giovedì 26 luglio 2012

Lentamente

I pensieri scorrono liberi in testa...
Il post Psico è stato più peso del solito...forse perchè più "pese" sono le conclusioni a cui stiamo arrivando e adesso inizia il cammino vero.
Oggi direi che me la sono cavata abbastanza bene.
Ogni tanto si affaccia qualche ricordo...ma non fanno quasi più male, non come prima almeno...mi sto lentamente rendendo conto che non sono "sbagliata", ero semplicemente non capita e probabilmente non corrisposta. Senza contare i vari dubbi del caso: era importante la persona o ciò che rappresentava...? e allo stesso modo, ero importante io o ciò che pensava/voleva ch'io fossi?
["Penso che alcuni amino per imitazione. Non secondo un sentire maturo ma secondo quanto la loro mente si sia abituata a vedere riguardo l'amore. Amore tratto da film, libri, o anche da quanto avviene in famiglia. Ognuno che non abbia maturato un buon senso del proprio essere, della propria sensibilità, finisce per associare all'amore e ai suoi sintomi un determinato vestito, un colore, un odore da cui poi nasce il conflitto tra ciò che ci attrae realmente e la reazione della mente e si finisce per non amare ciò che si ama, ma ciò che crediamo si debba amare e come."  (Fabio Privitera) ]
Tante domande che mi ronzano in testa sono destinate a rimanere senza risposta, per tante altre è ancora troppo presto e pensarci troppo vorrebbe dire solo accavallarele e rischiare di crollare ancora e non voglio, non posso.
Sto lentamente rientrando nelle mie realtà, con tutti i problemi del caso e con questi mesi in più cuciti addosso.
Voglio togliermi di dosso la sgradevole sensazione d'esser stata presa "per caso", infilata nel sogno di "qualcuno" e poi inevitabilmente scartata al primo punto che non coincideva con le caratteristiche richieste, una sorta di "usa e getta" dei sentimenti; il "difetto", in questo caso, è che sono un essere umano.

Voglio "guarire"

"Incredibile come il dolore dell’anima non venga capito.
Il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare."
(Oriana Fallaci)


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