Son passati tanti mesi e siamo già in un nuovo anno....
Di cose ne son cambiate fin troppe; esternamente di sicuro...dentro di me non lo so.... So che ho più consapevolezza di cosa sono... il CHI sono sembra ancora un miraggio in lontananza.
Adesso ho un compagno, non vive vicino a me e non so ancora se questo sia un bene o un male... la strada, come in tutte le relazioni, è in salita, e per me è pure parecchio ripida e cosparsa di buche... sono un disastro. Sicuramente siamo caratterialmente molto diversi, ma non riesco ad aprirmi come vorrei e soprattutto a "comunicarmi" comprensibilmente per lui... con risultati non molto gradevoli il più delle volte....
Avevo scelto di restare sola, ma forse in parte nelle mie anomalie lo sono tutt'ora.... eppure continuerò a tentare ancora un po' di far davvero funzionare le cose, credo ne valga la pena.
Intanto almeno ho dei nomi per i miei demoni, anche se non aiuta realmente ad affrontarli meglio.
In quei momenti sono sola con me stessa e solo così può essere.
Riuscire realmente ad accogliermi sarebbe il primo vero passo verso un qualcosa che potrebbe almeno vagamente somigliare allo star bene. Ma la verità è che d'istinto continuo a combattere, a combattermi, con il solo risultato che mi sfianco, mi esaurisco senza poi saper come recuperare il minimo indispensabile per affrontare tutto quel che c'è là fuori.
Probabilmente è già una vittoria il riuscire a "vedermi" e il riconoscere i miei limiti...ma ogni volta è un pugno nello stomaco, ogni volta che vedo un particolare in più è un altro pezzettino del mio (ex) Mondo che si sgretola.
Ho scoperto che non sono sola là fuori, che altri "soffrono" come me...eppure trovo ancora difficile cercarli realmente per confrontarmi...al momento non riesco a "reggere", ho bisogno di silenzio, di non dover per forza stare in Ascolto, di essere Ascoltata ma non per forza di parlare.... e tutto sembra troppo complicato per me figuriamoci per chi mi circonda.... infatti il mio Orso non sa come comportarsi, esulo da tutti i suoi schemi credo, lui che per semplicità vive tutto in una sorta di schema trovando così semplici risposte razionali ad ogni (apparente) semplice problema, razionale o non... e questo è il problema: io non sono semplice, non sono schematizzabile (o meglio...nella mia follia si lo sono) e non sono semplificabile.... così lo inibisco, lo blocco in qualche modo. Eppure sembra non mollarmi, e non riesco a capire il perchè....
Ormai di vitale mi sembra mi sia rimasto ben poco, di quel miele che dicevano attirava così tanto gli orsi onestamente non vedo ormai molte tracce.
Persino la malattia di suo padre sembra già esser schematizzata e inserita in un suo posto nello schedario della Razionalità.
Spesso sento il richiamo a scrivere e ancor più spesso lo ricaccio via per pigrizia, o forse più per paura, perchè scrivendo è un po' come parlare con il mio Specchio: vedo anche ciò che non vorrei vedere, e vederlo scritto fa un effetto ancor più diverso dal sentirlo pronunciare.
A dire il vero anche i primi paragrafi di questo post sono stati scritti già da un po'... credo sia passato almeno un mese o due e infatti nel frattempo altro è cambiato e molto altro si è accumulato nella mia Bolla tanto da portarmi quasi ad un nuovo scoppio....così mi sono un po' rintanata in me stessa, cercando di recuperare almeno il minimo equilibrio indispensabile per andare avanti decentemente.
Devo svuotare completamente quello che è stato il mio Lab: primo trasloco.
Svuotare il garage e sistemare casa per poterci portare le cose del lab: secondo trasloco.
Sistemare e organizzare Casa per poterci portare le cose da casa e parte di tutto ciò che mi serve per lavorare: terzo trasloco.
(casa è questa a Firenze, Casa è quella dell'Orso dove in teoria dovrei andar a stare con lui...)
Non ho mai fatto un vero trasloco in tutta la mia vita. E questi sono tre, ognuno dei quali per me ha un profondo significato. E dovrei farli nel più breve tempo possibile dato che devo lasciar libero l'ex Lab e riorganizzarmi in qualche modo il lavoro...
A scriverle mi sembra quasi da una parte che siano solo parole, niente di complicato o difficile da fare, dall'altra di non riuscire a mettere nelle parole il giusto peso emotivo che questi "traslochi" realmente hanno per me.
martedì 29 marzo 2016
domenica 19 aprile 2015
Eh vabè....
Di fronte ad una pagina bianca improvvisamente tutte le parole che volevano uscire sembrano aver paura e scappano....
Oggi voglio dar la colpa del mio umore meteopatico al ciclo e al mal di stomaco....anche se è più probabile il contrario...ghghghgh
Ultimamente avverto forti i cambiamenti, hanno un eco che non mi aspettavo e mi danno a tratti inquietudine e paura perché so che anche quelli piccoli sono e saranno molto importanti.
Ho paura, ne ho tanta....proporzionale alla certezza che DEVO cambiare e DEVO decidere. I "cosa" sono tanti, forse troppi, ma da una parte dovrò iniziare e lo devo fare da me stessa.
Ho cambiato e sto cercando di cambiare il mio carattere là dove dipende da me, per molte cose sono stata cambiata dalla vita e dalle esperienze più o meno scelte e subite.
E mi rendo conto che sto cambiando anche là dove non lo avrei mai creduto possibile: nei sogni e nell'amore.
I miei sogni si stanno spengendo e non trovo in me la capacità di riaccenderli o di trovarne di nuovi.
La mia capacità di affidarmi all'amore ormai è praticamente inesistente....ho perso la fiducia in ciò che provo e in un certo senso sto diventando anaffettiva.
Mi sento di nuovo sospesa e ospite nelle vite di chi mi cammina accanto senza mai trovare un posto in cui sostare, un abbraccio da poter chiamare "casa"...e mi manca quell'unico abbraccio in cui ero davvero a Casa benchè non fosse accettato dal mondo intorno a noi.
Mi manca quella sensazione di essere al sicuro, di potermi addormentare e finalmente riposare tranquilla perché lui era presente anche se non poteva essere sempre accanto a me. La percezione tangibile di una presenza presente anche là dove non avrebbe dovuto/potuto essere.
Ho avuto qualcosa di prezioso che continuerà a scaldarmi il cuore anche nella scelta di restare sola.
L'amore fa troppo male ed io sono stanca di soffrirlo su me stessa.
Ho "giocato" e mi sono rimessa in discussione nel momento sbagliato, ma ho scelto di farlo perché il momento giusto non esiste.
Adesso devo riuscire a scegliere finalmente me e vuol dire lasciar fuori tutto ciò che è emotivamente destabilizzante per il mio cuore. Alcune cose non potrò tenerle fuori, ma dove ho possibilità di scelta (per quanto i sentimenti siano imprevedibili ed ingestibili) ci proverò con tutta me stessa.
Nei giorni che sono stata via ho capito che ormai non importa dove vado, ciò che ho dentro rimane; posso fare tutti i programmi di questo mondo, ma potrà sempre esserci l'imprevisto che me li scombina e non vale la pena arrabbiarsi, meglio esser pronti a cambiare e a trovare strade alternative; e la conferma che "nessun luogo è lontano".
Manterrò per quanto mi sarà possibile il mio sorriso invariato, in fondo persino le lacrime sono più belle con il sorriso =^.^= e smetterò di aspettare tempi migliori: a forza di aspettare si perde tutto il tempo che abbiamo a disposizione e poi è troppo tardi per recuperarlo.
Oggi voglio dar la colpa del mio umore meteopatico al ciclo e al mal di stomaco....anche se è più probabile il contrario...ghghghgh
Ultimamente avverto forti i cambiamenti, hanno un eco che non mi aspettavo e mi danno a tratti inquietudine e paura perché so che anche quelli piccoli sono e saranno molto importanti.
Ho paura, ne ho tanta....proporzionale alla certezza che DEVO cambiare e DEVO decidere. I "cosa" sono tanti, forse troppi, ma da una parte dovrò iniziare e lo devo fare da me stessa.
Ho cambiato e sto cercando di cambiare il mio carattere là dove dipende da me, per molte cose sono stata cambiata dalla vita e dalle esperienze più o meno scelte e subite.
E mi rendo conto che sto cambiando anche là dove non lo avrei mai creduto possibile: nei sogni e nell'amore.
I miei sogni si stanno spengendo e non trovo in me la capacità di riaccenderli o di trovarne di nuovi.
La mia capacità di affidarmi all'amore ormai è praticamente inesistente....ho perso la fiducia in ciò che provo e in un certo senso sto diventando anaffettiva.
Mi sento di nuovo sospesa e ospite nelle vite di chi mi cammina accanto senza mai trovare un posto in cui sostare, un abbraccio da poter chiamare "casa"...e mi manca quell'unico abbraccio in cui ero davvero a Casa benchè non fosse accettato dal mondo intorno a noi.
Mi manca quella sensazione di essere al sicuro, di potermi addormentare e finalmente riposare tranquilla perché lui era presente anche se non poteva essere sempre accanto a me. La percezione tangibile di una presenza presente anche là dove non avrebbe dovuto/potuto essere.
Ho avuto qualcosa di prezioso che continuerà a scaldarmi il cuore anche nella scelta di restare sola.
L'amore fa troppo male ed io sono stanca di soffrirlo su me stessa.
Ho "giocato" e mi sono rimessa in discussione nel momento sbagliato, ma ho scelto di farlo perché il momento giusto non esiste.
Adesso devo riuscire a scegliere finalmente me e vuol dire lasciar fuori tutto ciò che è emotivamente destabilizzante per il mio cuore. Alcune cose non potrò tenerle fuori, ma dove ho possibilità di scelta (per quanto i sentimenti siano imprevedibili ed ingestibili) ci proverò con tutta me stessa.
Nei giorni che sono stata via ho capito che ormai non importa dove vado, ciò che ho dentro rimane; posso fare tutti i programmi di questo mondo, ma potrà sempre esserci l'imprevisto che me li scombina e non vale la pena arrabbiarsi, meglio esser pronti a cambiare e a trovare strade alternative; e la conferma che "nessun luogo è lontano".
Manterrò per quanto mi sarà possibile il mio sorriso invariato, in fondo persino le lacrime sono più belle con il sorriso =^.^= e smetterò di aspettare tempi migliori: a forza di aspettare si perde tutto il tempo che abbiamo a disposizione e poi è troppo tardi per recuperarlo.
giovedì 26 marzo 2015
Attimi
Cinque giorni di emozioni, cinque giorni vissuti viaggiando e improvvisando, dalla toscana all'emiliaromagna alla toscana all'umbria in un unico fluire di scelte inaspettate.
Fine settimana all'insegna dell'improvvisazione: modella di facepainting in fiera, vagabonda per le strade di una Bologna nottambula, ospite nel letto dell'amicizia, il "rientro in società" dopo tanti anni..
Giornate stancanti, di kilometri fatti a piedi, di abbigliamento inusuale, di compagnie cariche di ricordi ed emozioni e della consapevolezza che oggi è tutto cambiato.
Giocare mettendo in gioco la parte più nascosta del mio io e ritrovarsi totalmente trasportati fuori tempo, lontana da pensieri e assenze che normalmente mi ingombrano la mente facendola dolére.
Un angolo di paradiso inaspettato, condiviso con chi ha tanto condiviso di me in questi anni di vita ormai passata e lontana.
Le immagini si accavallano nella mia mente, istantanee di attimi indelebili per la loro bellezza ed intensità, il suono delle risate.
Rientrare nella mia quotidianità per poi rimettersi subito in viaggio e venir catapultati in una realtà diversa e diametralmente opposta ai giorni appena passati.
Un viaggio fisico sulle strade della mia vita, ed interiore passando attraverso quelle parti di me apparentemente incompatibili ed incongruenti tra loro.
E da qui ancora ripartire, in un susseguirsi continuo di paure... perché alla fine sta ancora tutto lì: ho paura.
Fine settimana all'insegna dell'improvvisazione: modella di facepainting in fiera, vagabonda per le strade di una Bologna nottambula, ospite nel letto dell'amicizia, il "rientro in società" dopo tanti anni..
Giornate stancanti, di kilometri fatti a piedi, di abbigliamento inusuale, di compagnie cariche di ricordi ed emozioni e della consapevolezza che oggi è tutto cambiato.
Giocare mettendo in gioco la parte più nascosta del mio io e ritrovarsi totalmente trasportati fuori tempo, lontana da pensieri e assenze che normalmente mi ingombrano la mente facendola dolére.
Un angolo di paradiso inaspettato, condiviso con chi ha tanto condiviso di me in questi anni di vita ormai passata e lontana.
Le immagini si accavallano nella mia mente, istantanee di attimi indelebili per la loro bellezza ed intensità, il suono delle risate.
Rientrare nella mia quotidianità per poi rimettersi subito in viaggio e venir catapultati in una realtà diversa e diametralmente opposta ai giorni appena passati.
Un viaggio fisico sulle strade della mia vita, ed interiore passando attraverso quelle parti di me apparentemente incompatibili ed incongruenti tra loro.
E da qui ancora ripartire, in un susseguirsi continuo di paure... perché alla fine sta ancora tutto lì: ho paura.
Eppure ieri c'è stato un attimo, mentre guidavo e cantavo con la musica a palla, in cui ero davvero felice.
giovedì 19 marzo 2015
sospesa...
Stamani ho bisogno di scaricare un po' di pensieri.
Periodo strano, caotico, sicuramente di grandi cambiamenti a 360°, tanto da far girare la testa...
Sto cambiando il mio corpo, il mio aspetto esteriore...sto cambiando "dentro" per arrivar a diventare ciò che potrei essere, e questo è sicuramente il cammino più faticoso e scombussolante, a volte non privo di dolore anche se di soddisfazione.
Rivedo le relazioni con gli altri sotto punti di vista diversi, cerco di crearne di nuove mettendo basi corrette ma mi rendo conto che è davvero difficile, siamo ormai troppo disabituati alle relazioni umane "vere", sempre troppo presi dal correre del tram tram quotidiano senza renderci conto che il tempo ci sfugge tra le dita e non tornerà più indietro. E forse è questo a rendermi inquieta: sento il tempo scivolarmi dalle dita e l'impossibilità di passarlo con le persone che vorrei. Il mio modo di percepire il tempo e le cose è inevitabilmente cambiato, e questo non me le semplifica....
Oggi è uno di quei giorni in cui vorrei potermi fermare, semplicemente sedermi in terra in un angolino e fermare tutto, il cuore, i pensieri, il tempo....
Periodo strano, caotico, sicuramente di grandi cambiamenti a 360°, tanto da far girare la testa...
Sto cambiando il mio corpo, il mio aspetto esteriore...sto cambiando "dentro" per arrivar a diventare ciò che potrei essere, e questo è sicuramente il cammino più faticoso e scombussolante, a volte non privo di dolore anche se di soddisfazione.
Rivedo le relazioni con gli altri sotto punti di vista diversi, cerco di crearne di nuove mettendo basi corrette ma mi rendo conto che è davvero difficile, siamo ormai troppo disabituati alle relazioni umane "vere", sempre troppo presi dal correre del tram tram quotidiano senza renderci conto che il tempo ci sfugge tra le dita e non tornerà più indietro. E forse è questo a rendermi inquieta: sento il tempo scivolarmi dalle dita e l'impossibilità di passarlo con le persone che vorrei. Il mio modo di percepire il tempo e le cose è inevitabilmente cambiato, e questo non me le semplifica....
Oggi è uno di quei giorni in cui vorrei potermi fermare, semplicemente sedermi in terra in un angolino e fermare tutto, il cuore, i pensieri, il tempo....
venerdì 13 marzo 2015
Fragole e cioccolato
Che sarebbe stato un anno di cambiamento lo sapevo, ma forse non immaginavo realmente quanto.
Tutto sta ancora cambiando.
Io ho finito il mio primo ciclo e mi trovo di nuovo al punto in cui tutto (per me) è iniziato; non ho più filtri, barriere, corazze...in sei anni sono riuscita a ripulirmi da anni e anni di melma ma adesso mi ritrovo nuda vestita di cicatrici e della mia sola pelle che nemmeno davvero conosco. Tutto ciò in cui ho sempre creduto era una chimera, tutto ciò che credevo di avere non l'ho mai avuto e ciò che invece avevo l'ho perso e posso solo ringraziare Dio di averlo avuto e di esser stata in grado di comprenderlo ed apprezzarlo (mio padre e mio nipote in primis).
Dieci giorni di febbre alta ed altro mi hanno finita di "ripulire" lasciandomi vuota e confusa, sola con i miei pensieri.
Di preciso non so cosa sono, conosco i miei limiti in entrambi i miei aspetti, conosco abbastanza le mie luci e sicuramente molto bene le mie ombre, tanto da averne paura e al contempo da sapere che solo diventando UNA persona potrò servire a qualcosa.
E di nuovo la spinta a tutto questo è la mia famiglia e l'amore maledettamente incondizionato che provo per loro, anche se è ciò che più mi distrugge da sempre.
Io sto consumando le ultime risorse e devo "rinascere" o non sarò in grado di esserci quando loro avranno bisogno di me (ed ho il terrore possa succedere molto, troppo presto...), il collante di tutto se n'è andato e sarà stupido, ma gli ho promesso che mi sarei presa cura di loro e lui lo sapeva. Si fidava di me tanto da mostrarmi la sua debolezza, tanto da affidarsi a me, tanto da dirmi addio....ed io NON posso deluderlo, fosse solo per il suo stesso orgoglio e testardaggine che scorre nelle mie vene.
Ma per questo devo staccare, prendere il tempo necessario per trovare le mie armi, imparare ad usarle ed affilarle in modo da averle pronte.
Probabilmente sarò sola anche in questa "battaglia", ma in fondo anche la solitudine non potrebbe essere solo un'illusione?
Non ci credo ma me ne convincerò, riuscirò a raccontarmi qualcosa di convincente e a crederci pur di riuscire a rialzarmi e ad arrivare dove devo.
Posso solo affidarmi a chi fino ad oggi mi ha guidato, che sia reale o solo un'idea della mia mente poco importa, ho bisogno di crederci e Lui è con me sin da quando son stata concepita.
Domani inizio questo nuovo percorso all'interno di questo cammino e non credo sia un caso che lo inizi proprio sentendo parlare d'Amore.
Ancora una volta non so chi saranno i miei compagni di viaggio.. a qualcuno ho chiesto di camminare con me e non ho mai ricevuto risposta, altri credo lo faranno senza nemmeno bisogno di chiederlo, poi chissà.... qualcuno per la strada sicuramente incontrerò, anche troppa gente per la mia asocialità del momento.
Vorrei dei sogni, dei progetti per un futuro, un futuro....ma a quanto pare non mi è ancora dato poterli avere o realizzare, devo ancora finire la mia gavetta (e lo so che non finirà mai, devo essere troppo divertente persino per Lui da prendere in giro e da farmi i dispetti...).
Il mio punto debole in assoluto è il mio cuore ed è anche l'unica arma vera che ho.
Imparerò ad usarla?
Devo.
Inciamperò e mi farò ancora male?
Sicuro.
E nonostante questo ci riporoverò ancora?
Ovvio.
Urlerò, piangerò, stringerò i denti dalla rabbia, mi leccherò le nuove ferite, dirrò che non lo farò mai più! ma poi ancora sarò lì, piena di cicatrici e di sempre maggiori paure, ma pronta a buttarmi nella mischia per qualcosa o qualcuno a cui magari di me nemmeno importerà niente.
E mi sentirò ancora sbagliata, non capirò la mia diversità e la maledirò, così come la ringrazierò perché non sopporterei di essere come la massa, anche se questo vuol dire udire ogni minimo rumore, anche quello non fatto....
Mi sentirò dispersa e alla deriva proprio come adesso.
E quando finalmente tutto questo, ma proprio TUTTO, sarà finito, mi siederò su un prato e mi gusterò una bella ciotola di fragole con panna e mousse al cioccolato.
Fanculo la dieta.
Tanto sarò morta =^.^=
Tutto sta ancora cambiando.
Io ho finito il mio primo ciclo e mi trovo di nuovo al punto in cui tutto (per me) è iniziato; non ho più filtri, barriere, corazze...in sei anni sono riuscita a ripulirmi da anni e anni di melma ma adesso mi ritrovo nuda vestita di cicatrici e della mia sola pelle che nemmeno davvero conosco. Tutto ciò in cui ho sempre creduto era una chimera, tutto ciò che credevo di avere non l'ho mai avuto e ciò che invece avevo l'ho perso e posso solo ringraziare Dio di averlo avuto e di esser stata in grado di comprenderlo ed apprezzarlo (mio padre e mio nipote in primis).
Dieci giorni di febbre alta ed altro mi hanno finita di "ripulire" lasciandomi vuota e confusa, sola con i miei pensieri.
Di preciso non so cosa sono, conosco i miei limiti in entrambi i miei aspetti, conosco abbastanza le mie luci e sicuramente molto bene le mie ombre, tanto da averne paura e al contempo da sapere che solo diventando UNA persona potrò servire a qualcosa.
E di nuovo la spinta a tutto questo è la mia famiglia e l'amore maledettamente incondizionato che provo per loro, anche se è ciò che più mi distrugge da sempre.
Io sto consumando le ultime risorse e devo "rinascere" o non sarò in grado di esserci quando loro avranno bisogno di me (ed ho il terrore possa succedere molto, troppo presto...), il collante di tutto se n'è andato e sarà stupido, ma gli ho promesso che mi sarei presa cura di loro e lui lo sapeva. Si fidava di me tanto da mostrarmi la sua debolezza, tanto da affidarsi a me, tanto da dirmi addio....ed io NON posso deluderlo, fosse solo per il suo stesso orgoglio e testardaggine che scorre nelle mie vene.
Ma per questo devo staccare, prendere il tempo necessario per trovare le mie armi, imparare ad usarle ed affilarle in modo da averle pronte.
Probabilmente sarò sola anche in questa "battaglia", ma in fondo anche la solitudine non potrebbe essere solo un'illusione?
Non ci credo ma me ne convincerò, riuscirò a raccontarmi qualcosa di convincente e a crederci pur di riuscire a rialzarmi e ad arrivare dove devo.
Posso solo affidarmi a chi fino ad oggi mi ha guidato, che sia reale o solo un'idea della mia mente poco importa, ho bisogno di crederci e Lui è con me sin da quando son stata concepita.
Domani inizio questo nuovo percorso all'interno di questo cammino e non credo sia un caso che lo inizi proprio sentendo parlare d'Amore.
Ancora una volta non so chi saranno i miei compagni di viaggio.. a qualcuno ho chiesto di camminare con me e non ho mai ricevuto risposta, altri credo lo faranno senza nemmeno bisogno di chiederlo, poi chissà.... qualcuno per la strada sicuramente incontrerò, anche troppa gente per la mia asocialità del momento.
Vorrei dei sogni, dei progetti per un futuro, un futuro....ma a quanto pare non mi è ancora dato poterli avere o realizzare, devo ancora finire la mia gavetta (e lo so che non finirà mai, devo essere troppo divertente persino per Lui da prendere in giro e da farmi i dispetti...).
Il mio punto debole in assoluto è il mio cuore ed è anche l'unica arma vera che ho.
Imparerò ad usarla?
Devo.
Inciamperò e mi farò ancora male?
Sicuro.
E nonostante questo ci riporoverò ancora?
Ovvio.
Urlerò, piangerò, stringerò i denti dalla rabbia, mi leccherò le nuove ferite, dirrò che non lo farò mai più! ma poi ancora sarò lì, piena di cicatrici e di sempre maggiori paure, ma pronta a buttarmi nella mischia per qualcosa o qualcuno a cui magari di me nemmeno importerà niente.
E mi sentirò ancora sbagliata, non capirò la mia diversità e la maledirò, così come la ringrazierò perché non sopporterei di essere come la massa, anche se questo vuol dire udire ogni minimo rumore, anche quello non fatto....
Mi sentirò dispersa e alla deriva proprio come adesso.
E quando finalmente tutto questo, ma proprio TUTTO, sarà finito, mi siederò su un prato e mi gusterò una bella ciotola di fragole con panna e mousse al cioccolato.
Fanculo la dieta.
Tanto sarò morta =^.^=
mercoledì 11 marzo 2015
Oggi è così
Sono buffe a volte le sensazioni che ci dà l'istinto rispetto alle persone: ti capita d'incontrare qualcuno che hai l'impressione di conoscere da sempre, così come qualcuno che realmente conosci hai la sensazione di non saper proprio chi sia....
Oggi è così.
Oggi ho la sensazione che sia tangibilmente cambiato qualcosa, la mia sis mi prende in giro per questo, ma io mi fido del mio istinto, di quello profondo.
Ieri sera è stato come se un pezzo di ghiaccio si fosse sciolto ed esploso in petto...ho sentito un freddo gelido versarsi dal cuore allo stomaco....e poi ha ricominciato a battere al suo ritmo di danza tribale.
Sarebbe bello se per una volta questo cambiamento portasse a qualcosa di "migliore"...ma la verità è che ho paura sia stato un altro addio anticipato rispetto a quanto il mio cuore avrebbe voluto e sperato....
Oggi ho salutato per l'ultima volta (terrena) la mia prof d'Italiano delle medie, una grande Donna che non per nulla mi era rimasta nel cuore insieme a poche altre; ed oggi mi ha dato l'ultima lezione, ma tra tante sicuramente una di quelle più importanti: una lezione di Vita.
Sul volto del marito e del figlio c'era comunque sia un senso di serenità, come sono certa è stato sul suo volto, trasformato dalla malattia, ma sereno sino all'ultimo e dallo sguardo pieno di ricordi di una vita vissuta a pieno come credo pochi possano realmente dire arrivati a quel traguardo.
E finalmente non è stato un funerale, ma il ricordo di quella vita vissuta e condivisa con lei da tutte (ed erano veramente tante) le persone che le hanno voluto bene e a cui lei ha regalato il suo sorriso.
Almeno questo ricordo ed un saluto glielo devo per come mi ha traghettata in quegli anni caotici e tempestosi, per il suo polso in ogni situazione e al contempo la sua dolcezza che non ti faceva sentire punito, ma educato ed amato.
Questa è la mia Anna nel ricordo di adolescente incasinata, ma che ha lasciato un segno indelebile nella donna che sono e che sto diventando.
Grazie prof!
E so per certo che anche il mio amore non sopito per la scrittura lo devo anche a lei.
Oggi i miei pensieri sembrano relativamente più quieti...non so cosa sia successo dopo il caos dei giorni scorsi a calmarli....ma va bene così, anche se non so quanto realmente durerà.
Per adesso so che anche se non ne ho alcuna motivazione o voglia, devo prendermi cura di me stessa.
La vita, volente o nolente, va comunque avanti ed il mio viaggio sembra per adesso essere ancora piuttosto lungo e non privo di complicazioni.
Oggi è così.
Oggi ho la sensazione che sia tangibilmente cambiato qualcosa, la mia sis mi prende in giro per questo, ma io mi fido del mio istinto, di quello profondo.
Ieri sera è stato come se un pezzo di ghiaccio si fosse sciolto ed esploso in petto...ho sentito un freddo gelido versarsi dal cuore allo stomaco....e poi ha ricominciato a battere al suo ritmo di danza tribale.
Sarebbe bello se per una volta questo cambiamento portasse a qualcosa di "migliore"...ma la verità è che ho paura sia stato un altro addio anticipato rispetto a quanto il mio cuore avrebbe voluto e sperato....
Oggi ho salutato per l'ultima volta (terrena) la mia prof d'Italiano delle medie, una grande Donna che non per nulla mi era rimasta nel cuore insieme a poche altre; ed oggi mi ha dato l'ultima lezione, ma tra tante sicuramente una di quelle più importanti: una lezione di Vita.
Sul volto del marito e del figlio c'era comunque sia un senso di serenità, come sono certa è stato sul suo volto, trasformato dalla malattia, ma sereno sino all'ultimo e dallo sguardo pieno di ricordi di una vita vissuta a pieno come credo pochi possano realmente dire arrivati a quel traguardo.
E finalmente non è stato un funerale, ma il ricordo di quella vita vissuta e condivisa con lei da tutte (ed erano veramente tante) le persone che le hanno voluto bene e a cui lei ha regalato il suo sorriso.
Almeno questo ricordo ed un saluto glielo devo per come mi ha traghettata in quegli anni caotici e tempestosi, per il suo polso in ogni situazione e al contempo la sua dolcezza che non ti faceva sentire punito, ma educato ed amato.
Questa è la mia Anna nel ricordo di adolescente incasinata, ma che ha lasciato un segno indelebile nella donna che sono e che sto diventando.
Grazie prof!
E so per certo che anche il mio amore non sopito per la scrittura lo devo anche a lei.
Oggi i miei pensieri sembrano relativamente più quieti...non so cosa sia successo dopo il caos dei giorni scorsi a calmarli....ma va bene così, anche se non so quanto realmente durerà.
Per adesso so che anche se non ne ho alcuna motivazione o voglia, devo prendermi cura di me stessa.
La vita, volente o nolente, va comunque avanti ed il mio viaggio sembra per adesso essere ancora piuttosto lungo e non privo di complicazioni.
domenica 8 marzo 2015
New RESET
Ho scelto di nuovo un periodo di silenzio per me stessa, un nuovo "reset" ma che stavolta voglio riuscire a far essere realmente fruttuoso.
Sono ancora a casa a litigare con quest'influenza bastarda che mi ha davvero messa ko come non mai, facendomi pensare tanto.
La malattia ti cambia, la malattia quella vera... e dopo niente può più essere come prima.
E anche per me così è stato.
Ripenso spesso al piccolo Armandì, un bimbo di circa 6 anni, minutino, proveniente da Sarayevo e approdato nella mia stessa stanza di ospedale perché aspettava un trapianto di polmone, l'unica cosa che lo avrebbe mantenuto in vita..... Non so come sia andata, non so se anche lui sia ormai da anni un piccolo angelo...in cuor mio voglio credere che cel'abbia fatta e che oggi sia un grande chirurgo con il suo splendido sorriso.... E poi c'era Mattia, 4 anni, un biondino tutto pepe con due occhioni azzurro cielo di una dolcezza infinita... dialisi a vita ogni tot.... eppure niente spengeva quel sorriso fantastico.
Ho passato solo 10 giorni della mia vita con loro, eppure vivono in me ogni giorno.
Mi hanno insegnato a condividere, a sorridere, a guardare il bicchiere mezzo pieno, a mettere da parte l'egoistico "me" per il "noi".
Loro vent'anni fa mi hanno dato la mia prima vera lezione di Vita che mi ha cambiata radicalmente.
Lezione di vita che mi ha portata da sempre a vedere il "malato" semplicemente come l'altro verso cui andare, non come un diverso.
Mi ha insegnato come muovermi in un ospedale senza la reale paura di ciò che puoi avere intorno: a ben pensarci giro per ospedali da quando ho circa 6 anni....per me; ho fatto analisi, esami che qualcuno nemmeno sa che esistono. Mi fa un po' effetto rendermene conto. Eppure questa familiarità mi ha aiutata ogni volta che sono stata catapultata in un diverso reparto con le persone che Amo.
Gli ultimi anni sono sicuramente stati i più difficili anche sotto questo punto di vista....e non credo che il mio legame con gli ospedali sia finito...ma in fondo è lì che si trovano le persone, quelle Vere.
In questa settimana sono stata un tantino shakerata: sogni, desideri, paure, emozioni, dubbi, dolori, ricordi... sensazioni passate ritrovate come se non se ne fossero mai andate e in quelle ritrovare una me che credevo persa o "passata", così come piccole parti che credevo presenti e attuali e mi rendo conto esser solo piccole bolle pronte a scoppiare, effimere, inutili.... da qui la necessità di un nuovo reset per poter separare le cose che veramente contano da quelle inconsistenti e prive di valore effettivo.
Ieri l'ultimo saluto terreno a Ivy...splendida Farfalla di Milano25...testimonianza di forza, di fede e di Amore...
La morte davvero ti restituisce la dimensione delle cose e ti spinge a cercare ancora, perché niente resti privo di significato e venga sprecato, soprattutto la vita.
Non ho certezze in me, solo paure e domande.
Oggi ho capito che sto lasciando andare qualcuno che potrebbe essere per me molto importante...perché ho paura di perderlo.
E che la mia vita fine a se stessa non ha alcun senso .
Due buffi punti da cui partire.
Sono ancora a casa a litigare con quest'influenza bastarda che mi ha davvero messa ko come non mai, facendomi pensare tanto.
La malattia ti cambia, la malattia quella vera... e dopo niente può più essere come prima.
E anche per me così è stato.
Ripenso spesso al piccolo Armandì, un bimbo di circa 6 anni, minutino, proveniente da Sarayevo e approdato nella mia stessa stanza di ospedale perché aspettava un trapianto di polmone, l'unica cosa che lo avrebbe mantenuto in vita..... Non so come sia andata, non so se anche lui sia ormai da anni un piccolo angelo...in cuor mio voglio credere che cel'abbia fatta e che oggi sia un grande chirurgo con il suo splendido sorriso.... E poi c'era Mattia, 4 anni, un biondino tutto pepe con due occhioni azzurro cielo di una dolcezza infinita... dialisi a vita ogni tot.... eppure niente spengeva quel sorriso fantastico.
Ho passato solo 10 giorni della mia vita con loro, eppure vivono in me ogni giorno.
Mi hanno insegnato a condividere, a sorridere, a guardare il bicchiere mezzo pieno, a mettere da parte l'egoistico "me" per il "noi".
Loro vent'anni fa mi hanno dato la mia prima vera lezione di Vita che mi ha cambiata radicalmente.
Lezione di vita che mi ha portata da sempre a vedere il "malato" semplicemente come l'altro verso cui andare, non come un diverso.
Mi ha insegnato come muovermi in un ospedale senza la reale paura di ciò che puoi avere intorno: a ben pensarci giro per ospedali da quando ho circa 6 anni....per me; ho fatto analisi, esami che qualcuno nemmeno sa che esistono. Mi fa un po' effetto rendermene conto. Eppure questa familiarità mi ha aiutata ogni volta che sono stata catapultata in un diverso reparto con le persone che Amo.
Gli ultimi anni sono sicuramente stati i più difficili anche sotto questo punto di vista....e non credo che il mio legame con gli ospedali sia finito...ma in fondo è lì che si trovano le persone, quelle Vere.
In questa settimana sono stata un tantino shakerata: sogni, desideri, paure, emozioni, dubbi, dolori, ricordi... sensazioni passate ritrovate come se non se ne fossero mai andate e in quelle ritrovare una me che credevo persa o "passata", così come piccole parti che credevo presenti e attuali e mi rendo conto esser solo piccole bolle pronte a scoppiare, effimere, inutili.... da qui la necessità di un nuovo reset per poter separare le cose che veramente contano da quelle inconsistenti e prive di valore effettivo.
Ieri l'ultimo saluto terreno a Ivy...splendida Farfalla di Milano25...testimonianza di forza, di fede e di Amore...
La morte davvero ti restituisce la dimensione delle cose e ti spinge a cercare ancora, perché niente resti privo di significato e venga sprecato, soprattutto la vita.
Non ho certezze in me, solo paure e domande.
Oggi ho capito che sto lasciando andare qualcuno che potrebbe essere per me molto importante...perché ho paura di perderlo.
E che la mia vita fine a se stessa non ha alcun senso .
Due buffi punti da cui partire.
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