Devo ripartire...non so nè come nè da dove, so solo che devo farlo, me lo chiede il mio corpo (che ormai non riconosco più nè sento più mio, e sta soffrendo) e me lo chiede il mio cuore, la mia testa.....la mia anima sempre più frammentata. Rimboccarsi le maniche e salire, rimboccarsi le maniche ed affrontare ogni nuovo colpo a testa alta, mantenendo il giusto (apparente) distacco.
Niente è facile, mai.
Ancora un'estate d'inferno, ancora un'estate a fare i conti con me stessa e col futuro, sì, ma anche e continuamente col passato. Gli sbagli non si cancellano nè si dimenticano, ogni scelta perde di significato e di valore, tutto dentro un calderone di emozioni, sensazioni, piccole gioie e decisamente troppi dolori, illusioni (troppe), speranze...e quello stupido "andrà tutto bene, vedrai, prima o poi finirà" che dici a te stesso sperando di convincertene, come un mantra ripetuto nei momenti di maggior debolezza, un mantra che assomiglia tanto alle notti passate pregando in attesa di qualcosa che poi non arriverà. Solo l'apparente serenità del cuore, l'apparente calma che segue l'accettazione, perchè a volte puoi solo accettare, giorno per giorno, ciò che verrà, affrontandolo senza troppe pretese da te stesso.
Fredda, cinica, distaccata, questo sto velocemente diventando o forse tornando ad essere; parti di me che cercano nuovamente di prendere il sopravvento, per sopravvivere... ci convivo, ho imparato ad accettarle ed entro i limiti del possibile, ad amarle, sono io, sono comunque e sempre io. Col tempo forse imparerò a gestirle meglio, a dosarle in modo da non far male nè a me stessa nè a chi mi sta intorno, con l'unica condizione di non avvicinare mai realmente nessuno. Il nero che ho dentro solo io sono in grado di accettarlo, non di amarlo e forse nemmeno di perdonarlo, ma capirlo si.
Non vedrò più il mio riflesso negli occhi di qualcuno.
E questo vuol dire proteggere me stessa o proteggere gli altri?
Non lo so, ma credo che il confine sia realmente sottile, tanto sottile da essere spesso inscindibile e facilmente confondibile.
Ho ancora un lungo, lungo lavoro da fare su me stessa e francamente non so dove ne troverò le forze; questo bagno dir ealtà così totale e improvviso mi ha fatto "scattare" qualcosa di apparentemente invisibile che solo io e il mio specchio vediamo: io lo intuisco, lei forse lo vede chiaramente ma non può dirmelo, devo arrivarci da sola ed in questo momento la solitudine è l'unica cosa che davvero temo di più.
Devo ripartire......

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