So che qualcosa sta cambiando e questa consapevolezza in parte mi spaventa in parte mi incuriosisce.
Eppure, pur sentendo di aver imboccato il sentiero "giusto", continuo a domandarmi dove sto andando....
Vorrei solo qualche sprazzo di risposta, o almeno aver la "certezza" di non viaggiare da sola...
Sono stanca, di mente e di cuore...ed apparentemente "calma", ed è proprio questa calma a preoccuparmi. Sì, magari son solo mie seghe mentali...ma è come se aspettasi da un momento all'altro un altro terremoto e questo mi fa più paura di tutto il resto.
Oggi ho letto lo scritto di una cara amica e mi è piaciuto moltissimo, ha toccato qualcosa in profondità, nella mia zona d'ombra...
Luce, Ombra (Diana)
"Luce , OmbraStessa domanda.... forse ho più opzioni: Miriam virgola Myriam, oppure Miriam virgola My, o ancora Myriam virgola My.... eppure per adesso sento ancora solo questa: Myriam virgola?
E’ da mercoledì che penso a questo scritto, chiedendomi se il titolo non nasconda un tranello. Quella virgola buttata li, quasi come una parola a se stante.
Luce virgola Ombra. Non due, ma tre parole.
Nonostante questo, non riuscivo a trovare qualcosa da dire.
Appena pronunciato il titolo, mi è sovvenuto un taglio di Fontana. Una di quelle tele tagliate che mostrano il colore che entra nella tela.
Sempre la solita cosa. Luce, ombra. Dicotomia tra questo e quello.
Della virgola nessuna traccia.
Poi, ieri sera sono stata ad uno spettacolo di Lala McCallan.
Presentava un’opera sulla vita di Farinelli, famoso castrato dell’epoca barocca.
Mentre le arie si avvicendavano sul palco, osservavo il bel teatro del 1736 e la linea tra la luce del palco e l’ombra della platea, un’idea di testo si è ritagliata uno spazio tra i pensieri, ma ecco che l’assenza della virgola si è ripresentata come un herpes fastidioso.
Era lunedì notte ed io ancora mi ritrovavo impantanata nella latitanza di quel segno.
L’ammetto, stanca di pensarci, ho abbandonato l’idea di scrivere qualcosa. Mi sono rilassata e mi sono goduta una serata dopo teatro con amici. Ed è in quel momento esatto che l’ho vista comparire. La virgola. In quelle persone.
LaRoby è una virgola. Nata biologicamente uomo ma con un animo femminile profondo ed intrigante, così pieno di umanità. . E Matteo, una donna che vuole mettersi in ombra per portare alla luce un uomo.
Ecco la virgola. Un diaframma, una tenda da spostare per vedere cosa c’è oltre. Che separa la luce dall’ombra.
Se vuoi vedere cosa c’è dall’altra parte devi spostare la virgola. Se vuoi vedere Roby devi spostare il trucco di LaRoby, se vuoi vedere la donna che era Matteo devi spostare la sua pelle.
Virgola che diventa parola. Un modo per separare. Diventa un involucro, una sottile divisione.
Siamo martedì mattina, ho un sonno che mi schianta e penso alle molte virgole che ora possiedo.
Roby virgola LaRoby. Lei virgola Matteo, Diana virgola…
Già. Diana virgola?"
Ringrazio Diana per le sue parole <3 p="">
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