giovedì 18 luglio 2019

Caleidoscopi emotivi

  Caleidoscopio

  /ca·lei·do·scò·pio/

  sostantivo maschile

  1.

  Apparecchio fatto con due o più specchietti disposti ad angolo entro a un tubo, dove si  trovano alla rinfusa piccoli oggetti colorati: le riflessioni multiple formano immagini spesso   simmetriche che mutano in modo imprevedibile e variabilissimo a ogni movimento.

  2.

  FIG.

  Avvicendamento fantasmagorico di luci, colori, immagini, figure, ecc.

  "un c. di costumi multicolori, di parlate diverse"

Ero rimasta qui....avevo appena iniziato a scrivere questo post, ormai più di un mese fa, quando ho saputo che ti eri addormentato per sempre.
Da lì è stato un crescendo (o forse una caduta in un burrone) e non ho più scritto niente..... Troppe emozioni da elaborare, troppo dolore, paure, incertezze, desideri, sogni.....

Adesso sono nella mia "cella", sono venuta a riposare un attimo l'anima nel mio solo punto fisso da cui so di poter ripartire: Cortona.
E ancora una volta torno qui dopo una rottura, anche se parzialmente prevista e tristemente attesa....
Riparto da My, la Myriam single e stanca, perennemente speranzosa che almeno una delle sue utopie possa prima o poi avverarsi.....
Intanto mangio liquirizie mentre ricordo attimi di un'Amicizia interrotta ingiustamente da madama Morte, lascio andare sogni e progetti per una vita che forse non è in realtà mai esistita, e sogno l'ennesima Utopia che mai si realizzerà (ma tanto sono così brava in questo....)

Per una volta scrivere non mi fa paura e il mio inconscio non chiama Morfeo in suo soccorso per indurmi a smettere, ma mi fermo io, perchè alcuni pensieri preferisco tenerli dentro di me che qua fuori ci sono troppi spifferi.......


mercoledì 10 luglio 2019

10 luglio 2019: 6 anni dopo

Sei anni fa il mio "nuovo" mondo stava per cambiare ulteriormente, e stavolta per sempre.

Oggi sono qui, di nuovo a scrivere, ad usare questo piccolo spazio virtuale apparentemente pubblico, in realtà così minuscolo nell'immensità della rete, da essere un piccolo porto sicuro dove attraccare ogni volta che riesco ad uscire un attimo dalla tempesta e a mettere in ordine almeno un paio di pensieri per non esserne sommersa.
Ultimamente mi sento spesso chiedere come sto da chi, anche solo per una frazione di secondo, riesce a percepire il mondo che ho dentro, vedendo oltre il velo di apparenza.
Sto MEGLIO.
Ciò che ho adesso a molti sembra troppo poco tanto da doversi accontentare, troppo poco per potersi ritenere soddisfatti o almeno un minimo sereni.
La semplice verità è che ormai per me non conta ciò che posso avere o non avere di materiale, per me conta svegliarmi la mattina e riuscire ad aprire gli occhi serenamente, magari sorridendo, senza che tutti problemi, le difficoltà, le cose da fare mi assalgano e mi trascinino con loro in una corsa sfrenata per riuscire a far tutto, risolvere tutto, essere "abbastanza" per qualcuno o all'altezza di ciò che dovrò fare.
La mia vittoria è ritornare ad essere me stessa con i miei tempi e le mie modalità, dato che non sono più la persona di sei anni fa, ma nemmeno quella di cinque o quattro. La mia ultima epifania è iniziata il primo agosto di 3 anni fa e non è ancora finita, perché il cambiamento, l'evoluzione, sono Vita. Quella Vita che ho dovuto lasciare andare, che ho in parte perso, ma che inevitabilmente e inesorabilmente pulsa nelle mie vene e fa battere il mio cuore, ch'io lo voglia o meno.
Sto facendo piccoli passi, sicuramente il mio non è un andante veloce in questo rialzarmi, ma in compenso mi godo il Viaggio, che tanto alla fine è solo questo che conta.
Mi mancano alcune cose, e mi mancano molto, ma ho anche imparato che per trovare un equilibrio almeno con me stessa devo imparare a scindere la realtà da quella che ho sempre chiamato "utopia", riconoscere ciò che posso realisticamente raggiungere e cosa no, fare quindi dei compromessi con me stessa, saper scegliere ascoltandomi senza poi torturarmi con "ma" e "se"; lasciare che le cose fluiscano e poi lasciarmele scorrere dietro nel momento in cui ormai sono passate.
Quindi si: non sto ancora bene, ma sto meglio e il senso di serenità che vivo in molte delle mie giornate mi ripaga di tutto quello che non ho.
Dopo una vita a cercar d'imparare come vivere l'attimo, scopro che bastava aver la forza ed il coraggio di lasciar scorrere le mie emozioni, i pensieri, accogliere le mie luci ma soprattutto le mie ombre, amarmi semplicemente per quello che sono e ancor di più nella mia umana imperfezione.
Continuo a vedere anche ciò che non vorrei e mi ritraggo per difendermi, perché per lo più non sono ancora pronta ad affrontare ulteriori sconvolgimenti di vita, non dopo la fatica fatta per arrivare sino qui con le mie gambe traballanti.
Mi fido delle mie sensazioni, delle emozioni. ho imparato a identificare il senso di disagio che mi dice quando non sono dove dovrei essere, o non faccio ciò che fa bene a me.
Ho imparato a perdonarmi.
Le debolezze, i desideri, le paure....
Anche adesso ho paura, molta paura.....

mercoledì 30 gennaio 2019

caos

Questo è l'ultimo post che avevo lasciato in bozza nel marzo 2016

"In questi giorni vivo la mia testa come un fastidioso labirinto di pensieri e non riesco a trovar il bandolo della matassa per uscirne.
In compenso la mia confusione ogni tanto esplode esternamente e fa casino dove proprio non vorrei farne.... come al solito del resto. Solo che sono stanca di questo meccanismo bastardo. Lo conosco e non riesco a incepparlo per interromperlo. E' stancante e snervante........
Forse è davvero colpa del mio difetto di fabbricazione e malfunzionamento...ma una parte di me continua a credere di essere realmente difettosa, di essere sbagliata. E fin'ora nessuno mi ha mai dimostrato il contrario...
Fa uno strano effetto, sento la mia pazzia tangibile nella mia testa ed è quasi allettante la prospettiva di poter cedere alle sue lusinghe, togliere tutte le briglie logiche che la frenano. Ma la pazzia non è per questo mondo....non viene capita nè tantomeno accettata. Siamo esseri malati incapaci di vivere in una società "normale".
Siamo sì, perché anch'io col mio difetto mi sento parte di generazioni rinchiuse in manicomi per essere curati dalla loro stessa natura umana..... colpevoli solo di essere diversi....


Devo trovare da sola come uscire dalla mia testa o come arginarne le crisi. So effettivamente stare da sola senza aver più bisogno di appoggiarmi a qualcuno e questo è un traguardo che mi sono sudata e che non ho intenzione di perdere. Il rischio è che tenda a restar sola  e lo so.... ma forse un giorno qualcuno riuscirà a guardar oltre l'apparenza e ad accogliermi in questo mio esser difettosa.

Voglio molto bene a C, è una sorella per me, ma anche lei ha bisogno di un punto fermo e lo cerca in me, come mia mamma, mia sorella (e in date situazioni anche gli altri), come alcuni amici.... ed io non ho la forza di esserlo perché poi ne esco sempre più debole e in quei momenti esser "soli" non aiuta. Finchè posso do tutto e anche di più ma poi non ho un posto in cui potermi fermare per ricaricarmi. Lo avevo trovato ma non era "sano" x lui e l'ho dovuto lasciar andare....credo sia questo a mandarmi anche così in tilt: rendermi troppo conto di tutto e non aver la possibilità di far molto... sono un essere umano.... vedo me e vedo gli altri.....ma spesso gli altri non riescono a vedermi vedono solo un gran casino o, come ha detto il tuo amico, "un tornado di pensieri" al quale "non riescono a rispondere in maniera organica e logica" mando in crisi le persone logiche e quadrate..... quando a me basterebbe solo un sorriso o un abbraccio ammetto che è bello però quando gli stravolgo la vita e riscoprono emozioni e sensazioni che non credevano di poter provare.... fuori da ogni schema razionale
se ci penso mi viene solo da sorriderne... le emozioni sono vita!"

mercoledì 21 dicembre 2016

Desideri e serenità

Sempre meno giorni al "Natale" e sempre più forte il desiderio di poter vivere un MIO Natale....rinascere ancora una volta riuscendo a lasciar finalmente scivolare tutto il passato, soprattutto quello che ho scoperto avermi ferita talmente in profondità da rendermi incapace di fidarmi di un altro qualsiasi essere umano, compresa me stessa....
Ed è ormai piuttosto evidente che questo 2016 si terrà proprio tutto ciò che avevo.....e fa piuttosto male, male dentro, ma al tempo stesso una strana serenità ormai accoglie queste perdite e mi fa soffrire guardando però avanti.
Vorrei solo sapere con certezza come recidere i fili emotivi che ancora mi tengono legata ad alcune persone. E anche la consapevolezza di questo desiderio, che si fa di giorno in giorno più forte, fa un pò male.

In questi giorni ho ricevuto un dono decisamente inaspettato.
Credo cercherò di concentrarmi su questo e di trarne l'energia necessaria per affrontare quello che sarà un domani pieno di incognite.

Ringrazio, sorrido e, finalmente, vado avanti.

L'Amore resterà comunque radicato in me insieme a coloro che Amo.

lunedì 12 dicembre 2016

In costante salita

Poche settimane a Natale e nemmeno rendersene conto se non per lo scintillio delle luci e delle vetrine.
Ieri ho provato un accenno  di spirito natalizio, ma talmente flebile che sembrava più un ricordo che altro....
Non so se ne sento davvero la mancanza, forse è più nostalgia per ciò che rappresentava per me e che col tempo, con le perdite e con le delusioni, ormai ha quasi perso ogni significato....
Un giorno forse tornerà, forse lo so o forse lo spero e basta.
Lo ammetto: era bello il clima di "calore" che aleggiava in casa, il profumo di noci, miele, arance, mandorle....il desiderio di fare dei doni che in qualche modo comunicassero l'Amore o il pensiero "fatto apposta per te" e non "l'obbligo" del dover ricambiare.
Oggi un vago pensiero di regali mi ha aleggiato in testa per qualche minuto, per un attimo ho persino desiderato farli io come quando ero bambina. Ed è stato buffo pensare che il primo a cui ho pensato era sempre il regalo più difficile da trovare e ormai dall'anno scorso non dovrò più pensarlo....
Parole che mi sembrano confuse come i pensieri e le emozioni di questi giorni.
Sto lasciando veramente tanto in questo 2016 e forse la paura è di doverci lasciare ancora qualcosa che non sono realmente pronta a "perdere"... devo ancora capirlo.
Ritrovare emozioni, sensazioni, ricordi, desideri......non sempre è così positivo e soddisfacente. Per adesso è ancora troppo forte il contrasto tra la forza di queste sensazioni e la realtà delle esperienze vissute in questi anni senza Sero.
Adesso devo solo pensare a stabilizzarla, anche se sembra essere un percorso più lento e complicato di quel che sperassi, in costante salita.
E ancora quest'anno vorrei solo spegnermi e svegliarmi dopo l'epifania.......

domenica 13 novembre 2016

Bentornata Sero

Circa due mesi che scrivo solo nella mia testa, due mesi impegnativi e intensi sotto tutti i punti di vista.
Tutto sta continuando a cambiare (se in meglio o in peggio solo il tempo potrà dirlo...).
È buffo, ho sempre tante parole dentro, ma quello che sto provando in questi giorni trova difficilmente parole per esprimersi.
Sto evolvendo così velocemente che quasi non riesco a star dietro a me stessa e spesso stento a riconoscermi.
Finalmente ho trovato il giusto caricabatterie e la mia energia vitale sta tornando, non che tutto sia rose e fiori eh, ma decisamente si affronta meglio tutto. Mi rendo conto che adesso situazioni anche minime che solo un mesetto fa mi avrebbero mandato in crisi, bhè, mi causano solo un pò di stanchezza ma nessun crollo psicofisico. Finalmente! Credevo non avrei più provato tante sensazioni....mi sto risvegliando sotto tutti i punti di vista e fa un'effetto strano ma piacevole.
E sono orgogliosa di me: non ho mollato, mai, nemmeno quando tutto stava andando irrimediabilmente a rotoli.
Non so cosa della vecchia My rimarrà, cosa della vecchia Vita, ma so che quello che sarà posso in gran parte sceglierlo, o quantomeno provarci. Non sempre si perde perdendo o si vince vincendo..... è una dura lezione che ho ben impressa dentro.
Adesso devo aver ancora pazienza, chè la strada della risalita è ancora lunga e sicuramente maledettamente scoscesa, ripida, e chi più ne ha più ne metta. Ma sto ritrovato il mio nucleo e lo sto ritrovando forte e pulsante come nemmeno io ricordavo.
Aver pazienza non sarà sempre facile....ma tutto sta cambiando ed io non rimarrò certo indietro.

domenica 18 settembre 2016

Il primo treno che passa

Sabato sera.
Alla fine non ho mai avuto una particolar predilezione per le "sere": il venerdì e il sabato per lo più.
Solo una sera come le altre, ma con il bisogno di scrivere, di mettere almeno qualche parola su un foglio virtuale, che forse terró, forse no.

Stasera vorrei essere ovunque tranne che qui, tanto nemmeno riesco a dormire la notte. Dovrei avere più coraggio e uscire, vagabondare, in fondo la notte mi piace, il mondo dorme ed è più silenzioso, c'è più spazio per i pensieri, per notare le piccole cose. La notte tutto sembra diverso, le ombre creano figure fantastiche.

In verità il giorno che fa male è domani.
Perché domani è domenica.
Perché domani è il suo giorno libero.
Perchè domani io sarò qui, a 250km di distanza, e lui a casa, mezzo malato, con la sua vita in cui sta "tranquillo", dopo 20 anni di vita da solo e solo uno "insieme" a me.

Magari è solo un attacco dei "miei", solo una concatenazione di pensieri bastardi dati da una causa fisiologica che per nessuno sembra esistere, tranne che per me, nella mia testa, e per le mie analisi del sague.

Ma non cambia il fatto che io sono qui. Sola. Con storie, pensieri e parole che nemmeno io voglio, ma che in nessun modo riesco a spegnere, nemmeno per qualche ora, nemmeno con qualche goccia o qualche pasticca. Loro restano con me. E sta solo alla mia capacità di analisi riuscire a tenerli al guinzaglio prima che mi portino fuori per "prendere" il primo treno che passa.
Il primo treno che passa.

Qui posso "urlare", tanto nessuno leggerà e, tantomeno, comprenderà.

Fuori piove.
Mi piace il rumore della pioggia.