Mi guardo la mano e mi rendo conto che c'è qualcosa che forse dovrei togliere...e automaticamente mi rendo tristemente conto di come ci si "adegua" facilmente a certe situazioni pur di sopravvivere....
I pensieri sono tanti, troppi....così è facile buttare in un angolino quelli più dolorosi, quelli che ormai non hanno possibilità di cambiare.
Di solito arrivano la sera mentre rientro a casa dall'ospedale: un profumo nell'aria, un'immagine, un particolare insignificante che però riporta tutto al presente
-non sarò sempre in grado di ricacciarli indietro-
Le difficoltà stanno aumentando e insieme le paure.
Non vengono nominate ad alta voce ma si leggono negli occhi, nei sorrisi tirati o troppo vivaci.
Domani un nuovo cambiamento...e speriamo porti qualcosa di buono in questa tempesta senza fine....
-vorrei prendere il suo posto...perchè non è possibile?????-
Dovrei riprendere il mio percorso...ma più mi guardo da vicino e più mi scopro svanita, come una medicina effervescente che se sta troppo lì nell'acqua perde tutto e diventa inutile, inconsistente, insapore.
Cerco di prendermi un minimo cura di me per non diventare un peso, il mio corpo parla chiaro, non ne puole più e di conseguanza arrivano mille altri pensieri o semplici constatazioni.
E sento il peso di tanto tempo perso dietro sogni irrealizzabili dal profumo di utopie.
Sento il peso del freddo che mi torna dentro....e dell'aver perso/lasciato andare chi riusciva a scacciarlo con un semplice abbraccio... un passato "prossimo" che sembra invece così "remoto". e fa male.
Sto tornando ad allontanarmi dalla realtà, o meglio, ci sono immersa fino al collo e l'unica reazione che trovo per sopravvivere è una sorta di galleggiamento.
Guardo il mondo esterno da quella finestra d'ospedale e davvero la sensazione è di due realtà ben distinte benchè separate solo da un vetro; la sensazione di essere soli chiusi in una campana di vetro carica di dolore e di speranza, soli...perchè quando si avvicina il dolore, quello vero, tutti scappano se non sono toccati in primissima persona, TUTTI.
Anch'io in dei momenti vorrei scappare, perchè il carico di dolore è immane e sembra quasi umanamente insopportabile soprattutto quando ti fa sentire completamente inutile, e scappare non serve proprio a niente e a nessuno....
Fuori sta diluviando e
....e basta. tutto il resto è solo utopia. inutile rincorrere e sognare qualcosa che non esiste.
-51 anni di matrimonio....dvvero possono esistere? -
domenica 29 settembre 2013
mercoledì 18 settembre 2013
Giornate così....
E le giornate cominciate con un incubo non possono che proseguire così, in un crescendo di pizzicotti nella speranza di essere ancora a letto a "sognare".
Eppure non funziona così purtroppo.
Sei costretto a renderti conto che sei sveglio, sei costretto a renderti conto che quello che hai intorno è maledetta realtà, l'unica che non avresti mai voluto vivere.
Ormai è già domani per l'orologio, la stanchezza c'è e tanta....ma è tanta anche la paura di dormire, la paura di sognare ancora per poi doversi svegliare e realizzare che la realtà è peggio dell'incubo...e stasera è tanta la paura che domani arrivi troppo presto e che non porti buone nuove ma solo una spinta in più per sprofondare in questa realtà di merda.
Toni duri e parole forti.
Sto cercando di recuperare la rabbia, perchè pare mi abbia abbandonato anche lei... adesso non ho più il mio carbuante e non ho nemmeno la voglia o la forza di trovarne di diverso.
Vorrei solo poterci essere io in quel maledetto letto d'ospedale e dall'altra parte vorrei poter essere appallottolata dietro quelle spalle che credevo di conoscere così bene. Invece non mi è dato essere nè dall'una nè dall'altra parte....sono qui, da sola in compagnia dei miei demoni, delle mie paure, dei miei errori....e nell'incapacità dolorosa di saper immaginare il futuro che sta per arrivare.....
Eppure non funziona così purtroppo.
Sei costretto a renderti conto che sei sveglio, sei costretto a renderti conto che quello che hai intorno è maledetta realtà, l'unica che non avresti mai voluto vivere.
Ormai è già domani per l'orologio, la stanchezza c'è e tanta....ma è tanta anche la paura di dormire, la paura di sognare ancora per poi doversi svegliare e realizzare che la realtà è peggio dell'incubo...e stasera è tanta la paura che domani arrivi troppo presto e che non porti buone nuove ma solo una spinta in più per sprofondare in questa realtà di merda.
Toni duri e parole forti.
Sto cercando di recuperare la rabbia, perchè pare mi abbia abbandonato anche lei... adesso non ho più il mio carbuante e non ho nemmeno la voglia o la forza di trovarne di diverso.
Vorrei solo poterci essere io in quel maledetto letto d'ospedale e dall'altra parte vorrei poter essere appallottolata dietro quelle spalle che credevo di conoscere così bene. Invece non mi è dato essere nè dall'una nè dall'altra parte....sono qui, da sola in compagnia dei miei demoni, delle mie paure, dei miei errori....e nell'incapacità dolorosa di saper immaginare il futuro che sta per arrivare.....
martedì 17 settembre 2013
Tempesta in arrivo....
Non ce la faccio!
Stamani proprio non va....
Tanta, troppa stanchezza arretrata, troppo sonno-non sonno che appesantisce tutto di più...notti insonni accompagnate da un sonno privo di riposo. Stanotte il primo "sonno" lungo dopo tanto, un sonno agitato e irrequeto che ha trovato il suo culmine in un mezzo incubo talmente realistico da farmi credere che quella fosse la realtà; poi il lento risveglio con piccoli flash di raffrinto tra l'incubo e la reale realtà. E scoprire che il vero incubo è a occhi aperti,il vero incubo è quello che ho vissuto e sto vivendo...e che non riesco ad accettare.
Stavolta ho perso troppo.
Poteva andare diversamente? non lo so....forse avrebbe potuto essere più indolore, ma alla fine nessun distacco è realmente indolore.
Non aiuta rendersi conto che non sono pazza, ma solo totalmente immersa in dolori troppo forti da poterne uscire anche solo per una boccata d'aria. Non trovo tregua perchè tregua non c'è in un'escalation di situazioni e realtà che massacrano il cuore, incapace di accettarle, e la mente, incapace di capirle.
L'unica verità è chenon siamo mai pronti ad alcun tipo di taglio: i sottili fili che ci legano alle altre persone alle volte si consumano, altre volte si allungano fino a perderne le tracce tanto son diventati sottili nell'allungarsi, altre volte si rompono senza un perchè oppure si strappano. Ti massacri quando ti rendi conto di essere la causa del taglio o dello strappo; ti massacri qundo ti senti completamente impotente di fronte a una volontà che non è nè di Dio nè degli uomini.
Il mio cuore suddiviso in gran parte tra due Amori li sta perdendo entrambi e non ce la fa a reggere.....
Possibile morire d'amore? SI
ed è una morte lenta e inesorabile difficile da accettare anche quando sei pienamente consapevole della sua esistenza, del suo percorso...anche quando l'avevi sentita lentamente arrivare.
Non si è mai pronti.
Stamani proprio non va....
Tanta, troppa stanchezza arretrata, troppo sonno-non sonno che appesantisce tutto di più...notti insonni accompagnate da un sonno privo di riposo. Stanotte il primo "sonno" lungo dopo tanto, un sonno agitato e irrequeto che ha trovato il suo culmine in un mezzo incubo talmente realistico da farmi credere che quella fosse la realtà; poi il lento risveglio con piccoli flash di raffrinto tra l'incubo e la reale realtà. E scoprire che il vero incubo è a occhi aperti,il vero incubo è quello che ho vissuto e sto vivendo...e che non riesco ad accettare.
Stavolta ho perso troppo.
Poteva andare diversamente? non lo so....forse avrebbe potuto essere più indolore, ma alla fine nessun distacco è realmente indolore.
Non aiuta rendersi conto che non sono pazza, ma solo totalmente immersa in dolori troppo forti da poterne uscire anche solo per una boccata d'aria. Non trovo tregua perchè tregua non c'è in un'escalation di situazioni e realtà che massacrano il cuore, incapace di accettarle, e la mente, incapace di capirle.
L'unica verità è chenon siamo mai pronti ad alcun tipo di taglio: i sottili fili che ci legano alle altre persone alle volte si consumano, altre volte si allungano fino a perderne le tracce tanto son diventati sottili nell'allungarsi, altre volte si rompono senza un perchè oppure si strappano. Ti massacri quando ti rendi conto di essere la causa del taglio o dello strappo; ti massacri qundo ti senti completamente impotente di fronte a una volontà che non è nè di Dio nè degli uomini.
Il mio cuore suddiviso in gran parte tra due Amori li sta perdendo entrambi e non ce la fa a reggere.....
Possibile morire d'amore? SI
ed è una morte lenta e inesorabile difficile da accettare anche quando sei pienamente consapevole della sua esistenza, del suo percorso...anche quando l'avevi sentita lentamente arrivare.
Non si è mai pronti.
mercoledì 11 settembre 2013
Freddo
Tremo, ho troppo freddo e non riesco a placarlo.
Le lacrime continuano a scendere copiose, cariche di tutti i ricordi, le sensazioni, le emozioni mai espresse.
La gente continua a pensare ch'io soffra solo per il mio cucciolo...viene mai in mente a nessuno che sono un essere umano e che potrei forse avere una vita anch'io?!?
Cerco rifugio nell'abbraccio del mio Michelino, ma è troppo piccolo per contenermi tutta; mi "calma" però il contatto con il suo pelo, mel'ha sempre fatto insieme ai ricordi che custodisce.
Non riesco a placarmi, il freddo che ho addosso è troppo profondo...e dire che avevo trovato chi riusciva a scacciarlo (alla faccia di chi mi disse che nessuno poteva farlo).
Vorrei una spugna per cancellare gli ultimi 14 anni della mia vita.
A dire il vero non tutti, ma se fosse possibile me lo prenderei il rischio di perdere il "poco" che ho avuto per cancellare tutto il resto?
Onestamente non lo so....forse lo farei solo perchè ho la certezza che alcuni incontri erano comunque previsti, programmati, e la speranza di poterli rivivere senza tutti i miei sbagli, senza la ghigliottina del passato che continuava a penzolarmi sul capo...bhè, sì, sarebbe allettante e forse rischierei.
Ho tanto freddo
Le lacrime continuano a scendere copiose, cariche di tutti i ricordi, le sensazioni, le emozioni mai espresse.
La gente continua a pensare ch'io soffra solo per il mio cucciolo...viene mai in mente a nessuno che sono un essere umano e che potrei forse avere una vita anch'io?!?
Cerco rifugio nell'abbraccio del mio Michelino, ma è troppo piccolo per contenermi tutta; mi "calma" però il contatto con il suo pelo, mel'ha sempre fatto insieme ai ricordi che custodisce.
Non riesco a placarmi, il freddo che ho addosso è troppo profondo...e dire che avevo trovato chi riusciva a scacciarlo (alla faccia di chi mi disse che nessuno poteva farlo).
Vorrei una spugna per cancellare gli ultimi 14 anni della mia vita.
A dire il vero non tutti, ma se fosse possibile me lo prenderei il rischio di perdere il "poco" che ho avuto per cancellare tutto il resto?
Onestamente non lo so....forse lo farei solo perchè ho la certezza che alcuni incontri erano comunque previsti, programmati, e la speranza di poterli rivivere senza tutti i miei sbagli, senza la ghigliottina del passato che continuava a penzolarmi sul capo...bhè, sì, sarebbe allettante e forse rischierei.
Ho tanto freddo
Rabbia...latitante
Sprazzi di ricordi che ti fan svegliare di soprassalto, emozioni che hai cercato con ogni mezzo di cacciare via perchè facevano e fanno troppo male.
Fu un solo attimo: rabbia.
Rabbia pura, dura, forte come mai avevo provato, una rabbia guidata dal dolore cieco di sentimenti sanguinanti.
In quell'attimo ho distrutto tutto, ho scaraventato a terra le cose a me più preziose, le ho scaraventate contro la persona per me più preziosa...per allontanarla, per cacciarla via.... e ci sono riuscita.
Ma le lacrime rigano ancora il viso al solo ricordo e il dolore è acuto come lo era quel maledetto giorno: dovevo ascoltare il cuore e non l'ho fatto. E adesso la rabbia è solo contro me stessa, contro la mia stoltezza di voler fare la "cosa giusta", ma giusta per CHI, cazzo!!!!!
Ho ancora frammenti custoditi gelosamente e frammenti che mi sono penetrati dentro, in profondità, e non se ne andranno mai.....
Le parole che gli avevo scritto, i doni che gli avevo fatto, i ricordi..... ho perso tutto per un attimo di rabbia cieca, di dolore, di paure.
Adesso ci sono solo io, io con i miei frammenti rotti; fossero frammenti materiali sarebbe forse più facile, ma i frammenti dell'anima non si possono raccogliere e buttare nel cassonetto della spazzatura.
Non volevo rompere niente e invece ho rotto tutto; non volevo tirarglieli contro e invece l'ho fatto colpendolo in pieno; volevo corrergli dietro, fermarlo, chiedere scusa, arrendermi a ciò che sentivo...e non l'ho fatto; volevo recuperare tutto ciò che avevo appena buttato e non ho avuto il coraggio di infilarmi in un cassonetto per farlo..... Eccoli i miei rimpianti, eccola la mia rabbia: indescrivibile, incomprensibile per chiunque perchè era "giusta" per tutti, era "comprensibile" per tutti...per tutti tranne che per me che infatti sono ancora qui a piangere lacrime amare per aver seguito la paura e la ragione anzichè quel cuore bastardo che mi faceva soffrire da tanto.
Ho cancellato tante cose, tante altre sono sbiadite col tempo, ho chiesto scusa, ho scusato...ma non sono capace di perdonare me stessa, non sono capace di cancellare queste emozioni che mi si sono stampate dentro come un marchio a fuoco e che tornano a bruciare ancora dopo tanto tempo.
A parole non è possibile descriverle, a colori potrei solo usare colori forti: nero, rosso sangue.... Rabbia e dolore...che non se ne vanno
PERDONAMI
Fu un solo attimo: rabbia.
Rabbia pura, dura, forte come mai avevo provato, una rabbia guidata dal dolore cieco di sentimenti sanguinanti.
In quell'attimo ho distrutto tutto, ho scaraventato a terra le cose a me più preziose, le ho scaraventate contro la persona per me più preziosa...per allontanarla, per cacciarla via.... e ci sono riuscita.
Ma le lacrime rigano ancora il viso al solo ricordo e il dolore è acuto come lo era quel maledetto giorno: dovevo ascoltare il cuore e non l'ho fatto. E adesso la rabbia è solo contro me stessa, contro la mia stoltezza di voler fare la "cosa giusta", ma giusta per CHI, cazzo!!!!!
Ho ancora frammenti custoditi gelosamente e frammenti che mi sono penetrati dentro, in profondità, e non se ne andranno mai.....
Le parole che gli avevo scritto, i doni che gli avevo fatto, i ricordi..... ho perso tutto per un attimo di rabbia cieca, di dolore, di paure.
Adesso ci sono solo io, io con i miei frammenti rotti; fossero frammenti materiali sarebbe forse più facile, ma i frammenti dell'anima non si possono raccogliere e buttare nel cassonetto della spazzatura.
Non volevo rompere niente e invece ho rotto tutto; non volevo tirarglieli contro e invece l'ho fatto colpendolo in pieno; volevo corrergli dietro, fermarlo, chiedere scusa, arrendermi a ciò che sentivo...e non l'ho fatto; volevo recuperare tutto ciò che avevo appena buttato e non ho avuto il coraggio di infilarmi in un cassonetto per farlo..... Eccoli i miei rimpianti, eccola la mia rabbia: indescrivibile, incomprensibile per chiunque perchè era "giusta" per tutti, era "comprensibile" per tutti...per tutti tranne che per me che infatti sono ancora qui a piangere lacrime amare per aver seguito la paura e la ragione anzichè quel cuore bastardo che mi faceva soffrire da tanto.
Ho cancellato tante cose, tante altre sono sbiadite col tempo, ho chiesto scusa, ho scusato...ma non sono capace di perdonare me stessa, non sono capace di cancellare queste emozioni che mi si sono stampate dentro come un marchio a fuoco e che tornano a bruciare ancora dopo tanto tempo.
A parole non è possibile descriverle, a colori potrei solo usare colori forti: nero, rosso sangue.... Rabbia e dolore...che non se ne vanno
domenica 8 settembre 2013
Day by day
Una domenica pomeriggio qualunque, fuori il tempo è nuvoloso, chissà, magari tra un pó piove. Tv accesa sulla F1 (non che me ne freghi molto a me, ma loro la guardano ed è comunque una vaga sensazione di pseudo "normalità" in questa vita che di normale non ha davvero più niente ormai). Ieri ho letto ad alta voce come non credo di aver mai fatto: abbiamo (sì, perchè ero solo il mezzo per far leggere il mio cucciolo disteso sul letto) letto "Oscar e la dama in rosa. Dovevo farlo, dovevo condividerlo con lui, per lui. Oscar è un bambino di soli 10 anni, Oscar ha il cancro e, anche se nessuno ha il coraggio di dirlo ad alta voce, lui sa che sta morendo. Nonna Rosa lo accompagnia in questo breve quanto durissimo viaggio, ascoltandolo, dicendogli quello che nessuno ha il coraggio di dirgli, accompagnandolo nella scoperta di quella vita che non avrebbe mai potuto realmente conoscere altrimenti. Ho letto fino ad aver la gola secca. Noi non sappiamo ancora cosa troveremo in cima alla salita: strada piana o strapiombo? Non lo sappiamo. E cosí affrontiamo giorno per giorno paure, rabbia, dubbi, speranze.... Ogni giorno diverso dall'altro, ogni giorno del tempo in piú insieme, ogni giorno un ricordo, perchè nel bene e nel male questi un giorno saranno solo ricordi...
sabato 7 settembre 2013
Mi manchi
Almeno non sono depressa.....solo spezzata in due da troppi dolori... che culo......
"...
Lo nasconderò
questo grande amore
perchè il mondo non veda
perchè tu non ci creda
quando ti dirò che ti amo ancora
...che ti amo ancora...
e che mi manchi...
...quando ti dirò che ti amo ancora
e che mi manchi...
Mi manchi
come tela ad un pittore
come adesso le parole
come a me manca il tuo amore"
venerdì 6 settembre 2013
Vittimismo? No, realtà.
Dieci e trenta di mattina, la sveglia è suonata da più di un'ora eppure sono ancora qui.
Alla fine la mattina è il momento peggiore: la sera in qualche modo mi stordisco fino a crollare, ma la mattina, bhè, la mattina inizia da quel dormiveglia in cui la consapevolezza della realtà comincia ad affacciarsi alla mente, i ricordi riprendono pian piano forma fino a delineare che no, non era un sogno, è la realtà. E da lì il crescendo di ricordi di momenti in cui avresti voluto aver la forza e la capacità di reagire diversamente, perchè per quanto tu stessa cerchi delle attenuanti, sapevi perfettamente che stavi sbagliando, che non era quello ciò che volevi dire o fare, sapevi bene che stavi "perdendo".
Ieri per una frazione troppo piccola di tempo mi sono ritrovata a Casa in un abbraccio, lo stesso che mi ha accolto e protetta più volte in questi anni, lo stesso che mi è mancato nei momenti più bui di questi anni.
I due lati della medaglia, perchè se da una parte sarebbe stupido e banale dire che era tutto perfetto, tutto stupendo e meraviglioso, dall'altra lo sarebbe negare i momenti meravigliosi dove bastava veramente un niente per star BENE, nonostante tutto e tutti, soprattutto nonostante me stessa e la mia maledettissima indole a volerlo "aiutare" a far la cosa giusta....che poi giusta per chi...
Si sa, col senno di poi tutto è più facile... Avrei dovuto lottare, egoisticamente lottare per tenerlo con me, per diventargli indispensabile, per mancargli da morire non appena si fosse allontanato da me...invece ero già riuscita ad allontanarlo: non serve a niente il desiderio di essere accettati in toto con il nostro pesante bagaglio di "vita", non serve a niente mettere a nudo l'anima per il desiderio di poter essere visti e amati per ciò che realmente si è... certi errori, certi passati non vengono nè capiti nè accettati, mai. E tu a quel punto diventi una maledizione, un demone dal quale non si riesce a liberarsi e che lentamente ti avvelena l'anima, e l'amore troppo spesso non basta per quanto forte possa essere..... E va così finchè non fai qualcosa di più "grande" che supera di gran lunga e alleggerisce tutto d'un botto il pesante fardello del passato. Allora sì! Il passato non conta più, non è più quello il problema, adesso lo è il presente, l'ieri appena trascorso. E sbagli di nuovo credendo che la sincerità possa in qualche modo essere la cosa migliore, sbagli sperando disperatamente che lui può capirti perchè ti conosce come nessun'altro. Sbagli e continui a sbagliare qualsiasi cosa dici o fai, perchè non conta più ciò che sei, ma l'idea che eri diventata.
Adesso i ruoli si sono letteralmente invertiti, ma io ho comunque perso: non posso fare ciò che vorrei, non posso e non devo...e non perchè me lo dice lui, ma per lui... lui ha qualcosa per cui vivere, qualcosa da proteggere....io ho solo me stessa, un guscio vuoto pieno di fratture più o meno scomposte e irrecuperabili.
Vittimismo? No, realtà.
Non ho un lavoro che mi permetta di essere un minimo indipendente, non un compagno nè tantomeno dei figli da proteggere e a cui "aggrapparmi" per non colare a picco e non ho nemmeno realmente me stessa, perchè in quasi 4 anni di lavoro col mio specchio non sono ancora riuscita a trovarmi in mezzo a tutta la melma in cui è immersa la mia vita, e la melma aumenta, non c'è tregua.
Qualcuno dice che sono forte.
Forte un corno!
E' istinto di sopravvivenza, è il sentirsi piccoli piccoli e rendersi conto di fronte a un cucciolo che lotta per la sua vita, che nemmeno sparire dalla faccia della terra è una soluzione reale.
Ma sono senza obbiettivi, senza qualcosa che dia senso al tutto.
Ho sempre vissuto attraverso e per gli altri, una scelta non del tutto conscia dopo il primo scontro con il mio egoismo (allora lo vidi così, non potevo vedere e capire, non ero pronta... e anche adesso che riesco a vedere dietro il velo continuo a tratti a cercar di nascondermi, solo che ormai è impossibile.).
Non ho fiducia in me stessa, non riesco a fidarmi di me nè di quello che faccio. Col tempo un po' sono migliorata, ma sono ancora lontana dalla mèta e non so nemmeno se voglio raggiungerla realmente.
Sono di nuovo nel mare in tempesta e stavolta il mio faro se n'è andato.
Sono esausta.....
Alla fine la mattina è il momento peggiore: la sera in qualche modo mi stordisco fino a crollare, ma la mattina, bhè, la mattina inizia da quel dormiveglia in cui la consapevolezza della realtà comincia ad affacciarsi alla mente, i ricordi riprendono pian piano forma fino a delineare che no, non era un sogno, è la realtà. E da lì il crescendo di ricordi di momenti in cui avresti voluto aver la forza e la capacità di reagire diversamente, perchè per quanto tu stessa cerchi delle attenuanti, sapevi perfettamente che stavi sbagliando, che non era quello ciò che volevi dire o fare, sapevi bene che stavi "perdendo".
Ieri per una frazione troppo piccola di tempo mi sono ritrovata a Casa in un abbraccio, lo stesso che mi ha accolto e protetta più volte in questi anni, lo stesso che mi è mancato nei momenti più bui di questi anni.
I due lati della medaglia, perchè se da una parte sarebbe stupido e banale dire che era tutto perfetto, tutto stupendo e meraviglioso, dall'altra lo sarebbe negare i momenti meravigliosi dove bastava veramente un niente per star BENE, nonostante tutto e tutti, soprattutto nonostante me stessa e la mia maledettissima indole a volerlo "aiutare" a far la cosa giusta....che poi giusta per chi...
Si sa, col senno di poi tutto è più facile... Avrei dovuto lottare, egoisticamente lottare per tenerlo con me, per diventargli indispensabile, per mancargli da morire non appena si fosse allontanato da me...invece ero già riuscita ad allontanarlo: non serve a niente il desiderio di essere accettati in toto con il nostro pesante bagaglio di "vita", non serve a niente mettere a nudo l'anima per il desiderio di poter essere visti e amati per ciò che realmente si è... certi errori, certi passati non vengono nè capiti nè accettati, mai. E tu a quel punto diventi una maledizione, un demone dal quale non si riesce a liberarsi e che lentamente ti avvelena l'anima, e l'amore troppo spesso non basta per quanto forte possa essere..... E va così finchè non fai qualcosa di più "grande" che supera di gran lunga e alleggerisce tutto d'un botto il pesante fardello del passato. Allora sì! Il passato non conta più, non è più quello il problema, adesso lo è il presente, l'ieri appena trascorso. E sbagli di nuovo credendo che la sincerità possa in qualche modo essere la cosa migliore, sbagli sperando disperatamente che lui può capirti perchè ti conosce come nessun'altro. Sbagli e continui a sbagliare qualsiasi cosa dici o fai, perchè non conta più ciò che sei, ma l'idea che eri diventata.
Adesso i ruoli si sono letteralmente invertiti, ma io ho comunque perso: non posso fare ciò che vorrei, non posso e non devo...e non perchè me lo dice lui, ma per lui... lui ha qualcosa per cui vivere, qualcosa da proteggere....io ho solo me stessa, un guscio vuoto pieno di fratture più o meno scomposte e irrecuperabili.
Vittimismo? No, realtà.
Non ho un lavoro che mi permetta di essere un minimo indipendente, non un compagno nè tantomeno dei figli da proteggere e a cui "aggrapparmi" per non colare a picco e non ho nemmeno realmente me stessa, perchè in quasi 4 anni di lavoro col mio specchio non sono ancora riuscita a trovarmi in mezzo a tutta la melma in cui è immersa la mia vita, e la melma aumenta, non c'è tregua.
Qualcuno dice che sono forte.
Forte un corno!
E' istinto di sopravvivenza, è il sentirsi piccoli piccoli e rendersi conto di fronte a un cucciolo che lotta per la sua vita, che nemmeno sparire dalla faccia della terra è una soluzione reale.
Ma sono senza obbiettivi, senza qualcosa che dia senso al tutto.
Ho sempre vissuto attraverso e per gli altri, una scelta non del tutto conscia dopo il primo scontro con il mio egoismo (allora lo vidi così, non potevo vedere e capire, non ero pronta... e anche adesso che riesco a vedere dietro il velo continuo a tratti a cercar di nascondermi, solo che ormai è impossibile.).
Non ho fiducia in me stessa, non riesco a fidarmi di me nè di quello che faccio. Col tempo un po' sono migliorata, ma sono ancora lontana dalla mèta e non so nemmeno se voglio raggiungerla realmente.
Sono di nuovo nel mare in tempesta e stavolta il mio faro se n'è andato.
Sono esausta.....
martedì 3 settembre 2013
Caduta libera
"Sono le persone i veri luoghi nei quali fermarsi.
Patrie da difendere e case da abitare."
Io non ne sono stata capace.
Ho ceduto sotto il bombardamento emotivo di troppe cose ed ho "perso" questa guerra. 4-0, non male come punteggio....
Non è solo aver perso una persona, ma tutto ciò che era e che rappresentava nella mia vita.
Non ho mai parlato di lui qui, non così direttamente, e forse anche in questo ho sbagliato. Non l'ho mai fatto per una sorta di scaramanzia, di pudore...come mi disse una volta ci sono alcune cose che sono talmente belle e preziose che con le parole si possono solo sminuire, "perdere", sciupare.....
Ho scritto di altri, ho scritto di sensazioni ed emozioni, quelle non avevo paura di perderle. Lui si.
Non conta poi molto di chi possa o meno essere la colpa, il torto e la ragione non sono mai da una sola parte, ma sono fatti di una serie di occasioni più o meno colte, scelte, decisioni del momento, accadimenti indipendenti dalla nostra volontà. Io adesso so solo che ho perso e che questa volta è per sempre, chè alcuni "per sempre"purtroppo esistono eccome.
E bisogna rialzarsi, tocca farlo, se non per se stessi quantomeno per gli altri.... A questo mi limiterò a restare almeno un po' in equilibrio quaggiù dove son ricaduta, poi quando il resto sarà sistemato, deciderò cosa fare di me stessa.
Quattro anni sono veramente tanti, soprattutto se hai condiviso tutto di te: le paure, gli errori, i difetti, gl'incubi, i sogni, le speranze....
Per quanto io possa dire che è andata come doveva andare, la realtà nuda e cruda è che fa male perchè alla fine dei conti ci ho creduto veramente, sempre, anche quando cercavo di far la distaccata e di fargli vedere la realtà che tutti vedevano e avrebbero visto, anche quando cercavo di mantenermi in equilibrio in un ruolo che non mi poteva appartenere: l'amica, la consigliera, la grilla parlante.
In tutto questo non mi rimangono che i ricordi adesso, valanghe di ricordi che per un bel pezzo peseranno come macigni, e la possibilità di scriverne...sì, perchè ormai non rischio più di perderlo......
Ironico, adesso che scrivo e scriverò per lui e di lui, lui non leggerà. Sarà forte in questo, perchè i dolori che gli ho causato lo hanno temprato contro di me.
D'ora in poi io sarò solo un fantasma passato, un po' caso un po' per sbaglio, dalla sua vita.
Oggi va così...domani so che potrebbe esser peggio o magari meglio, chissà, ma l'altalena emotiva mi farà compagnia per un bel po' di tempo, così come il senso di attorcigliamento allo stomaco al risveglio la mattina, quando a metà tra il sogno e la realtà inizi a renderti conto che non era un incubo, ma la maledettissima realtà che ti aspetta là fuori non appena apri gli occhi (ammesso di esser mai riuscita realmente a chiuderli).
Che il nuovo incubo abbia inizio
"- Il filo sottile che tiene insieme due persone.
- Quale filo?
- Il filo di tutto quello che le tiene legate, anche quando sono lontane. Anche quando non si vedono e non si parlano.
- Perché dici il filo?
- Perché è una cosa molto sottile e molto resistente, no? Che puoi anche non vedere, ed è estensibile quasi senza limiti attraverso la distanza e il tempo e l’affollamento delle altre persone che occupano lo spazio e lo attraversano in ogni direzione.
Però non è affatto scontato che ci sia, il filo.
- No?
- No. Magari due pensano di essere molto legati, poi appena provano ad allontanarsi scoprono che in realtà stanno benissimo ognuno per conto suo.
- E allora perchè pensavano di essere legati?
- Perchè erano tenuti insieme da una colla di pura abitudine e oggetti e luoghi condivisi e gesti stratificati. E’ una colla così forte da sembrare una saldatura permanente, ma appena uno dei due prova a staccarsi non c’è nessun filo che lo segua.
- Che triste.
- Sì. La maggior parte dei legami sono di questo genere, credo.
- Come fai a sapere che invece il filo c’è?
- Quando provi a romperlo, e ti trovi in caduta libera attraverso il senso delle cose.
- E di cosa è fatto, questo filo?
- Di uno scambio continuo di domande e risposte. Sguardi, anche solo immaginati. Assonanze e intuizioni e sorprese, curiosità reciproca che non si esaurisce. E similitudini, e differenze."
~Andrea De Carlo
lunedì 2 settembre 2013
Giorno 1: il re è nudo
A dire il vero il giorno 1 sarebbe stato ieri....ma preferisco iniziare a contare da oggi, dal 2
Alti e bassi è dire poco... mi nutro degli abbracci inconsapevoli ed "obbligati" di mio nipote (e del bozzolo che mi sta crescendo nel braccio) per soddisfare quel minimo contatto umano di cui avremmo giornalmente bisogno, no, non bastano e non basteranno mai, ma almeno so che sono pieni d'amore; sono un animale strano per lui e credo che neanche lui si renda ben conto, ma va bene così, in questo momento è tutto ciò che ho.
Tutto il resto si sta inesorabilmente sfaldando, lasciando scoperte ferite, lividi e cicatrici mai scomparse.
Il re è nudo.
Ora che sono più debole è proprio quando dovrò essere più forte.
Riprendo in mano i progetti interrotti bruscamente dal ritorno del "Rabdo", ma con più paure e più incertezze di prima.
Il mio "ambiente" dovrà cambiare ancora e so che dopo non sarà più "mio" e anche questo sì che spaventa, spaventa a morte....non avrò più il mio covo (spero solo che non diventi mai un vespaio... )
Un nuovo reset che non ho scelto, stavolta di anni....
Un nuovo calcio in culo per farmi uscire.
Avanti il prossimo....
(Orfeo ed Euridice)
Alti e bassi è dire poco... mi nutro degli abbracci inconsapevoli ed "obbligati" di mio nipote (e del bozzolo che mi sta crescendo nel braccio) per soddisfare quel minimo contatto umano di cui avremmo giornalmente bisogno, no, non bastano e non basteranno mai, ma almeno so che sono pieni d'amore; sono un animale strano per lui e credo che neanche lui si renda ben conto, ma va bene così, in questo momento è tutto ciò che ho.
Tutto il resto si sta inesorabilmente sfaldando, lasciando scoperte ferite, lividi e cicatrici mai scomparse.
Il re è nudo.
Ora che sono più debole è proprio quando dovrò essere più forte.
Riprendo in mano i progetti interrotti bruscamente dal ritorno del "Rabdo", ma con più paure e più incertezze di prima.
Il mio "ambiente" dovrà cambiare ancora e so che dopo non sarà più "mio" e anche questo sì che spaventa, spaventa a morte....non avrò più il mio covo (spero solo che non diventi mai un vespaio... )
Un nuovo reset che non ho scelto, stavolta di anni....
Un nuovo calcio in culo per farmi uscire.
Avanti il prossimo....
(Orfeo ed Euridice)
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