giovedì 18 luglio 2019

Caleidoscopi emotivi

  Caleidoscopio

  /ca·lei·do·scò·pio/

  sostantivo maschile

  1.

  Apparecchio fatto con due o più specchietti disposti ad angolo entro a un tubo, dove si  trovano alla rinfusa piccoli oggetti colorati: le riflessioni multiple formano immagini spesso   simmetriche che mutano in modo imprevedibile e variabilissimo a ogni movimento.

  2.

  FIG.

  Avvicendamento fantasmagorico di luci, colori, immagini, figure, ecc.

  "un c. di costumi multicolori, di parlate diverse"

Ero rimasta qui....avevo appena iniziato a scrivere questo post, ormai più di un mese fa, quando ho saputo che ti eri addormentato per sempre.
Da lì è stato un crescendo (o forse una caduta in un burrone) e non ho più scritto niente..... Troppe emozioni da elaborare, troppo dolore, paure, incertezze, desideri, sogni.....

Adesso sono nella mia "cella", sono venuta a riposare un attimo l'anima nel mio solo punto fisso da cui so di poter ripartire: Cortona.
E ancora una volta torno qui dopo una rottura, anche se parzialmente prevista e tristemente attesa....
Riparto da My, la Myriam single e stanca, perennemente speranzosa che almeno una delle sue utopie possa prima o poi avverarsi.....
Intanto mangio liquirizie mentre ricordo attimi di un'Amicizia interrotta ingiustamente da madama Morte, lascio andare sogni e progetti per una vita che forse non è in realtà mai esistita, e sogno l'ennesima Utopia che mai si realizzerà (ma tanto sono così brava in questo....)

Per una volta scrivere non mi fa paura e il mio inconscio non chiama Morfeo in suo soccorso per indurmi a smettere, ma mi fermo io, perchè alcuni pensieri preferisco tenerli dentro di me che qua fuori ci sono troppi spifferi.......


mercoledì 10 luglio 2019

10 luglio 2019: 6 anni dopo

Sei anni fa il mio "nuovo" mondo stava per cambiare ulteriormente, e stavolta per sempre.

Oggi sono qui, di nuovo a scrivere, ad usare questo piccolo spazio virtuale apparentemente pubblico, in realtà così minuscolo nell'immensità della rete, da essere un piccolo porto sicuro dove attraccare ogni volta che riesco ad uscire un attimo dalla tempesta e a mettere in ordine almeno un paio di pensieri per non esserne sommersa.
Ultimamente mi sento spesso chiedere come sto da chi, anche solo per una frazione di secondo, riesce a percepire il mondo che ho dentro, vedendo oltre il velo di apparenza.
Sto MEGLIO.
Ciò che ho adesso a molti sembra troppo poco tanto da doversi accontentare, troppo poco per potersi ritenere soddisfatti o almeno un minimo sereni.
La semplice verità è che ormai per me non conta ciò che posso avere o non avere di materiale, per me conta svegliarmi la mattina e riuscire ad aprire gli occhi serenamente, magari sorridendo, senza che tutti problemi, le difficoltà, le cose da fare mi assalgano e mi trascinino con loro in una corsa sfrenata per riuscire a far tutto, risolvere tutto, essere "abbastanza" per qualcuno o all'altezza di ciò che dovrò fare.
La mia vittoria è ritornare ad essere me stessa con i miei tempi e le mie modalità, dato che non sono più la persona di sei anni fa, ma nemmeno quella di cinque o quattro. La mia ultima epifania è iniziata il primo agosto di 3 anni fa e non è ancora finita, perché il cambiamento, l'evoluzione, sono Vita. Quella Vita che ho dovuto lasciare andare, che ho in parte perso, ma che inevitabilmente e inesorabilmente pulsa nelle mie vene e fa battere il mio cuore, ch'io lo voglia o meno.
Sto facendo piccoli passi, sicuramente il mio non è un andante veloce in questo rialzarmi, ma in compenso mi godo il Viaggio, che tanto alla fine è solo questo che conta.
Mi mancano alcune cose, e mi mancano molto, ma ho anche imparato che per trovare un equilibrio almeno con me stessa devo imparare a scindere la realtà da quella che ho sempre chiamato "utopia", riconoscere ciò che posso realisticamente raggiungere e cosa no, fare quindi dei compromessi con me stessa, saper scegliere ascoltandomi senza poi torturarmi con "ma" e "se"; lasciare che le cose fluiscano e poi lasciarmele scorrere dietro nel momento in cui ormai sono passate.
Quindi si: non sto ancora bene, ma sto meglio e il senso di serenità che vivo in molte delle mie giornate mi ripaga di tutto quello che non ho.
Dopo una vita a cercar d'imparare come vivere l'attimo, scopro che bastava aver la forza ed il coraggio di lasciar scorrere le mie emozioni, i pensieri, accogliere le mie luci ma soprattutto le mie ombre, amarmi semplicemente per quello che sono e ancor di più nella mia umana imperfezione.
Continuo a vedere anche ciò che non vorrei e mi ritraggo per difendermi, perché per lo più non sono ancora pronta ad affrontare ulteriori sconvolgimenti di vita, non dopo la fatica fatta per arrivare sino qui con le mie gambe traballanti.
Mi fido delle mie sensazioni, delle emozioni. ho imparato a identificare il senso di disagio che mi dice quando non sono dove dovrei essere, o non faccio ciò che fa bene a me.
Ho imparato a perdonarmi.
Le debolezze, i desideri, le paure....
Anche adesso ho paura, molta paura.....

mercoledì 30 gennaio 2019

caos

Questo è l'ultimo post che avevo lasciato in bozza nel marzo 2016

"In questi giorni vivo la mia testa come un fastidioso labirinto di pensieri e non riesco a trovar il bandolo della matassa per uscirne.
In compenso la mia confusione ogni tanto esplode esternamente e fa casino dove proprio non vorrei farne.... come al solito del resto. Solo che sono stanca di questo meccanismo bastardo. Lo conosco e non riesco a incepparlo per interromperlo. E' stancante e snervante........
Forse è davvero colpa del mio difetto di fabbricazione e malfunzionamento...ma una parte di me continua a credere di essere realmente difettosa, di essere sbagliata. E fin'ora nessuno mi ha mai dimostrato il contrario...
Fa uno strano effetto, sento la mia pazzia tangibile nella mia testa ed è quasi allettante la prospettiva di poter cedere alle sue lusinghe, togliere tutte le briglie logiche che la frenano. Ma la pazzia non è per questo mondo....non viene capita nè tantomeno accettata. Siamo esseri malati incapaci di vivere in una società "normale".
Siamo sì, perché anch'io col mio difetto mi sento parte di generazioni rinchiuse in manicomi per essere curati dalla loro stessa natura umana..... colpevoli solo di essere diversi....


Devo trovare da sola come uscire dalla mia testa o come arginarne le crisi. So effettivamente stare da sola senza aver più bisogno di appoggiarmi a qualcuno e questo è un traguardo che mi sono sudata e che non ho intenzione di perdere. Il rischio è che tenda a restar sola  e lo so.... ma forse un giorno qualcuno riuscirà a guardar oltre l'apparenza e ad accogliermi in questo mio esser difettosa.

Voglio molto bene a C, è una sorella per me, ma anche lei ha bisogno di un punto fermo e lo cerca in me, come mia mamma, mia sorella (e in date situazioni anche gli altri), come alcuni amici.... ed io non ho la forza di esserlo perché poi ne esco sempre più debole e in quei momenti esser "soli" non aiuta. Finchè posso do tutto e anche di più ma poi non ho un posto in cui potermi fermare per ricaricarmi. Lo avevo trovato ma non era "sano" x lui e l'ho dovuto lasciar andare....credo sia questo a mandarmi anche così in tilt: rendermi troppo conto di tutto e non aver la possibilità di far molto... sono un essere umano.... vedo me e vedo gli altri.....ma spesso gli altri non riescono a vedermi vedono solo un gran casino o, come ha detto il tuo amico, "un tornado di pensieri" al quale "non riescono a rispondere in maniera organica e logica" mando in crisi le persone logiche e quadrate..... quando a me basterebbe solo un sorriso o un abbraccio ammetto che è bello però quando gli stravolgo la vita e riscoprono emozioni e sensazioni che non credevano di poter provare.... fuori da ogni schema razionale
se ci penso mi viene solo da sorriderne... le emozioni sono vita!"

mercoledì 21 dicembre 2016

Desideri e serenità

Sempre meno giorni al "Natale" e sempre più forte il desiderio di poter vivere un MIO Natale....rinascere ancora una volta riuscendo a lasciar finalmente scivolare tutto il passato, soprattutto quello che ho scoperto avermi ferita talmente in profondità da rendermi incapace di fidarmi di un altro qualsiasi essere umano, compresa me stessa....
Ed è ormai piuttosto evidente che questo 2016 si terrà proprio tutto ciò che avevo.....e fa piuttosto male, male dentro, ma al tempo stesso una strana serenità ormai accoglie queste perdite e mi fa soffrire guardando però avanti.
Vorrei solo sapere con certezza come recidere i fili emotivi che ancora mi tengono legata ad alcune persone. E anche la consapevolezza di questo desiderio, che si fa di giorno in giorno più forte, fa un pò male.

In questi giorni ho ricevuto un dono decisamente inaspettato.
Credo cercherò di concentrarmi su questo e di trarne l'energia necessaria per affrontare quello che sarà un domani pieno di incognite.

Ringrazio, sorrido e, finalmente, vado avanti.

L'Amore resterà comunque radicato in me insieme a coloro che Amo.

lunedì 12 dicembre 2016

In costante salita

Poche settimane a Natale e nemmeno rendersene conto se non per lo scintillio delle luci e delle vetrine.
Ieri ho provato un accenno  di spirito natalizio, ma talmente flebile che sembrava più un ricordo che altro....
Non so se ne sento davvero la mancanza, forse è più nostalgia per ciò che rappresentava per me e che col tempo, con le perdite e con le delusioni, ormai ha quasi perso ogni significato....
Un giorno forse tornerà, forse lo so o forse lo spero e basta.
Lo ammetto: era bello il clima di "calore" che aleggiava in casa, il profumo di noci, miele, arance, mandorle....il desiderio di fare dei doni che in qualche modo comunicassero l'Amore o il pensiero "fatto apposta per te" e non "l'obbligo" del dover ricambiare.
Oggi un vago pensiero di regali mi ha aleggiato in testa per qualche minuto, per un attimo ho persino desiderato farli io come quando ero bambina. Ed è stato buffo pensare che il primo a cui ho pensato era sempre il regalo più difficile da trovare e ormai dall'anno scorso non dovrò più pensarlo....
Parole che mi sembrano confuse come i pensieri e le emozioni di questi giorni.
Sto lasciando veramente tanto in questo 2016 e forse la paura è di doverci lasciare ancora qualcosa che non sono realmente pronta a "perdere"... devo ancora capirlo.
Ritrovare emozioni, sensazioni, ricordi, desideri......non sempre è così positivo e soddisfacente. Per adesso è ancora troppo forte il contrasto tra la forza di queste sensazioni e la realtà delle esperienze vissute in questi anni senza Sero.
Adesso devo solo pensare a stabilizzarla, anche se sembra essere un percorso più lento e complicato di quel che sperassi, in costante salita.
E ancora quest'anno vorrei solo spegnermi e svegliarmi dopo l'epifania.......

domenica 13 novembre 2016

Bentornata Sero

Circa due mesi che scrivo solo nella mia testa, due mesi impegnativi e intensi sotto tutti i punti di vista.
Tutto sta continuando a cambiare (se in meglio o in peggio solo il tempo potrà dirlo...).
È buffo, ho sempre tante parole dentro, ma quello che sto provando in questi giorni trova difficilmente parole per esprimersi.
Sto evolvendo così velocemente che quasi non riesco a star dietro a me stessa e spesso stento a riconoscermi.
Finalmente ho trovato il giusto caricabatterie e la mia energia vitale sta tornando, non che tutto sia rose e fiori eh, ma decisamente si affronta meglio tutto. Mi rendo conto che adesso situazioni anche minime che solo un mesetto fa mi avrebbero mandato in crisi, bhè, mi causano solo un pò di stanchezza ma nessun crollo psicofisico. Finalmente! Credevo non avrei più provato tante sensazioni....mi sto risvegliando sotto tutti i punti di vista e fa un'effetto strano ma piacevole.
E sono orgogliosa di me: non ho mollato, mai, nemmeno quando tutto stava andando irrimediabilmente a rotoli.
Non so cosa della vecchia My rimarrà, cosa della vecchia Vita, ma so che quello che sarà posso in gran parte sceglierlo, o quantomeno provarci. Non sempre si perde perdendo o si vince vincendo..... è una dura lezione che ho ben impressa dentro.
Adesso devo aver ancora pazienza, chè la strada della risalita è ancora lunga e sicuramente maledettamente scoscesa, ripida, e chi più ne ha più ne metta. Ma sto ritrovato il mio nucleo e lo sto ritrovando forte e pulsante come nemmeno io ricordavo.
Aver pazienza non sarà sempre facile....ma tutto sta cambiando ed io non rimarrò certo indietro.

domenica 18 settembre 2016

Il primo treno che passa

Sabato sera.
Alla fine non ho mai avuto una particolar predilezione per le "sere": il venerdì e il sabato per lo più.
Solo una sera come le altre, ma con il bisogno di scrivere, di mettere almeno qualche parola su un foglio virtuale, che forse terró, forse no.

Stasera vorrei essere ovunque tranne che qui, tanto nemmeno riesco a dormire la notte. Dovrei avere più coraggio e uscire, vagabondare, in fondo la notte mi piace, il mondo dorme ed è più silenzioso, c'è più spazio per i pensieri, per notare le piccole cose. La notte tutto sembra diverso, le ombre creano figure fantastiche.

In verità il giorno che fa male è domani.
Perché domani è domenica.
Perché domani è il suo giorno libero.
Perchè domani io sarò qui, a 250km di distanza, e lui a casa, mezzo malato, con la sua vita in cui sta "tranquillo", dopo 20 anni di vita da solo e solo uno "insieme" a me.

Magari è solo un attacco dei "miei", solo una concatenazione di pensieri bastardi dati da una causa fisiologica che per nessuno sembra esistere, tranne che per me, nella mia testa, e per le mie analisi del sague.

Ma non cambia il fatto che io sono qui. Sola. Con storie, pensieri e parole che nemmeno io voglio, ma che in nessun modo riesco a spegnere, nemmeno per qualche ora, nemmeno con qualche goccia o qualche pasticca. Loro restano con me. E sta solo alla mia capacità di analisi riuscire a tenerli al guinzaglio prima che mi portino fuori per "prendere" il primo treno che passa.
Il primo treno che passa.

Qui posso "urlare", tanto nessuno leggerà e, tantomeno, comprenderà.

Fuori piove.
Mi piace il rumore della pioggia.

sabato 10 settembre 2016

Luce pomeridiana

Adoro la luce a quest'ora del pomeriggio, ho il sole praticamente dritto in viso eppure mi dà una serenità unica, come una carezza di Padre.

Sono giorni pensanti pesanti, non sempre avrei voglia di scrivere, ma poter liberare un minimo di pensieri mi aiuta a renderli più chiari e leggibili anche a me stessa.

Ieri ho calcato la mano e l'ho fatto volontariamente....ed almeno parzialmente ho finalmente ottenuto un minimo di sincerità: "Ero deciso sulla "fine" della coppia, ma il tuo aprirti e raccontarmi tutto e più mi ha messo dubbi(...)"; questo il succo del discorso, su quali siano i dubbi preferisco sorvolare, soprattutto per rispetto a me stessa....
Oh si, di parole ne avrei tante da dire, sussurrare, urlare, trattenere......ma credo di essere arrivata la punto che son quasi superflue. Non so più cosa sperare, cosa desiderare. Voglio solo che questo dolore e quest'ennessimo e continuo periodo di merda finiscano. Da qualche parte dovrà pur esserci una crepa da cui filtrerà un pò di luce..... e se non c'è, il tempo di riprendermi, e poi sarò a procurarla, come ogni dannatissima volta.
Solo che stavolta poi non so molto bene da dove ricominciare.....
Avevo il mio incentivo x ripartire, ma è preso dal cercar di districare i suoi dubbi causati dalle mie parole.

Sono confusa.
E stanca, tanto stanca.

Maledetto Amore, un giorno vinceró io e non mi avrai più. Sgrunt!

Ma per adesso lui mi manca....

mercoledì 7 settembre 2016

Mancamento musicale

Mi manca la musica, SIGH!
Eppure ho ancora troppo rumore in testa per riuscire ad ascoltare la mia musica serenamente.
Ascoltarla vorrebbe dire inevitabilmente mettere in moto un turbinio di emozioni e ricordi che al momento non sono in grado di sostenere, ne ho già troppe in cerca di collocazione, e fintanto che non gli avrò trovato un posto posso solo aspettare.
Però è interessante notare come alcune canzoni sopravvivano più di altre nel corso di una vita, credo siano quelle che alla fine andranno a comporre la colonna sonora della propria Vita.
Quelle ho con me fino ad adesso mi piacciono, mi ci riconosco sempre a prescindere dai ricordi e dalle persone che portano con sé.
Poi mi accorgo che invece ho canzoni che ricerco solo in momenti particolari della mia vita: rabbia, dolore e paura per lo più, ma anche bisogno di tranquillità, di carica, e, qualche volta, bisogno di ricordare cose belle della vita, emozioni/sensazioni che a prescindere da tutto non possono cambiare.

Anche in questo periodo ho la mia canzone, è "nuova" però, non arriva dal mio "passato". Credo sia questo a rendere la Musica Vita: in qualche parte del mondo sai che qualcuno, con le sue parole, è riuscito a dar voce a quello che senti e che non riesci ad esprimere; e quelle parole ti calzano a pennello, ti entrano dentro sino a fondersi con gli angoli più bui della tua anima e diventano parte di te, perchè sono te.

"Nessun grado di separazione"

(Francesca Michielin)

È la prima volta che mi capita
Prima mi chiudevo in una scatola
Sempre un po’ distante dalle cose della vita
Perché così profondamente non l’avevo mai sentita
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce
E non sentire più tensione solo vita dentro di me

Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione
Tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Non c’è nessun grado di separazione

Davo meno spazio al cuore e più alla mente
Sempre un passo indietro
E l’anima in allerta
E guardavo il mondo da una porta
Mai completamente aperta
E non da vicino
E no non c’è alcuna esitazione
Finalmente dentro di me

Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione
Tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Nessun grado di separazione
Nessuna divisione
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione
Tra di noi, nessuna esitazione
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce"



martedì 6 settembre 2016

The last one

A volte bastano poche parole per dare un indizio inconfutabile di cosa stiamo facendo, per dire una cosa ben precisa a qualcuno, solo poche parole. Ma poi chi le riceve magari non capisce, perché il suo linguaggio è diverso dal nostro.

Oggi ho visto la Vita che scorre, inesorabile va avanti a prescindere da noi. Se noi restiamo indietro lei semplicemente se ne fotte.
Così ho guardato ed ho visto volti cresciuti, dolori accantonati, no, non superati, perché certi dolori per superarli, una vita non basta. Nuovi amori, nuovi sorrisi.
Una Vita che gira e vibra ad un ritmo spesso difficile da tenere.
Il mio ritmo forse l'ho perso, devo tendere meglio l'orecchio per recuperarlo.
So solo che non è più qui. Qui ormai è cambiato tutto e niente potrà mai tornare come prima, soprattutto dentro me.
Quando qualcosa si incrina lo si può aggiustare, ma non sarà più l'oggetto che era, ormai ha vita nuova.
Fa male crescere, troppe fratture scomposte da sistemare.

Ma per quanto cado e mi fratturo, mi sento più forte di prima, dolorosamente arricchita da ciò che anche a questo giro ho perso.

"The last one", poi cambio.

domenica 4 settembre 2016

A volte ritornano...

Ogni tanto faccio capolino da questa mia finestra virtuale.
Oggi, dopo tanto, torno anche ad "urlare".

Mi sono rintanata in me per mesi, sicuramente troppi, e soprattutto con tutti: ho sbarrato porte e finestre (virtuali e non) del mio IO. Era veramente una vita che non lo facevo, anche se non è stato del tutto volontario.

Sono di nuovo comodamente seduta sul fondo del mio barile, piuttosto simile a quello in cui mi trovavo quando ho aperto questo blog. Il fondo è già abbondantemente grattato ed obbiettivamente stavolta non sono messa così male come allora (ad onor del vero manca solo l'esaurimento nervoso per completare l'opera, ma, ahimè, pare ch'io non sia più nelle condizioni di subirlo..... peccato, era stato una dieta fantastica!), ma sempre seduta sul fondo del mio barile sono.

E sono STANCA. Essenzialmente direi che la definizione più corretta è che sono fisicamente esausta; la testa funziona sin troppo bene! Damn!

E naturalmente si è tutto nuovamente capovolto e stravolto (come se il mio Mondo non fosse stato già abbondantemente sciaguattato come una palla di neve.....):

-lavoro: si riparte da zero! E devo pure ridecidere come......! L'unico strumento valido che avevo per lavorare, e che sapevo usare, le mie mani, sono piuttosto difettose da un pò di mesi ad oggi....e non andranno migliorando. Ringraziamo in coro Miss Cervicale per questo =^.^= (l'autoironia, grazie a Dio, sembra esser rimasta comunque intatta nonostante gli innumerevoli sciaguattamenti)

-famiglia: unica esclamazione possibile..... "SI SALVI CHI PUÒ!!!!!" Ma è la mia e me la tengo, posso solo affrontarla al meglio (e almeno sto imparando a farmi VEDERE , così li subisco vagamente meno....)

-amici: uhm......mi sa che quest'anno bisesto ha datto una bella sforbiciata al "nutrito" mazzetto di Amici (con la A) che avevo....faremo un bilancio a fine anno e chissà...

-salute: AAAAAAAARRRRRGGGGGHHHHHHHHH!!!!!! (ritengo sia sufficiente per il momento.....)

Ed infine..... -ammmmmore: qui mi avvalgo di un "non lo so" come risposta (ogni riferimento a persone e fatti realmente esistenti è impuramente casuale....)

La nota positiva è che in qualche modo sto smaltendo almeno la stanchezza mentale, per quella fisica ci vorrà un bel pò pare, ma infondo.... mica è essenziale esser arzilli e scattanti a 34 anni, no?!? -.-'
(Ed anche il mio lato acido/cinico direi che è decentemente sopravvissuto alla trasferta e allo sciaguattamento. LOL)

E sì, devo ammetterlo: cazzo quanto mi è mancato scrivere così!!!!

Perché è differente scrivere su carta, scrivere per svuotar la testa dai pensieri, scrivere per se stessi, scrivere per/a qualcuno, scrivere messaggi...e scrivere per il puro gusto di scrivere. E questo è.
Devo ricordarmene più spesso =^.^=



martedì 29 marzo 2016

2016

Son passati tanti mesi e siamo già in un nuovo anno....
Di cose ne son cambiate fin troppe; esternamente di sicuro...dentro di me non lo so.... So che ho più consapevolezza di cosa sono... il CHI sono sembra ancora un miraggio in lontananza.

Adesso ho un compagno, non vive vicino a me e non so ancora se questo sia un bene o un male... la strada, come in tutte le relazioni, è in salita, e per me è pure parecchio ripida e cosparsa di buche... sono un disastro. Sicuramente siamo caratterialmente molto diversi, ma non riesco ad aprirmi come vorrei e soprattutto a "comunicarmi" comprensibilmente per lui... con risultati non molto gradevoli il più delle volte....
Avevo scelto di restare sola, ma forse in parte nelle mie anomalie lo sono tutt'ora.... eppure continuerò a tentare ancora un po' di far davvero funzionare le cose, credo ne valga la pena.

Intanto almeno ho dei nomi per i miei demoni, anche se non aiuta realmente ad affrontarli meglio.
In quei momenti sono sola con me stessa e solo così può essere.

Riuscire realmente ad accogliermi sarebbe il primo vero passo verso un qualcosa che potrebbe almeno vagamente somigliare allo star bene. Ma la verità è che d'istinto continuo a combattere, a combattermi, con il solo risultato che mi sfianco, mi esaurisco senza poi saper come recuperare il minimo indispensabile per affrontare tutto quel che c'è là fuori.

Probabilmente è già una vittoria il riuscire a "vedermi" e il riconoscere i miei limiti...ma ogni volta è un pugno nello stomaco, ogni volta che vedo un particolare in più è un altro pezzettino del mio (ex) Mondo che si sgretola.

Ho scoperto che non sono sola là fuori, che altri "soffrono" come me...eppure trovo ancora difficile cercarli realmente per confrontarmi...al momento non riesco a "reggere", ho bisogno di silenzio, di non dover per forza stare in Ascolto, di essere Ascoltata ma non per forza di parlare.... e tutto sembra troppo complicato per me figuriamoci per chi mi circonda.... infatti il mio Orso non sa come comportarsi, esulo da tutti i suoi schemi credo, lui che per semplicità vive tutto in una sorta di schema trovando così semplici risposte razionali ad ogni (apparente) semplice problema, razionale o non... e questo è il problema: io non sono semplice, non sono schematizzabile (o meglio...nella mia follia si lo sono) e non sono semplificabile.... così lo inibisco, lo blocco in qualche modo. Eppure sembra non mollarmi, e non riesco a capire il perchè....
Ormai di vitale mi sembra mi sia rimasto ben poco, di quel miele che dicevano attirava così tanto gli orsi onestamente non vedo ormai molte tracce.

Persino la malattia di suo padre sembra già esser schematizzata e inserita in un suo posto nello schedario della Razionalità.

Spesso sento il richiamo a scrivere e ancor più spesso lo ricaccio via per pigrizia, o forse più per paura, perchè scrivendo è un po' come parlare con il mio Specchio: vedo anche ciò che non vorrei vedere, e vederlo scritto fa un effetto ancor più diverso dal sentirlo pronunciare.

A dire il vero anche i primi paragrafi di questo post sono stati scritti già da un po'... credo sia passato almeno un mese o due e infatti nel frattempo altro è cambiato e molto altro si è accumulato nella mia Bolla tanto da portarmi quasi ad un nuovo scoppio....così mi sono un po' rintanata in me stessa, cercando di recuperare almeno il minimo equilibrio indispensabile per andare avanti decentemente.

Devo svuotare completamente quello che è stato il mio Lab: primo trasloco.
Svuotare il garage e sistemare casa per poterci portare le cose del lab: secondo trasloco.
Sistemare e organizzare Casa per poterci portare le cose da casa e parte di tutto ciò che mi serve per lavorare: terzo trasloco.

(casa è questa a Firenze, Casa è quella dell'Orso dove in teoria dovrei andar a stare con lui...)

Non ho mai fatto un vero trasloco in tutta la mia vita. E questi sono tre, ognuno dei quali per me ha un profondo significato. E dovrei farli nel più breve tempo possibile dato che devo lasciar libero l'ex Lab e riorganizzarmi in qualche modo il lavoro...

A scriverle mi sembra quasi da una parte che siano solo parole, niente di complicato o difficile da fare, dall'altra di non riuscire a mettere nelle parole il giusto peso emotivo che questi "traslochi" realmente hanno per me.


domenica 19 aprile 2015

Eh vabè....

Di fronte ad una pagina bianca improvvisamente tutte le parole che volevano uscire sembrano aver paura e scappano....
Oggi voglio dar la colpa del mio umore meteopatico al ciclo e al mal di stomaco....anche se è più probabile il contrario...ghghghgh

Ultimamente avverto forti i cambiamenti, hanno un eco che non mi aspettavo e mi danno a tratti inquietudine e paura perché so che anche quelli piccoli sono e saranno molto importanti.
Ho paura, ne ho tanta....proporzionale alla certezza che DEVO cambiare e DEVO decidere. I "cosa" sono tanti, forse troppi, ma da una parte dovrò iniziare e lo devo fare da me stessa.
Ho cambiato e sto cercando di cambiare il mio carattere là dove dipende da me, per molte cose sono stata cambiata dalla vita e dalle esperienze più o meno scelte e subite.
E mi rendo conto che sto cambiando anche là dove non lo avrei mai creduto possibile: nei sogni e nell'amore.
I miei sogni si stanno spengendo e non trovo in me la capacità di riaccenderli o di trovarne di nuovi.
La mia capacità di affidarmi all'amore ormai è praticamente inesistente....ho perso la fiducia in ciò che provo e in un certo senso sto diventando anaffettiva.
Mi sento di nuovo sospesa e ospite nelle vite di chi mi cammina accanto senza mai trovare un posto in cui sostare, un abbraccio da poter chiamare "casa"...e mi manca quell'unico abbraccio in cui ero davvero a Casa benchè non fosse accettato dal mondo intorno a noi.
Mi manca quella sensazione di essere al sicuro, di potermi addormentare e finalmente riposare tranquilla perché lui era presente anche se non poteva essere sempre accanto a me. La percezione tangibile di una presenza presente anche là dove non avrebbe dovuto/potuto essere.
Ho avuto qualcosa di prezioso che continuerà a scaldarmi il cuore anche nella scelta di restare sola.
L'amore fa troppo male ed io sono stanca di soffrirlo su me stessa.
Ho "giocato" e mi sono rimessa in discussione nel momento sbagliato, ma ho scelto di farlo perché il momento giusto non esiste.
Adesso devo riuscire a scegliere finalmente me e vuol dire lasciar fuori tutto ciò che è emotivamente destabilizzante per il mio cuore. Alcune cose non potrò tenerle fuori, ma dove ho possibilità di scelta (per quanto i sentimenti siano imprevedibili ed ingestibili) ci proverò con tutta me stessa.

Nei giorni che sono stata via ho capito che ormai non importa dove vado, ciò che ho dentro rimane; posso fare tutti i programmi di questo mondo, ma potrà sempre esserci l'imprevisto che me li scombina e non vale la pena arrabbiarsi, meglio esser pronti a cambiare e a trovare strade alternative; e la conferma che "nessun luogo è lontano".

Manterrò per quanto mi sarà possibile il mio sorriso invariato, in fondo persino le lacrime sono più belle con il sorriso =^.^= e smetterò di aspettare tempi migliori: a forza di aspettare si perde tutto il tempo che abbiamo a disposizione e poi è troppo tardi per recuperarlo.

giovedì 26 marzo 2015

Attimi

Cinque giorni di emozioni, cinque giorni vissuti viaggiando e improvvisando, dalla toscana all'emiliaromagna alla toscana all'umbria in un unico fluire di scelte inaspettate.

Fine settimana all'insegna dell'improvvisazione: modella di facepainting in fiera, vagabonda per le strade di una Bologna nottambula, ospite nel letto dell'amicizia, il "rientro in società" dopo tanti anni..
Giornate stancanti, di kilometri fatti a piedi, di abbigliamento inusuale, di compagnie cariche di ricordi ed emozioni e della consapevolezza che oggi è tutto cambiato.
Giocare mettendo in gioco la parte più nascosta del mio io e ritrovarsi totalmente trasportati fuori tempo, lontana da pensieri e assenze che normalmente mi ingombrano la mente facendola dolére.
Un angolo di paradiso inaspettato, condiviso con chi ha tanto condiviso di me in questi anni di vita ormai passata e lontana.
Le immagini si accavallano nella mia mente, istantanee di attimi indelebili per la loro bellezza ed intensità, il suono delle risate.
Rientrare nella mia quotidianità per poi rimettersi subito in viaggio e venir catapultati in una realtà diversa e diametralmente opposta ai giorni appena passati.
Un viaggio fisico sulle strade della mia vita, ed interiore passando attraverso quelle parti di me apparentemente incompatibili ed incongruenti tra loro.
E da qui ancora ripartire, in un susseguirsi continuo di paure... perché alla fine sta ancora tutto lì: ho paura.


Eppure ieri c'è stato un attimo, mentre guidavo e cantavo con la musica a palla, in cui ero davvero felice.

giovedì 19 marzo 2015

sospesa...

Stamani ho bisogno di scaricare un po' di pensieri.

Periodo strano, caotico, sicuramente di grandi cambiamenti a 360°, tanto da far girare la testa...
Sto cambiando il mio corpo, il mio aspetto esteriore...sto cambiando "dentro" per arrivar a diventare ciò che potrei essere, e questo è sicuramente il cammino più faticoso e scombussolante, a volte non privo di dolore anche se di soddisfazione.

Rivedo le relazioni con gli altri sotto punti di vista diversi, cerco di crearne di nuove mettendo basi corrette ma mi rendo conto che è davvero difficile, siamo ormai troppo disabituati alle relazioni umane "vere", sempre troppo presi dal correre del tram tram quotidiano senza renderci conto che il tempo ci sfugge tra le dita e non tornerà più indietro. E forse è questo a rendermi inquieta: sento il tempo scivolarmi dalle dita e l'impossibilità di passarlo con le persone che vorrei. Il mio modo di percepire il tempo e le cose è inevitabilmente cambiato, e questo non me le semplifica....

Oggi è uno di quei giorni in cui vorrei potermi fermare, semplicemente sedermi in terra in un angolino e fermare tutto, il cuore, i pensieri, il tempo....


venerdì 13 marzo 2015

Fragole e cioccolato

Che sarebbe stato un anno di cambiamento lo sapevo, ma forse non immaginavo realmente quanto.

Tutto sta ancora cambiando.

Io ho finito il mio primo ciclo e mi trovo di nuovo al punto in cui tutto (per me) è iniziato; non ho più filtri, barriere, corazze...in sei anni sono riuscita a ripulirmi da anni e anni di melma ma adesso mi ritrovo nuda vestita di cicatrici e della mia sola pelle che nemmeno davvero conosco. Tutto ciò in cui ho sempre creduto era una chimera, tutto ciò che credevo di avere non l'ho mai avuto e ciò che invece avevo l'ho perso e posso solo ringraziare Dio di averlo avuto e di esser stata in grado di comprenderlo ed apprezzarlo (mio padre e mio nipote in primis).
Dieci giorni di febbre alta ed altro mi hanno finita di "ripulire" lasciandomi vuota e confusa, sola con i miei pensieri.
Di preciso non so cosa sono, conosco i miei limiti in entrambi i miei aspetti, conosco abbastanza le mie luci e sicuramente molto bene le mie ombre, tanto da averne paura e al contempo da sapere che solo diventando UNA persona potrò servire a qualcosa.
E di nuovo la spinta a tutto questo è la mia famiglia e l'amore maledettamente incondizionato che provo per loro, anche se è ciò che più mi distrugge da sempre.
Io sto consumando le ultime risorse e devo "rinascere" o non sarò in grado di esserci quando loro avranno bisogno di me (ed ho il terrore possa succedere molto, troppo presto...), il collante di tutto se n'è andato e sarà stupido, ma gli ho promesso che mi sarei presa cura di loro e lui lo sapeva. Si fidava di me tanto da mostrarmi la sua debolezza, tanto da affidarsi a me, tanto da dirmi addio....ed io NON posso deluderlo, fosse solo per il suo stesso orgoglio e testardaggine che scorre nelle mie vene.
Ma per questo devo staccare, prendere il tempo necessario per trovare le mie armi, imparare ad usarle ed affilarle in modo da averle pronte.
Probabilmente sarò sola anche in questa "battaglia", ma in fondo anche la solitudine non potrebbe essere solo un'illusione?
Non ci credo ma me ne convincerò, riuscirò a raccontarmi qualcosa di convincente e a crederci pur di riuscire a rialzarmi e ad arrivare dove devo.
Posso solo affidarmi a chi fino ad oggi mi ha guidato, che sia reale o solo un'idea della mia mente poco importa, ho bisogno di crederci e Lui è con me sin da quando son stata concepita.

Domani inizio questo nuovo percorso all'interno di questo cammino e non credo sia un caso che lo inizi proprio sentendo parlare d'Amore.

Ancora una volta non so chi saranno i miei compagni di viaggio.. a qualcuno ho chiesto di camminare con me e non ho mai ricevuto risposta, altri credo lo faranno senza nemmeno bisogno di chiederlo, poi chissà.... qualcuno per la strada sicuramente incontrerò, anche troppa gente per la mia asocialità del momento.

Vorrei dei sogni, dei progetti per un futuro, un futuro....ma a quanto pare non mi è ancora dato poterli avere o realizzare, devo ancora finire la mia gavetta (e lo so che non finirà mai, devo essere troppo divertente persino per Lui da prendere in giro e da farmi i dispetti...).

Il mio punto debole in assoluto è il mio cuore ed è anche l'unica arma vera che ho.

Imparerò ad usarla?
Devo.

Inciamperò e mi farò ancora male?
Sicuro.

E nonostante questo ci riporoverò ancora?
Ovvio.

Urlerò, piangerò, stringerò i denti dalla rabbia, mi leccherò le nuove ferite, dirrò che non lo farò mai più! ma poi ancora sarò lì, piena di cicatrici e di sempre maggiori paure, ma pronta a buttarmi nella mischia per qualcosa o qualcuno a cui magari di me nemmeno importerà niente.

E mi sentirò ancora sbagliata, non capirò la mia diversità e la maledirò, così come la ringrazierò perché non sopporterei di essere come la massa, anche se questo vuol dire udire ogni minimo rumore, anche quello non fatto....
Mi sentirò dispersa e alla deriva proprio come adesso.

E quando finalmente tutto questo, ma proprio TUTTO, sarà finito, mi siederò su un prato e mi gusterò una bella ciotola di fragole con panna e mousse al cioccolato.

Fanculo la dieta.
Tanto sarò morta =^.^=

mercoledì 11 marzo 2015

Oggi è così

Sono buffe a volte le sensazioni che ci dà l'istinto rispetto alle persone: ti capita d'incontrare qualcuno che hai l'impressione di conoscere da sempre, così come qualcuno che realmente conosci hai la sensazione di non saper proprio chi sia....
Oggi è così.

Oggi ho la sensazione che sia tangibilmente cambiato qualcosa, la mia sis mi prende in giro per questo, ma io mi fido del mio istinto, di quello profondo.
Ieri sera è stato come se un pezzo di ghiaccio si fosse sciolto ed esploso in petto...ho sentito un freddo gelido versarsi dal cuore allo stomaco....e poi ha ricominciato a battere al suo ritmo di danza tribale.

Sarebbe bello se per una volta questo cambiamento portasse a qualcosa di "migliore"...ma la verità è che ho paura sia stato un altro addio anticipato rispetto a quanto il mio cuore avrebbe voluto e sperato....

Oggi ho salutato per l'ultima volta (terrena) la mia prof d'Italiano delle medie, una grande Donna che non per nulla mi era rimasta nel cuore insieme a poche altre; ed oggi mi ha dato l'ultima lezione, ma tra tante sicuramente una di quelle più importanti: una lezione di Vita.
Sul volto del marito e del figlio c'era comunque sia un senso di serenità, come sono certa è stato sul suo volto, trasformato dalla malattia, ma sereno sino all'ultimo e dallo sguardo pieno di ricordi di una vita vissuta a pieno come credo pochi possano realmente dire arrivati a quel traguardo.
E finalmente non è stato un funerale, ma il ricordo di quella vita vissuta e condivisa con lei da tutte (ed erano veramente tante) le persone che le hanno voluto bene e a cui lei ha regalato il suo sorriso.
Almeno questo ricordo ed un saluto glielo devo per come mi ha traghettata in quegli anni caotici e tempestosi, per il suo polso in ogni situazione e al contempo la sua dolcezza che non ti faceva sentire punito, ma educato ed amato.
Questa è la mia Anna nel ricordo di adolescente incasinata, ma che ha lasciato un segno indelebile nella donna che sono e che sto diventando.
Grazie prof!
E so per certo che anche il mio amore non sopito per la scrittura lo devo anche a lei.

Oggi i miei pensieri sembrano relativamente più quieti...non so cosa sia successo dopo il caos dei giorni scorsi a calmarli....ma va bene così, anche se non so quanto realmente durerà.

Per adesso so che anche se non ne ho alcuna motivazione o voglia, devo prendermi cura di me stessa.

La vita, volente o nolente, va comunque avanti ed il mio viaggio sembra per adesso essere ancora piuttosto lungo e non privo di complicazioni.


domenica 8 marzo 2015

New RESET

Ho scelto di nuovo un periodo di silenzio per me stessa, un nuovo "reset" ma che stavolta voglio riuscire a far essere realmente fruttuoso.

Sono ancora a casa a litigare con quest'influenza bastarda che mi ha davvero messa ko come non mai, facendomi pensare tanto.
La malattia ti cambia, la malattia quella vera... e dopo niente può più essere come prima.
E anche per me così è stato.

Ripenso spesso al piccolo Armandì, un bimbo di circa 6 anni, minutino, proveniente da Sarayevo e approdato nella mia stessa stanza di ospedale perché aspettava un trapianto di polmone, l'unica cosa che lo avrebbe mantenuto in vita..... Non so come sia andata, non so se anche lui sia ormai da anni un piccolo angelo...in cuor mio voglio credere che cel'abbia fatta e che oggi sia un grande chirurgo con il suo splendido sorriso.... E poi c'era Mattia, 4 anni, un biondino tutto pepe con due occhioni azzurro cielo di una dolcezza infinita... dialisi a vita ogni tot.... eppure niente spengeva quel sorriso fantastico.
Ho passato solo 10 giorni della mia vita con loro, eppure vivono in me ogni giorno.
Mi hanno insegnato a condividere, a sorridere, a guardare il bicchiere mezzo pieno, a mettere da parte l'egoistico "me" per il "noi".
Loro vent'anni fa mi hanno dato la mia prima vera lezione di Vita che mi ha cambiata radicalmente.
Lezione di vita che mi ha portata da sempre a vedere il "malato" semplicemente come l'altro verso cui andare, non come un diverso.
Mi ha insegnato come muovermi in un ospedale senza la reale paura di ciò che puoi avere intorno: a ben pensarci giro per ospedali da quando ho circa 6 anni....per me; ho fatto analisi, esami che qualcuno nemmeno sa che esistono. Mi fa un po' effetto rendermene conto. Eppure questa familiarità mi ha aiutata ogni volta che sono stata catapultata in un diverso reparto con le persone che Amo.

Gli ultimi anni sono sicuramente stati i più difficili anche sotto questo punto di vista....e non credo che il mio legame con gli ospedali sia finito...ma in fondo è lì che si trovano le persone, quelle Vere.

In questa settimana sono stata un tantino shakerata: sogni, desideri, paure, emozioni, dubbi, dolori, ricordi... sensazioni passate ritrovate come se non se ne fossero mai andate e in quelle ritrovare una me che credevo persa o "passata", così come piccole parti che credevo presenti e attuali e mi rendo conto esser solo piccole bolle pronte a scoppiare, effimere, inutili.... da qui la necessità di un nuovo reset per poter separare le cose che veramente contano da quelle inconsistenti e prive di valore effettivo.


Ieri l'ultimo saluto terreno a Ivy...splendida Farfalla di Milano25...testimonianza di forza, di fede e di Amore...

La morte davvero ti restituisce la dimensione delle cose e ti spinge a cercare ancora, perché niente resti privo di significato e venga sprecato, soprattutto la vita.

Non ho certezze in me, solo paure e domande.

Oggi ho capito che sto lasciando andare qualcuno che potrebbe essere per me molto importante...perché ho paura di perderlo.
E che la mia vita fine a se stessa non ha alcun senso .

Due buffi punti da cui partire.

giovedì 5 marzo 2015

rabbia....

RABBIA!!!!
Tanta rabbia e tanto, troppo dolore ancora una volta per una giovane vita volata via troppo presto....
E tutto il resto sembrano solo stronzate: l'amico che non ti cerca, il lavoro che fa come gli pare, l'influenza che rompe le palle..... sono realmente tutte emerite stronzate che servono solo per distrarsi e far passare i giorni per essere un po' più vicini alla partenza o al grande giorno in cui finalmente tutto cambierà.......
E nel frattempo? che si fa nel mentre che aspettiamo? semplicemente si aspetta girandosi i pollici?
Francamente non lo so...in questo momento voglio solo ascoltare il vento che urla fuori e dentro di me, le lacrime che credevo di aver ormai finito, e la mia perfetta solitudine.
Ho sempre fatto leva sulle mie debolezze ritendendole la mia vera forza...ma tutto questo Amore lacera il cuore e l'anima e non vi è rifugio dove ripararsi.
Tutto perde di nuovo importanza, o forse è più corretto dire che riacquista il suo reale valore in un mondo dove purtroppo le cose materiali e le apparenze hanno da sempre il primo posto su tutto il resto.....
Mi sento fuori posto, totalmente fuori posto, ciò che a me basterebbe per sentirmi ricca e felice per tutti gli altri sono solo pesi ed optional di una vita che però una volta passata indietro non torna più...
E allora cerco di ripartire da zero: cancello la memoria cancellabile, solo quella tangibile, perchè purtroppo (o per fortuna) la memoria dei ricordi e del cuore non è facilmente resettabile.



lunedì 2 marzo 2015

Febbre alta

Ho bisogno di scrivere anche se non so quanto filo logico avranno i miei pensieri....

Era tanto che non avevo la febbre alta, non ci sono più abituata ma la riconosco subito: quelle sensazioni tipiche, i pensieri che iniziano a correre per conto loro e per quanto ci provi non riesci proprio a fermarli.
E in fondo va bene così.

Sono rientrata ieri pomeriggio dai miei due giorni bolognesi: giovedì pome- venerdì pome e sabato pome-domenica pome. Istinto folle come sempre, ma bologna mi fa quest'effetto e son contenta di averlo assecondato.
Ho rivisto degli Amici che non vedevo da troppo, ma soprattutto ho rivisto me stessa ed ho trovato qualche piccola certezza che non credevo di avere: so stare da sola! non ho più le incertezze e le paure che mi costringevano a cercare un punto cui potermi costantemente appoggiare. Ho vinto contro me stessa.
E non mi fa nemmeno più effetto stare in giro con coppie essendo scoppiata =^.^= mi sento bene con me stessa, tutto il resto è in più.
Sono orgogliosa di questo risultato dato che mi ci son voluti alcuni anni per raggiungerlo, allo stesso tempo mi fa un po' paura perché so che questo vuol dire che potrei rinunciare a chiunque per non riperdere me stessa....
Rendermi conto di saper star da sola mi fa anche render conto di come percepisco in maniera differente l'asenza delle persone: non è più un'assenza dolorosa di quelle che ti tolgono il respiro e ti fanno accelerare il battito cardiaco, è più il desiderio di condividere con loro piccoli dettagli di ciò che vivo, emozioni, sensazioni, pensieri.....

Fa un po' male rendersi conto di amare qualcuno e al contempo di essere in grado di vivere senza.... qualcosa sta cambiando e sapevo che sarebe successo, ma quello che non so è se davvero mi piacerà o a cosa mi porterà.... E' bello passeggiar per strada e vedendo un qualcosa pensare una persona....è triste non poterla cercare in quel momento o rendersi conto che la propria presenza o assenza non viene notata.

Essere importanti per qualcuno ed aver qualcuno di importante..... Abitare il cuore....