mercoledì 10 luglio 2019

10 luglio 2019: 6 anni dopo

Sei anni fa il mio "nuovo" mondo stava per cambiare ulteriormente, e stavolta per sempre.

Oggi sono qui, di nuovo a scrivere, ad usare questo piccolo spazio virtuale apparentemente pubblico, in realtà così minuscolo nell'immensità della rete, da essere un piccolo porto sicuro dove attraccare ogni volta che riesco ad uscire un attimo dalla tempesta e a mettere in ordine almeno un paio di pensieri per non esserne sommersa.
Ultimamente mi sento spesso chiedere come sto da chi, anche solo per una frazione di secondo, riesce a percepire il mondo che ho dentro, vedendo oltre il velo di apparenza.
Sto MEGLIO.
Ciò che ho adesso a molti sembra troppo poco tanto da doversi accontentare, troppo poco per potersi ritenere soddisfatti o almeno un minimo sereni.
La semplice verità è che ormai per me non conta ciò che posso avere o non avere di materiale, per me conta svegliarmi la mattina e riuscire ad aprire gli occhi serenamente, magari sorridendo, senza che tutti problemi, le difficoltà, le cose da fare mi assalgano e mi trascinino con loro in una corsa sfrenata per riuscire a far tutto, risolvere tutto, essere "abbastanza" per qualcuno o all'altezza di ciò che dovrò fare.
La mia vittoria è ritornare ad essere me stessa con i miei tempi e le mie modalità, dato che non sono più la persona di sei anni fa, ma nemmeno quella di cinque o quattro. La mia ultima epifania è iniziata il primo agosto di 3 anni fa e non è ancora finita, perché il cambiamento, l'evoluzione, sono Vita. Quella Vita che ho dovuto lasciare andare, che ho in parte perso, ma che inevitabilmente e inesorabilmente pulsa nelle mie vene e fa battere il mio cuore, ch'io lo voglia o meno.
Sto facendo piccoli passi, sicuramente il mio non è un andante veloce in questo rialzarmi, ma in compenso mi godo il Viaggio, che tanto alla fine è solo questo che conta.
Mi mancano alcune cose, e mi mancano molto, ma ho anche imparato che per trovare un equilibrio almeno con me stessa devo imparare a scindere la realtà da quella che ho sempre chiamato "utopia", riconoscere ciò che posso realisticamente raggiungere e cosa no, fare quindi dei compromessi con me stessa, saper scegliere ascoltandomi senza poi torturarmi con "ma" e "se"; lasciare che le cose fluiscano e poi lasciarmele scorrere dietro nel momento in cui ormai sono passate.
Quindi si: non sto ancora bene, ma sto meglio e il senso di serenità che vivo in molte delle mie giornate mi ripaga di tutto quello che non ho.
Dopo una vita a cercar d'imparare come vivere l'attimo, scopro che bastava aver la forza ed il coraggio di lasciar scorrere le mie emozioni, i pensieri, accogliere le mie luci ma soprattutto le mie ombre, amarmi semplicemente per quello che sono e ancor di più nella mia umana imperfezione.
Continuo a vedere anche ciò che non vorrei e mi ritraggo per difendermi, perché per lo più non sono ancora pronta ad affrontare ulteriori sconvolgimenti di vita, non dopo la fatica fatta per arrivare sino qui con le mie gambe traballanti.
Mi fido delle mie sensazioni, delle emozioni. ho imparato a identificare il senso di disagio che mi dice quando non sono dove dovrei essere, o non faccio ciò che fa bene a me.
Ho imparato a perdonarmi.
Le debolezze, i desideri, le paure....
Anche adesso ho paura, molta paura.....

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