri, ho scritto di sensazioni ed emozioni, quelle non avevo paura di perderle. Lui si.
Non conta poi molto di chi possa o meno essere la colpa, il torto e la ragione non sono mai da una sola parte, ma sono fatti di una serie di occasioni più o meno colte, scelte, decisioni del momento, accadimenti indipendenti dalla nostra volontà. Io adesso so solo che ho perso e che questa volta è per sempre, chè alcuni "per sempre"purtroppo esistono eccome.
E bisogna rialzarsi, tocca farlo, se non per se stessi quantomeno per gli altri.... A questo mi limiterò a restare almeno un po' in equilibrio quaggiù dove son ricaduta, poi quando il resto sarà sistemato, deciderò cosa fare di me stessa.
Quattro anni sono veramente tanti, soprattutto se hai condiviso tutto di te: le paure, gli errori, i difetti, gl'incubi, i sogni, le speranze....
Per quanto io possa dire che è andata come doveva andare, la realtà nuda e cruda è che fa male perchè alla fine dei conti ci ho creduto veramente, sempre, anche quando cercavo di far la distaccata e di fargli vedere la realtà che tutti vedevano e avrebbero visto, anche quando cercavo di mantenermi in equilibrio in un ruolo che non mi poteva appartenere: l'amica, la consigliera, la grilla parlante.
In tutto questo non mi rimangono che i ricordi adesso, valanghe di ricordi che per un bel pezzo peseranno come macigni, e la possibilità di scriverne...sì, perchè ormai non rischio più di perderlo......

Ironico, adesso che scrivo e scriverò per lui e di lui, lui non leggerà. Sarà forte in questo, perchè i dolori che gli ho causato lo hanno temprato contro di me.
D'ora in poi io sarò solo un fantasma passato, un po' caso un po' per sbaglio, dalla sua vita.

Oggi va così...domani so che potrebbe esser peggio o magari meglio, chissà, ma l'altalena emotiva mi farà compagnia per un bel po' di tempo, così come il senso di attorcigliamento allo stomaco al risveglio la mattina, quando a metà tra il sogno e la realtà inizi a renderti conto che non era un incubo, ma la maledettissima realtà che ti aspetta là fuori non appena apri gli occhi (ammesso di esser mai riuscita realmente a chiuderli).

Che il nuovo incubo abbia inizio

"- Il filo sottile che tiene insieme due persone.

- Quale filo?

- Il filo di tutto quello che le tiene legate, anche quando sono lontane. Anche quando non si vedono e non si parlano.

- Perché dici il filo?

- Perché è una cosa molto sottile e molto resistente, no? Che puoi anche non vedere, ed è estensibile quasi senza limiti attraverso la distanza e il tempo e l’affollamento delle altre persone che occupano lo spazio e lo attraversano in ogni direzione.
Però non è affatto scontato che ci sia, il filo.

- No?

- No. Magari due pensano di essere molto legati, poi appena provano ad allontanarsi scoprono che in realtà stanno benissimo ognuno per conto suo.

- E allora perchè pensavano di essere legati?

- Perchè erano tenuti insieme da una colla di pura abitudine e oggetti e luoghi condivisi e gesti stratificati. E’ una colla così forte da sembrare una saldatura permanente, ma appena uno dei due prova a staccarsi non c’è nessun filo che lo segua.

- Che triste.

- Sì. La maggior parte dei legami sono di questo genere, credo.

- Come fai a sapere che invece il filo c’è?

- Quando provi a romperlo, e ti trovi in caduta libera attraverso il senso delle cose.

- E di cosa è fatto, questo filo?

- Di uno scambio continuo di domande e risposte. Sguardi, anche solo immaginati. Assonanze e intuizioni e sorprese, curiosità reciproca che non si esaurisce. E similitudini, e differenze."

~Andrea De Carlo

lunedì 2 settembre 2013

Giorno 1: il re è nudo

A dire il vero il giorno 1 sarebbe stato ieri....ma preferisco iniziare a contare da oggi, dal 2

Alti e bassi è dire poco... mi nutro degli abbracci inconsapevoli ed "obbligati" di mio nipote (e del bozzolo che mi sta crescendo nel braccio) per soddisfare quel minimo contatto umano di cui avremmo giornalmente bisogno, no, non bastano e non basteranno mai, ma almeno so che sono pieni d'amore; sono un animale strano per lui e credo che neanche lui si renda ben conto, ma va bene così, in questo momento è tutto ciò che ho.

Tutto il resto si sta inesorabilmente sfaldando, lasciando scoperte ferite, lividi e cicatrici mai scomparse.
Il re è nudo.
Ora che sono più debole è proprio quando dovrò essere più forte.
Riprendo in mano i progetti interrotti bruscamente dal ritorno del "Rabdo", ma con più paure e più incertezze di prima.
Il mio "ambiente" dovrà cambiare ancora e so che dopo non sarà più "mio" e anche questo sì che spaventa, spaventa a morte....non avrò più il mio covo (spero solo che non diventi mai un vespaio... )
Un nuovo reset che non ho scelto, stavolta di anni....

Un nuovo calcio in culo per farmi uscire.
Avanti il prossimo....

                                           (Orfeo ed Euridice)

sabato 31 agosto 2013

NEGRAMARO - Basta così feat. Elisa (video ufficiale)

Milionesimo "giorno zero"

C'è differenza anche nelle lacrime, le riconosci ormai....
Oggi "piove" a grandi gocce cariche di nostalgia, di rabbia verso me stessa, di dolori, (dolori sì, perchè sono decisamente troppi adesso) di ricordi che non se ne andranno ma saranno chiusi in un angolino ben nascosti per non farli sbiadire al tempo e per tenerli lontani quanto basta a non sentirne il silenzio assordante... gocce cariche dei "te l'avevo detto" vecchi di anni, di denti stretti a difendere contro tutti qualcosa in cui credevo fermamente ma che adesso DEVO lasciar andare, di stanchezza...tanta stanchezza....
Oggi un "nuovo" giorno zero a cui dovrò abituarmi e ci vorrà tempo, troppo forse, ma non ho troppi impegni in agenda pare, quindi potrò aspettare tutto il tempo che sarà necessario, dovesse essere l'unico "per sempre" della vita.
Depressa? No.
Lucida, consapevole, realista...come forse non sono mai stata. E la cosa triste è che ho voluto io arrivare ad esserlo, per "star bene" mi dicevo... bene un corno! Vivere nella realtà, consapevoli di ciò che ti accade intorno...no, non è "star bene"; è avere testa e piedi per terra, questo si, ma davvero si vive meglio?
Ma ormai ho iniziato e in qualche modo finirò questa "trasformazione", dopodichè deciderò liberamente se accettarla o piuttosto tornare a vivere di sogni e utopie senza basi, senza fondamenti stabili... tanto si soffre lo stesso, ma almeno, se hai un mondo "tuo" puoi rifugiartici e sentirti a casa. al sicuro da tutte le brutture di questo mondo maledettamente reale.
E appena smetterà (ma smetterà mai?) di piovere dovrò prendere delle decisioni rimandate da troppo...
Ho 31 anni e nessuna vita "mia", ciò che lo era se n'è andato o l'ho perso o me lo stanno portando via.

Sono veramente stanca...sono stanca e sorrido.....

MA perchè hanno chiuso i manicomi? quella forse era davvero casa mia....

domenica 18 agosto 2013

solitudine: ok

Quella stupida mania di pensare, di sperare di essere ancora nei pensieri di qualcuno, seppur lontanamente; la vaga idea di "vendetta" nell'idea che pur essendo ormai solo un ricordo passato, la tua ombra possa ancora "infestare" i sogni di qualcuno.
Pensieri misti, legati a vari ricordi di passati non troppo e fin troppo recenti.
Tutto solo un ricordo.
La mia realtà adesso è che se supero questa, potrò realmente pensare di affrontare la mia vita da sola.
Oh si, l'amore bussa e busserà, ci proverà quando meno me lo aspetto e probabilmente ci penserò, mi tenterà con le sue lusinghe. Ma la volontà stavolta potrebbe vincere ed io non voglio più ricominciare da capo, non voglio più mettere a nudo le mie debolezze, i miei errori, il mio passato.... ha fatto troppo male, troppi danni, continuo a "pagarne" care le conseguenze e ne sono veramente stanca. Non darò più a nessuno la possibilità di entrarmi talmente dentro da arrivarmi a toccare l'anima e il cuore, non voglio più e non posso più permettere a nessuno di arrivarmi così vicino e di potermi far male. Ma non voglio neanche fingere o dovermi "accontentare", non sarei io e non ce la farei a reggere. Pertanto la soluzione è solo una: bastare a me stessa.
In questi giorni va così e ne sono sempre più convinta.
Non sarò mai più una seconda scelta o un rimpiazzo o un passante passeggero nella vita di qualcuno.
Mi dicono che parlo così solo per il momento che sto vivendo, ma sbagliano: ora più che mai avrei bisogno di avere accanto qualcuno con cui condividere, qualcuno con cui poter stare in silenzio o piangere per poi addormentarmi esausta abbracciata. Ma non c'è. Ci sono solo io. E la paura che abita i ricordi fin troppo vividi di questi ultimi 4 anni di vita/non vita.
Passo le giornate col mio cucciolo ormai cresciuto e niente potrebbe darmi di più, mi aiuta a dimenticare almeno per qualche ora la paura, insieme siamo forti e uccideremo la scimmia....

domenica 11 agosto 2013

Stelle cadenti....

Stasera è arrivato un nuovo ospite nel "regno di Op", il piccolo Davide ha solo 8 mesi. Catapultati all'improvviso con lui in questo "nuovo" mondo i genitori e i nonni...e l'unica cosa che puoi fare è donargli un sorriso, non puoi dirgli che va tutto bene, ma che non sono soli si.
Il reparto è mezzo vuoto in questi giorni, solo per coincidenza, e così da una parte ti senti ancor più alieno mentre dall'altra puoi tentar di renderlo più a misura umana, anche se non è così facile...ognuno tende a stare confinato in quella stanza che adesso è il suo piccolo mondo, la sua "casa"... qualcuno ci confina persino i sentimenti dietro quelle porte.
Il rischio è lasciarsi abitare dal regno di op, mentre l'unico modo per non lasciarsi morire è abitarlo.
Una parola, un sorriso, un saluto, un abbraccio...là hanno un valore completamente diverso, così come le lacrime, il dolore, la rabbia....
Se riesci ad abitarlo cominici piano piano a capirlo, a capirne i meccanismi, a riconoscere i piccoli gesti, ti rendi conto che persino i medici e gli infermieri sono esseri umani e non i cattivi che ti tengono prigioniero contro la tua volontà, perchè non è nemmeno la loro averti lì...
Sì, lentamente non puoi che imparare a viverci, ed è un duro insegnante, perchè ti insegna (se vuoi ascoltarlo) che non c'è gioia senza dolore ma nemmeno dolore senza gioia, che il filo che separa la vita dalla morte è sottile e fragile ma al tempo stesso fortissimo ed imprevedibile, impari a conoscere e riconoscere le persone, perchè davanti al dolore o alla malattia o alla morte tirano fuori il meglio di sè (nel bene e nel male), impari a conoscere te stesso e a ridare il giusto valore alle cose, a tutte le cose....

Vorrei liberare altri pensieri, ma non ce la faccio, forse troppa stanchezza o piuttosto troppo difficile poi vederli nero su bianco senza più poter far finta che non siano reali.
No, per stasera è meglio dormire....



mercoledì 7 agosto 2013

punto e a capo?

Devo ripartire...non so nè come nè da dove, so solo che devo farlo, me lo chiede il mio corpo (che ormai non riconosco più nè sento più mio, e sta soffrendo) e me lo chiede il mio cuore, la mia testa.....la mia anima sempre più frammentata. Rimboccarsi le maniche e salire, rimboccarsi le maniche ed affrontare ogni nuovo colpo a testa alta, mantenendo il giusto (apparente) distacco.
Niente è facile, mai.
Ancora un'estate d'inferno, ancora un'estate a fare i conti con me stessa e col futuro, sì, ma anche e continuamente col passato. Gli sbagli non si cancellano nè si dimenticano, ogni scelta perde di significato e di valore, tutto dentro un calderone di emozioni, sensazioni, piccole gioie e decisamente troppi dolori, illusioni (troppe), speranze...e quello stupido "andrà tutto bene, vedrai, prima o poi finirà" che dici a te stesso sperando di convincertene, come un mantra ripetuto nei momenti di maggior debolezza, un mantra che assomiglia tanto alle notti passate pregando in attesa di qualcosa che poi non arriverà. Solo l'apparente serenità del cuore, l'apparente calma che segue l'accettazione, perchè a volte puoi solo accettare, giorno per giorno, ciò che verrà, affrontandolo senza troppe pretese da te stesso.
Fredda, cinica, distaccata, questo sto velocemente diventando o forse tornando ad essere; parti di me che cercano nuovamente di prendere il sopravvento, per sopravvivere... ci convivo, ho imparato ad accettarle ed entro i limiti del possibile, ad amarle, sono io, sono comunque e sempre io. Col tempo forse imparerò a gestirle meglio, a dosarle in modo da non far male nè a me stessa nè a chi mi sta intorno, con l'unica condizione di non avvicinare mai realmente nessuno. Il nero che ho dentro solo io sono in grado di accettarlo, non di amarlo e forse nemmeno di perdonarlo, ma capirlo si.
Non vedrò più il mio riflesso negli occhi di qualcuno.
E questo vuol dire proteggere me stessa o proteggere gli altri?
Non lo so, ma credo che il confine sia realmente sottile, tanto sottile da essere spesso inscindibile e facilmente confondibile.
Ho ancora un lungo, lungo lavoro da fare su me stessa e francamente non so dove ne troverò le forze; questo bagno dir ealtà così totale e improvviso mi ha fatto "scattare" qualcosa di apparentemente invisibile che solo io e il mio specchio vediamo: io lo intuisco, lei forse lo vede chiaramente ma non può dirmelo, devo arrivarci da sola ed in questo momento la solitudine è l'unica cosa che davvero temo di più.
Devo ripartire......


lunedì 22 luglio 2013

Trincea

Forte il desiderio ed il bisogno di poter andare avanti, di continuare con i progetti senza altri stop obbligati, di riprendere tutto da dove è stato stoppato per darsi il tempo di sapere e di capire.

Ritrovarsi ancora una volta col culo per terra, ma più che mai sentire la necessità pressante di recuperare il minimo di forze per rialzarsi, quantomeno a sedere, di mutare la rabbia cieca che abbiamo dentro in carica positiva per affrontare la Scimmia.

Mi sento un'aliena nei corridoi di quell'ospedale: il nuovo primo giorno ha vinto la paura, la sensazione della terra che mancava sotto i piedi e che ti faceva precipitare giù, ben più giù di dove ormai eri convinta fosse il tuo fondo...il primo giorno sì, hanno vinto loro: rabbia, paura, desolazione, smarrimento...
Ma non si può, non lì.
La paura è di casa e si sa; incrociare gli sguardi di chi è appena all'inizio, ancora in attesa di capire, di sapere... dosare le parole per non spaventare di più, perchè Paura e Speranza sono le padrone di casa che impariamo a far camminare a braccetto insieme a noi e ai nostri cuccioli.
Imparare a lasciar andare la vergogna e a dire a voce alta "anch'io ho paura", non nascondere la rabbia e le lacrime, perchè se può essere controproducente farsi vedere con gli occhi pieni di lacrime, lo è forse ancor di più nasconderle a tutti i costi, nascondere la paura, non nominarla...Essere forti non vuol dire non aver paura, non lì. Essere forti è camminare con la paura, rimboccarsi le maniche giorno per giorno per combattere ognuno la sua guerra, ognuna con un nome diverso ma con i medesimi sentimenti e con le stesse paure; riuscire a sorridere, perchè anche se la strada che ci troviamo davanti non ci piace, non l'abbiamo scelta noi e va comunque percorsa, tutta, fino in fondo, con i piedi ben piantati per terra e il cuore proteso verso l'alto.
Ogni giorno il suo obbiettivo, ogni giorno i suoi piccoli traguardi da raggiungere.
E così mi sento un'aliena, sì, a sorridere a quei bebè-bimbi-adolescenti indipendentemente dai capelli rasati a zero, dai trepiedi che si portano dietro, dai genitori visibilmente stanchi e spaventati.... a sorridere alla Vita che pulsa lì più che mai, perchè là dove ogni giorno si combatte l'alternarsi tra la Vita e la Morte, sì, proprio là è più forte la Vita, la voglia di viverla pienamente e la gioia nel godere delle piccole cose spesso (troppo spesso) conquistate con fatica e dolore, perchè no...tutto è fuorchè facile, una Guerra in piena regola.
E allora prendiamo il nostro fucile caricato a sogni e speranze, calchiamo bene l'elmetto sulla testa e via, verso un'altra giornata in trincea, certi che prima o poi anche per noi la guerrà finirà.


domenica 21 luglio 2013

Lettera alla mamma de "Il Regno di Op"

"Ho finito adesso di leggere il tuo libro (perdona la libertà che mi prendo di darti del tu).
L'ho trovato su uno scaffale della coop vicino casa, l'ho notato per la copertina: un cielo stellato blu e quel drago...un drago con un bimbo che lo cavalca....un drago come ha scelto di esser rappresentato Filippo...
D'istinto l'ho preso e quando ho letto la trama ho saputo che non era coincidenza, non credo alle coincidenze.

Siamo stati catapultati nel Regno di Op fiorentino il 20 aprile dello scorso anno: terzo piano del Meyer, reparto di oncoematologia.
Filippo ha 16 anni (quasi diciassette ormai) e nemmeno sapeva cosa voleva dire quella parola sulla porta del reparto, ma poi è toccato spiegarlielo...sedici anni sono pochi, ma anche tanti...e abbastanza per capire che non siamo più nel mondo là fuori.
Non sto a raccontarti il come e il perchè ci siamo arrivati, almeno non adesso, poi chissà.
Conta solo il responso che ci ha cambiato la vita: Rabdomiosarcoma embrionale del collo.
(poco dopo abbiamo saputo che era quasi arrivato all'encefalo, ma lo avevamo preso in tempo benchè fosse una situazione metastatica; dopo ancora che il suo "stadio" era il quarto...su che scala non si sa, non ci è stato detto...)
Quasi otto mesi senza mangiare (e non per le terapie...), sei mesi di chemio e radio che come purtroppo ben sai piegano tutti, otto mesi su e giù tra casa e ospedale, otto mesi di speranze, di una rete incredibile di preghiere che ha girato gran parte del mondo conosciuto (mondo si, siamo arrivati ovunque grazie a parenti, amici, amici di amici, conoscenti.... tutti a pregare per Filippo e per la sua guarigione); la continua ricerca di un minimo di normalità in ogni angolo possibile.... e finalmente lo sblocco della gola e il riuscire finalmente di nuovo a mangiare, la fine delle terapie in ospedale, uscire con amici e parenti, a gennaio di quest'anno il ritorno a scuola e lentamente i piccoli traguardi che segnano lentamente il ritorno alla normalità.

La terapia di mantenimento, le controindicazioni e gli effetti indesiderati.... i dolori che lentamente arrivavano e andavano e tornavano...finchè non se ne sono andati più... terapie interrotte per dare al fisico il tempo di riprendersi, tempo che invece si è preso qualcun altro.
Fino a dieci giorni fa... il rinculo di una botta che ha smosso la situazione...il ricovero in DH, la risonanza d'emergenza e a sera le parole che non avremmo mai voluto sentire: è tornato, o meglio...non se n'è mai andato.

Così adesso siamo di nuovo qui, anche noi nel regno di op, di nuovo suoi ospiti a data da destinarsi.... ma il responso della Pet stavolta è chiaro: serve un MIRACOLO, ma un miracolo VEROVERO.

Da venerdì conviviamo con la paura più nera, nera come il gorilla che stanotte ha sognato Filippo: un gorilla che rincorreva me e lui, diventando via via sempre più grosso e avvicinandosi sempre di più... si è svegliato nel momento in cui abbiamo tagliato la zampa che stava per prenderci... il gorilla vuole mangiarci...
Filippo è bloccato a letto da dieci giorni, con dolori quasi ovunque, impossibilitato a muoversi, con le gambe che non sente più e che non rispondono più ai suoi comandi, con il corpo sempre più stanco e intontito di morfina e veleni vari che dovrebbero aiutarci a sconfiggere il gorilla.
Filippo ha quasi 17 anni e adesso ha paura di morire, perchè stavolta il gorilla è più forte di prima e lui più stanco di prima....

Filippo è anagraficamente mio nipote, figlio di mia sorella maggiore.... ma il legame che ci unisce è qualcosa di più forte e indefinibile: mammabis? sorella? zia? non ha più importanza capirlo, adesso dobbiamo solo correre per scappare dal gorilla, correre e trovare le forze e il modo di combatterlo e possibilmente di sconfiggerlo.....

Ho iniziato il tuo libro venerdì pomeriggio, mentre aspettavo che i genitori venissero chiamati per sapere il risultato, mentre anch'io aspettavo di sapere quale sarebbe stato il bivio che avremmo dovuto prendere.
E mi sono interrotta sulla frase finale del capitolo "la guerra è dichiarata": "...Non lasciatevi morire, quando il cancro spara. Al centro della testa, del petto o della pancia. La vita è andata a nascondersi, ma magari dopo torna."

Adesso sono qui a chiedermi se Roberto cel'ha fatta a sconfiggere questo gorilla.... se qualcuno con il "nostro" stesso "animale" è riuscito a domarlo e vincerlo... sai dirmelo?

Il tuo libro lo avevo preso anche per mia sorella, la mamma... ma ancora non l'ha letto e non so se troverà la forza di farlo in questo momento....

Spero di non averti disturbato e spero vorrai e potrai rispondermi...

Un bacio al piccolo Angelo

zia Myriam"

ps: errata corrige, non era un gorilla, ma una scimmia. Parola di Pippo

lunedì 27 maggio 2013

Concentrati e prendi la mira

Oggi si, avevo davvero bisogno del mio "specchio"...È tanto che non scrivo qui, ultimamente preferisco tenere i miei "mostri" in gabbia chiusi a chiave e raramente li libero nella mia testa, solo lí, per evitare che possano ferire qualcun altro. Oggi peró credo di aver finalmente segnato un punto a mio favore: ho le capacità per poter affrontare me stessa. Questo mi ha detto il mio "specchio" ed io (anche se puó suonar stano detto da me) mi fido di lei. Luci ed ombre forse arriveranno finalmente ad equlibrarsi... Ho paura, ed anche riuscire ad ammetterlo a voce alta, senza la preoccupazione  del giudizio altrui, è una piccola vittoria. Dovró ancora affrontare me stessa, cioé il mio peggior nemico, ma se dice che posso farcela....perché non crederci!


"...Concentrati e prendi la mira." ...e vai!!!!

sabato 30 marzo 2013

Pasqua 2012-Pasqua 2013....

Le date non coincidono, quindi non sarebbe esattamente un anno....ma dentro di me ormai il tempo ha uno scorrere tutto suo, gli eventi si mescolano in flash di ricordi sfalzati nel tempo.
Ieri ero ancora una volta lì, appallottolata su me stessa sul mio pavimento e circondata da quello che fino a non troppo tempo fa era tutto il mio mondo...
Ormai le lacrime non hanno più inibizioni, scorrono libere senza vergogna.
In questo anno ho imparato a dare un nome alle cose e soprattutto a non vergognarmene.
Questo "vedere" è lacerante....ho lottato tanto per riuscirci, ma certo non mi aspettavo tutto questo "mondo" sconosciuto da dover imparare a conoscere..... eppure sono sempre le stesse cose, le stesse persone, le stesse situazioni... incredibile come tutto cambia quando ti liberi dei filtri che avevi indossato per non vedere ciò che poteva incrinare l'ideale o la speranza....

Lentamente......

Sono ormai 3 anni che lavoro su me stessa, e quando finalmente cominciavo ad avvicinarmi a me...puff! mi sono riallontanata, di nuovo nascosta dietro le vecchie armature ormai arrugginite e cigolanti... Perché?

Vedo e sento....eppure non riesco ad entrarci in prima persona.

Ho il desiderio di "adeguarmi" per trovare un'apparente tranquillità...e allo stesso tempo sono perfettamente consapevole che durerei poco: quell'inquietudine che puntualmente torna ad ardere in me non mi darà tregua finchè non troverò il giusto modo di placarla, nessun placebo è più accettato, nessuna illusione ha più la mia "fiducia"...

Mi fido di Te ma non riesco ad affidarmi...forse è questo che stai cercando d'insegnarmi?

Oggi è il compleanno della scimmietta...il suo primo compleanno Lassù.... Buon compleanno Principessa <3 p="">

mercoledì 27 marzo 2013

Infarto mentale

Troppi pensieri, troppe parole, troppo rumore.... Mi fa talmente male il cuore da sentire un dolore fisico al petto, e nemmeno le lacrime lo hanno placato... Questa notte sarà lunga  temo....

lunedì 25 febbraio 2013

Influenza-My 1-0

Fin'ora non ne avevo avuto il coraggio... è decisamente strano rileggere i primi post di questo blog, soprattutto rileggerli dopo il lavoro che sto facendo su me stessa in questi mesi e dopo tutte le realtà taciute che ho finalmente trovato il coraggio di vedere. No, alcune non riesco ad accettarle... non riesco ad accettare di esser stata così tanto male da costruirmi un ideale talmente forte che nemmeno adesso riesco del tutto a liberarmene. So che il vedere tutto questo è positivo: è positivo ch'io riconosca che ero innamorata di un'idea, di ciò che rappresentava...non di una persona...... ma proprio per questo è allo stesso tempo così frustrante non riuscire a liberarsene! Nel mio delirio ho cercato di scappare aggrappandomi a qualcosa d'inesistente, alla fine dei conti ho scelto di farmi male da sola; così ho creato un legame ideale talmente forte che pur non essendo reale continua a tormentarmi. Avevo bisogno di scappare, non avevo più la forza per restare ad aspettare che un legame VERO ma impossibile si trasformasse in qualcosa di tangibilmente realizzabile... Ho sbagliato? visti i risultati probabile, ma non sono stata capace di trovare un'alternativa; la paura, il dolore, la rabbia, il disperato bisogno di aggrapparmi a qualcosa di saldo, di sicuro...i pezzi di vita che continuavano a crollarmi addosso.... no, non sono stata capace di trovare un'altra strada ma non ho risolto niente.
E anche adesso che la vita continua a tirarmi i suoi tiri mancini, io non so che fare: ho sicuramente più forza di un anno fa, più consapevolezza, più dolore......ma continuo a non trovare la mia àncora, mentre là fuori tutto continua a cambiare, e se non voglio perdermi devo reinventrmi ancora una volta, trovare un equilibrio dentro di me, trovare qualcosa per cui per me valga davvero la pena vivere.
Ho scelto alcuni percorsi da seguire, alcune opportunità che sicuramente sceglierò di cogliere, il tutto con la speranza di trovare ciò che cerco, ma soprattutto di trovare ME e di poter finalmente completare la frase "Myriam virgola....."

(intanto almeno questo piccolo passo sono riuscita a farlo...in fondo era solo un puzzle....)

venerdì 15 febbraio 2013

San Valentino alternativo

San Valentino anche quest'anno....e grazie a Dio è passato! Dire che sono allergica è dir poco....non l'ho mai apprezzata particolarmente come festa...ma i media te la fanno proprio odiare! E cosí una bella giornata "alternativa" iniziata con una telefonata di "lavoro"...continuata con un pomeriggio ad aspettare di sapere se andare o meno a trovare una persona, colloquio, poi a ritirare pochi spiccioli di un lavoretto... Nel frattempo ho trovato una ruzzola!!! Proprio come la volevo io: grande! Gh!!! attacco di malinconia "ingiustificato" e serata con cenetta a lume di lampadina con la mitica Titti e il piccolo Max chiuso in bagno... A seguire "The help": bello bello bello! peccato solo che dopo i titoli di coda tocca tornare alla realtà vera....e qui casca l'asino. Stasera mi sento particolarmente sintetica e cinica...ma forse è solo un magro tentativo di sopravvivenza... Buon San Valentino a tutti...

domenica 10 febbraio 2013

Me virgola me stessa

E' un po' che non scrivo seriamente.... il periodo è sicuramente strano...anche le poche, piccole certezze che avevo se ne stanno andando ad una ad una....e alla fine continuo a rimanere solo io per me stessa.
So che qualcosa sta cambiando e questa consapevolezza in parte mi spaventa in parte mi incuriosisce.
Eppure, pur sentendo di aver imboccato il sentiero "giusto", continuo a domandarmi dove sto andando....
Vorrei solo qualche sprazzo di risposta, o almeno aver la "certezza" di non viaggiare da sola...
Sono stanca, di mente e di cuore...ed apparentemente "calma", ed è proprio questa calma a preoccuparmi. Sì, magari son solo mie seghe mentali...ma è come se aspettasi da un momento all'altro un altro terremoto e questo mi fa più paura di tutto il resto.

Oggi ho letto lo scritto di una cara amica e mi è piaciuto moltissimo, ha toccato qualcosa in profondità, nella mia zona d'ombra...

Luce, Ombra (Diana)
"Luce , Ombra
E’ da mercoledì che penso a questo scritto, chiedendomi se il titolo non nasconda un tranello. Quella virgola buttata li, quasi come una parola a se stante.
Luce virgola Ombra. Non due, ma tre parole.
Nonostante questo, non riuscivo a trovare qualcosa da dire.
Appena pronunciato il titolo, mi è sovvenuto un taglio di Fontana. Una di quelle tele tagliate che mostrano il colore che entra nella tela.
Sempre la solita cosa. Luce, ombra. Dicotomia tra questo e quello.
Della virgola nessuna traccia.
Poi, ieri sera sono stata ad uno spettacolo di Lala McCallan.
Presentava un’opera sulla vita di Farinelli, famoso castrato dell’epoca barocca.
Mentre le arie si avvicendavano sul palco, osservavo il bel teatro del 1736 e la linea tra la luce del palco e l’ombra della platea, un’idea di testo si è ritagliata uno spazio tra i pensieri, ma ecco che l’assenza della virgola si è ripresentata come un herpes fastidioso.
Era lunedì notte ed io ancora mi ritrovavo impantanata nella latitanza di quel segno.
L’ammetto, stanca di pensarci, ho abbandonato l’idea di scrivere qualcosa. Mi sono rilassata e mi sono goduta una serata dopo teatro con amici. Ed è in quel momento esatto che l’ho vista  comparire. La virgola. In quelle persone.
LaRoby è una virgola. Nata biologicamente uomo ma con un animo femminile profondo ed intrigante, così pieno di umanità. . E Matteo, una donna che vuole mettersi in ombra per portare alla luce un uomo.
Ecco la virgola. Un diaframma, una tenda da spostare per vedere cosa c’è oltre. Che separa la luce dall’ombra.
Se vuoi vedere cosa c’è dall’altra parte devi spostare la virgola. Se vuoi vedere Roby devi spostare il trucco di LaRoby, se vuoi vedere la donna che era Matteo devi spostare la sua pelle.
Virgola che diventa parola. Un modo per separare. Diventa un involucro, una sottile divisione.

Siamo martedì mattina, ho un sonno che mi schianta e penso alle molte virgole che ora possiedo.
Roby virgola LaRoby. Lei virgola Matteo, Diana virgola…
Già. Diana virgola?"
 Stessa domanda.... forse ho più opzioni: Miriam virgola Myriam, oppure Miriam virgola My, o ancora Myriam virgola My.... eppure per adesso sento ancora solo questa: Myriam virgola?
Ringrazio Diana per le sue parole <3 p="">


giovedì 7 febbraio 2013

Pasticca's Cake

La mia creatura in concorso....

giovedì 31 gennaio 2013

lunedì 28 gennaio 2013

lunedì 21 gennaio 2013

venerdì 18 gennaio 2013

"La verità è che non gli piaci abbastanza"


Dopo aver visto questi pochi attimi di film mi sono incuriosita... il dvd l'ho comprato qualche mese fa, trovato un po' per caso mentre ero in libreria e non a cercarlo....ma non avevo voluto ancora vederlo, avevo già abbastanza pensieri, figuriamoci se ne volevo altri scatenati da un film!
Mi è piaciuto, decisamente.
Alla fine dei conti è realistico in tutti i suoi aspetti, nei meccanismi sia maschili che femminili...
Stereotipi? può darsi, ma non mi hanno infastidita, anzi....

Ma quindi alla fine cos'è davvero la cosa giusta da fare?

Sicuramente nessuna risposta da questo film =^.^=

giovedì 17 gennaio 2013

qualcosa che non c'è...

...inquietudine e irrequietezza...aspettando qualcosa di indefinito...

possibile che il cuore sia tanto bravo a rincoglionire e raggirare il cervello....o che davvero un sesto senso silenzioso esista e ci parli...?

se ho imparato qualcosa da tutto lo scorso anno, sicuramente è l'esser schiettamente sincera almeno con me stessa, ma ciò che mi dico oggi non voglio ascoltarlo, fa ancora male ed è troppo irrazionale persino per me.
A volte ci vengono date delle opportunità che non sappiamo cogliere o che non vanno proprio come vogliamo....a volte, più raramente, ci viene data una seconda opportunità.... e allora come riuscire a colgierla senza commettere gli stessi errori di valutazione, e, anzi!, a renderla positiva anche nel possibile dolore...?
Ancora qualcosa sta cambiando, ma non so qual'è il mio posto in tutto questo....
l'unica cosa che so è che in questo momento inizio ad andar davvero bene a me stessa: pur vedendo tutti i miei limiti e tanti, troppi difetti, pur sapendo gli errori fatti e che ancora puntualmente farò, pur rendendomi conto che devo camminare ancora tanto prima di raggiungermi...nonostante tutto inizio a vedermi senza maschere e ad accettarmi senza troppi compromessi... questa volta sono sul giusto sentiero, lo sento.....

ho solo paura di cosa ancora perderò per andare verso qualcosa che non so.....


O magari è solo che oggi è un altro giovedì...........


domenica 13 gennaio 2013

Domenica

Uff...che fatica anche ricominciare!
Il mio cuore è veramente tanto stanco..... troppe delusioni, troppi dolori, troppi ricordi e soprattutto troppi "non sarà più così".
Mi rendo conto che non è realmente corretto dire che ho perso delle persone.... ho perso delle idee, delle illusioni.... brutto eh? Sì, concordo.... è veramente brutto quando alla fine riesci per un attimo a mettere da parte i sentimenti e vedi le cose o le persone semplicemente per quello che dovrebbero essere. Anche se suona contraddittorio il mio problema non è il non accettarle per ciò che sono....ma il riuscire a vederle sempre e solo per ciò che sono, senza idealizzarle, senza voler vedere solo ciò che di loro mi va bene.
Ancora una volta mi rendo conto di aver sbagliato "troppo"; si, sono indubbiamente cresciuta...ma ne valeva veramente la pena considerando tutto il dolore provato e causato e tutto ciò che ho perso? Ne è valsa davvero la pena.....? ....
Mi guardo negli specchi che incontro sulla mia strada alla ricerca di me. Riesco a trovarmi solo nei suoi occhi scuri, che nonostante tutto continuano a guardarmi con amore e a vedermi con tutte le mie ferite e i miei difetti, ma vedono ME.

Per stasera voglio spengermi nel ricordo del caldo abbraccio pomeridiano...al resto ci penserò domani


giovedì 10 gennaio 2013

Ovvia si riparte daccapo!

Stasera "navigo" senza mèta...e provo a buttar giù qualche parola per liberarmi dei pensieri presenti nonostante l'apparente deserto.
La giornata di ieri è stata piuttosto strana e decisamente "intensa" (emotivamente parlando).... continuano a susseguirsi eventi "casuali" che mi stravolgono ogni volta i piani o le percezioni. Ed oramai sono quasi certa che non siano coincidenze del tutto casuali.
L'anno è iniziato piuttosto irrequieto e ad appena 10 giorni dall'inizio ho già perso qualcosa che ritenevo importante. In compenso ho scelto di iniziare un nuovo "cammino": le 10 parole. Non so dove mi condurrà, ma nonostante l'impegno che richiede e la certezza che non sarà un percorso sempre facile, stavolta mi sento pronta ad affrontarlo. Ormai non più nulla da perdere..... e voglio imparare a volare!

"...Getta le tue reti, buona pesca ci sarà...."



"Ho imparato a tirar fuori le sensazioni più forti da digerire.
Ho imparato che così facendo, le delusioni, le lacrime più amare e le parole strozzate in gola, facevano meno male.
Ho imparato a dire "non è giusto" invece di scoppiare dentro a forza di soffocare i miei pensieri, ho imparato a tirarli fuori, a dire le mie sensazioni a chi di dovere, a chiarire e a perdonare solo quando quelle spiegazioni mi convincevano e non per paura di perdere quel rapporto.
Non perdi le persone quando cerchi un confronto, le perdi e ti perdi quando nonostante gli sbagli, nonostante ti affanni a recuperare pezzi di voi sparsi, continui a dire "va bene così". 

(Erica)"

venerdì 4 gennaio 2013

Stanchezza emotiva

La verità? La verità è che mi sento quasi "vuota"...come svuotata di tutto ció che credevo di essere, di avere, di sognare.... Questi ultimi 4anni della mia vita sono stati un continuo terremoto per concludersi con il crollo totale e definitivo nell'anno appena passato. In questi anni ho fatto scelte importanti, alcune quasi senza accorgermene, altre ben sapendo che avrebbero portato a dei cambiamenti (anche se col senno di poi mi accorgo che avevo solo una vaga idea delle conseguenze...). Stasera le parole le sento...ma non riesco a metterle in ordine per dargli un senso logico leggibile al di fuori della mia testa. È questa sensazione di vuoto che mi lascia un pó perplessa...e francamente non mi piace. Almeno con me vorrei poter continuare ad essere semplicemente me stessa, invece ho come la sensazione di essermi persa di nuovo dietro la necessità di difendermi assecondando di me l'immagine che ognuno preferisce vedere....un guscio vuoto pronto ad indossare maschere.... --------- Stasera sono a casa dopo una giornata strana...nel pomeriggio ho combattutto vecchie paure e soprattutto la paura di non capire cosa stesse succedendo...avevo letteralmente mal di cuore. La mia tisana non è servita a molto e ahimè nemmeno il divano e la presenza "amica"....la sua presenza non mi ha calmato come speravo.... Mi sento persa....ormai barricata dietro tutte le mie barriere quadruplicate. A tratti percepisco tangibilmente l'amore...a tratti (e per lo piú) la paura e la consapevolezza di non essere realmente importante... cosí come non lo sono mai stata altrove.... Sogni ad occhi aperti, utopie.... Presente nella loro vita sotto svariate forme, ma mai con la mia... Incomprensibili queste mie parole a chiunque tranne che a me. Ho promesso a me stessa di non esser mai troppo esplicita, ma stasera ho bisogno di urlare e questo è l'unico posto dove ancora mi è concesso... Incomprensibile per qualcuno ch'io metta alcuni miei pensieri così a nudo e alla mercé di chiunque, soprattutto estranei....ma non è questo in fondo urlare? potersi esprimere liberamente fregandosene altamente di chiunque hai intorno...sapere che comunque qualcuno recepirà il tuo disagio, sentirà il tuo urlo...anche se rimarrà in silenzio...vuoi per troppo pudore o per reale menefreghismo. Per me non conta più, ho solo bisogno di far uscire queste parole ed evitare che facciano direttamente e troppo esplicitamente male sia me che ad altri. In questo momento dovrei essere su un divano a gustarmi Il Grinch...quello dovrebbe essere il mio posto....vorrei lo fosse...ma non è cosí, la realtà è ben diversa e la consapevolezza di ció rende le mie barriere piú alte e inespugnabili. Non ho ancora trovato il mio posto reale...ed ogni volta è la stessa storia: o la realtà m'impedisce di realizzare la méta o in alternativa è la méta che se la dà a gambe non appena gli si presenta l'occasione adatta. L'unico posto per me stessa è me stessa...... Ora basta vaneggiare....tanto posso urlare e scalpitare quanto voglio e persino contro chi voglio....niente puó cambiare ció che è e che è stato. E ció che sarà ha perso d'importanza ormai. Credo che mi rifugeró nei libri e nell'emozione unica e indescrivibile che qualche fortunata volta riesco ancora a provare col mio lavoro...libera da tutto...... Sto uccidendo i sentimenti e il mio cuore oggi ha cercato di ribellarsi battendo all'impazzata in solitario.... Chi vincerà stavolta?