Son passati tanti mesi e siamo già in un nuovo anno....
Di cose ne son cambiate fin troppe; esternamente di sicuro...dentro di me non lo so.... So che ho più consapevolezza di cosa sono... il CHI sono sembra ancora un miraggio in lontananza.
Adesso ho un compagno, non vive vicino a me e non so ancora se questo sia un bene o un male... la strada, come in tutte le relazioni, è in salita, e per me è pure parecchio ripida e cosparsa di buche... sono un disastro. Sicuramente siamo caratterialmente molto diversi, ma non riesco ad aprirmi come vorrei e soprattutto a "comunicarmi" comprensibilmente per lui... con risultati non molto gradevoli il più delle volte....
Avevo scelto di restare sola, ma forse in parte nelle mie anomalie lo sono tutt'ora.... eppure continuerò a tentare ancora un po' di far davvero funzionare le cose, credo ne valga la pena.
Intanto almeno ho dei nomi per i miei demoni, anche se non aiuta realmente ad affrontarli meglio.
In quei momenti sono sola con me stessa e solo così può essere.
Riuscire realmente ad accogliermi sarebbe il primo vero passo verso un qualcosa che potrebbe almeno vagamente somigliare allo star bene. Ma la verità è che d'istinto continuo a combattere, a combattermi, con il solo risultato che mi sfianco, mi esaurisco senza poi saper come recuperare il minimo indispensabile per affrontare tutto quel che c'è là fuori.
Probabilmente è già una vittoria il riuscire a "vedermi" e il riconoscere i miei limiti...ma ogni volta è un pugno nello stomaco, ogni volta che vedo un particolare in più è un altro pezzettino del mio (ex) Mondo che si sgretola.
Ho scoperto che non sono sola là fuori, che altri "soffrono" come me...eppure trovo ancora difficile cercarli realmente per confrontarmi...al momento non riesco a "reggere", ho bisogno di silenzio, di non dover per forza stare in Ascolto, di essere Ascoltata ma non per forza di parlare.... e tutto sembra troppo complicato per me figuriamoci per chi mi circonda.... infatti il mio Orso non sa come comportarsi, esulo da tutti i suoi schemi credo, lui che per semplicità vive tutto in una sorta di schema trovando così semplici risposte razionali ad ogni (apparente) semplice problema, razionale o non... e questo è il problema: io non sono semplice, non sono schematizzabile (o meglio...nella mia follia si lo sono) e non sono semplificabile.... così lo inibisco, lo blocco in qualche modo. Eppure sembra non mollarmi, e non riesco a capire il perchè....
Ormai di vitale mi sembra mi sia rimasto ben poco, di quel miele che dicevano attirava così tanto gli orsi onestamente non vedo ormai molte tracce.
Persino la malattia di suo padre sembra già esser schematizzata e inserita in un suo posto nello schedario della Razionalità.
Spesso sento il richiamo a scrivere e ancor più spesso lo ricaccio via per pigrizia, o forse più per paura, perchè scrivendo è un po' come parlare con il mio Specchio: vedo anche ciò che non vorrei vedere, e vederlo scritto fa un effetto ancor più diverso dal sentirlo pronunciare.
A dire il vero anche i primi paragrafi di questo post sono stati scritti già da un po'... credo sia passato almeno un mese o due e infatti nel frattempo altro è cambiato e molto altro si è accumulato nella mia Bolla tanto da portarmi quasi ad un nuovo scoppio....così mi sono un po' rintanata in me stessa, cercando di recuperare almeno il minimo equilibrio indispensabile per andare avanti decentemente.
Devo svuotare completamente quello che è stato il mio Lab: primo trasloco.
Svuotare il garage e sistemare casa per poterci portare le cose del lab: secondo trasloco.
Sistemare e organizzare Casa per poterci portare le cose da casa e parte di tutto ciò che mi serve per lavorare: terzo trasloco.
(casa è questa a Firenze, Casa è quella dell'Orso dove in teoria dovrei andar a stare con lui...)
Non ho mai fatto un vero trasloco in tutta la mia vita. E questi sono tre, ognuno dei quali per me ha un profondo significato. E dovrei farli nel più breve tempo possibile dato che devo lasciar libero l'ex Lab e riorganizzarmi in qualche modo il lavoro...
A scriverle mi sembra quasi da una parte che siano solo parole, niente di complicato o difficile da fare, dall'altra di non riuscire a mettere nelle parole il giusto peso emotivo che questi "traslochi" realmente hanno per me.
Nessun commento:
Posta un commento